Ottorino Gurgo

Ottorino Gurgo

Ottorino Gurgo, scrittore e giornalista italiano. E’ stato per molti anni notista politico de Il Giornale al fianco di Indro Montanelli. Poi capo della redazione romana de il Mattino, direttore del Roma, editorialista del Giorno e dell’Informazione. E’ stato conduttore della rubrica politica “Il Punto” per il Gr2. Autore di numerosi saggi tra i quali "Vietnam controrapporto", "Perché i Kennedy muoiono", "Sciascia" e "L’illuminista cristiano".

L’eterno duello di potere

 di Ottorino Gurgo

Si arricchisce di nuove puntate l’interminabile e ormai stucchevole telenovela che ha per protagonisti, l’un contro l’altro armato, il potere politico e quello giudiziario. Mutano i governi, s’alternano maggioranze di segno opposto, nuovi leader s’affacciano all’orizzonte, ma lo scenario è sempre lo stesso e non importa che alla testa del governo sia Silvio Berlusconi o Matteo Renzi e che a guidare l’associazione dei magistrati sia Luca Palamara o Camillo Davigo

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Matteo Renzi, magistrato

Si tratta di un conflitto di cui la disputa tra il presidente del Consiglio e il leader dei magistrati sull’inchiesta che ha colpito l’ex ministra Federica Guidi non è che un’ultima manifestazione e che va al di là delle vicende specifiche che di volta in volta la determinano.

Se volessimo provare a risalirne all’origine, dovremmo, probabilmente, riandare ai tempi dell’inchiesta del “pool” milanese di “Mani pulite” che ebbe in Antonio Di Pietro il suo più popolare esponente e che, sconvolgendo clamorosamente gli equilibri politici e determinando la fine dei partiti tradizionali che, per decenni, avevano guidato il paese, provocò la fine della cosiddetta Prima Repubblica.

Piercamillo Davigo con Antonio Di Pietro e Gherardo Colombo

Di Pietro, Colombo e Davigo

Fu in quell’occasione, in  quel frangente storico, che il potere giudiziario, avvertendo che il potere politico versava in una condizione di estrema debolezza, ritenne di potersi, di fatto, sostituire ad esso.

Tentò di realizzare, insomma, una vera e propria rivoluzione, sulla scia, anche di un diffuso populismo, nato dal giudizio violentemente negativo dell’opinione pubblica nei confronti dei partiti e dei loro rappresentanti considerati tutti, senza distinzione di sorta, tarati dal morbo della corruzione. Ma, nonostante un grande battage mediatico abbia accompagnato la sua azione, non diremmo che la Magistratura sia riuscita ad affermare la propria centralità e a ridurre la politica ad un ruolo residuale.

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Piercamillo Davigo e Antonio Di Pietro

In realtà l’opinione pubblica, pur in un clima di “caccia alle streghe”, è apparsa diffidente nei confronti della Magistratura così come lo è nei confronti dei politici (sono, semmai, le forze dell’ordine – a quanto dicono i sondaggi – a riscuotere la sua fiducia).

Né i politici, né i magistrati, tuttavia, hanno rinunciato a rincorrere in modo ossessivo un primato che la gente non sembra intenzionata a riconoscer loro. Di  qui il protrarsi di un esasperato e esasperante conflitto i cui protagonisti fanno mostra di ignorare quel principio della separazione dei poteri solennemente affermato nella nostra Carta costituzionale.

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Renzi e Berlusconi, la politica contro la magistratura

Purtroppo tutti i tentativi sinora compiuti per indurre magistrati e politici a rinunciare alle loro ambizioni non sembra abbiano sortito alcun effetto. La sfida continua e, pur se appare assurdo prendere partito per gli uni o per gli altri, non si può non rilevare che l’attacco è partito soprattutto dalla Magistratura, con i politici, attestati su posizioni rigidamente difensive, ma impegnati a far di tutto, con i loro comportamenti e con la loro costante violazione del fondamentale precetto del “non rubare”, per  fornire argomenti ai magistrati e alla loro offensiva.

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Ottorino Gurgo

Il primato, è bene averlo ben chiaro, non appartiene a nessuno dei due contendenti poiché, stabilendo il principio dell’”a ciascuno il suo”, la Costituzione – come abbiamo detto – ha indicato quale sia la strada maestra da seguire che è quella che impone ad entrambi di rientrare nei ranghi e di riscoprire l’importanza del loro ruolo, al di là dei troppi sconfinamenti compiuti.

 

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Un pensiero su “L’eterno duello di potere

  1. giuseppe

    SCONTRO MAGISTRATURA – POLITICA: GUERRA INFINITA
    DI CHI LA COLPA?

    Romano: amici….non vi sembra che adesso stiano esagerando, e non poco, tutti quanti, nessuno escluso!
    Totò: a chi ti riferisci? E a che proposito?
    Romano: all’ennesima guerra scatenatasi tra magistratura e politica in questi ultimi giorni.
    Ennio: giornali e televisione sono diventati altrettanti campi di combattimento dove la palma della vittoria viene assegnata a chi la spara più grossa.
    Ludovico: credo di non sbagliare affermando che da questo scontro un dato è emerso chiaramente: nessuno dei contendenti si è attenuto al principio dei nostri avi: “la tua lingua non preceda il pensiero”.
    Marco: in effetti mi sembra che tutti i protagonisti di questa guerriglia abbiano sottovalutato la necessità che le loro esternazioni siano ispirate da una equilibrata moderazione.
    Giacomo: visto che tutti i contendenti si stanno dimostrando alquanto loquaci, vorrei anche che rispondessimo a questa domanda: “ha ancora valore il silenzio”? Io francamente non sono all’altezza del tema.
    Lino: prof. Vezio…risponda lei.
    Vezio: purtroppo non dico nulla di nuovo quando affermo che ai nostri giorni la politica è dominata da fiumi di parole. Le nostre orecchie devono ascoltarne tante perché i politici hanno paura che nel silenzio possiamo dimenticarci di loro. E il guaio, amici miei, è che questo fiume di parole non di rado si trasforma in una vera e propria rissa. E voi capite bene che discutere, confrontarsi è una virtù, la rissa no.
    Lino: prof. cosa direbbe al Presidente del Consiglio Renzi e al giudice Davigo, i due diretti protagonisti di questa rissa?
    Vezio: inviterei Renzi, che è colui che a questa rissa ha dato inizio, a meditare il filosofo Seneca il quale ci dice che “alium silere quod voles, primus sile” e cioè “taci tu per primo, se vuoi ch’altri taccia”.
    Inviterei poi il Dr. Davigo, Presidente dell’Associazione nazionale Magistrati, a meditare il filosofo San Bonaventura da Bagnoreggio il quale ci dice che “ex silentio nutritur iustitia” e cioè “di silenzio si nutre la giustizia”.
    (dai dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
    gcastronovo.blogspot.it

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