di Adolfo Mollichelli
Prove tecniche di Nazionale. Dopo l’ultima amichevole contro la Fluminense, (stasera, 22 ora italiana) dovrebbe prendere forma l’Italia che affronterà l’Inghilterra a Manaus nel cuore dell’ Amazzonia.
Il condizionale è d’obbligo perché Prandelli potrebbe mischiare le carte e partire con un “undici” iniziale abbastanza ritoccato, rispetto a quello messo in campo contro il Lussemburgo a Perugia (squallido 1-1). Sarà partita vera. Senz’altro da parte della Fluminense, il primo club di Rio, fondato dai ceti abbienti, tra le sue stelle: Didi, Tele’ Santana, Rivelino.
Continua, intanto, a non convincere il Brasile di Scolari. Che sarà mai? Riti woodoo degli indios. Capoere, magie contro la manifestazione degli indignados delle favelas. L’evento tanto atteso, da 64 anni, vissuto come uno schiaffo alla miseria. Incidenti piuttosto gravi prima dell’amichevole che il Brasile ha giocato e vinto contro la Serbia. Gol di Fred e poco più. Il solito Neymar cascatore e provocatore. Un Thiago Silva stranamente svagato. Incerto nel piazzamento un vecchio drago dei pali come Julio Cesar.
Serbi, fuori dal mondiale, e che avrebbero meritato almeno il pari. Sonori fischi a suggellare l’insoddisfazione del pubblico che ha gremito lo stadio di San Paolo. In campo la stessa formazione che un anno fa batté la Spagna e s’aggiudicò la Confederation’s Cup. Un gruppo talentuoso, compatto ma lontano dai grandi squadroni della storia calcistica brasiliana.
Nervosi e fallosetti i ragazzi in verdeoro. Come se sentissero sulle
spalle la responsabilità di non poter fallire. Insomma, l’ombra del Maracanazo. Perché anche i ragazzi di oggi lo sanno. L’onta della sconfitta in casa nel ’50 contro l’Uruguay tramandata da generazione a generazione.
E un’altra maledizione si sta abbattendo sul mondiale. Lo stillicidio di infortuni. Non vedremo il tedesco Reus e il francese Ribery. Sono gli ultimi grandi assenti. Vanno ad aggiungersi al colombiano Falcao, al belga Benteke, ai nostri Pepito Rossi e Montolivo. E ci sono Cristiano Ronaldo e Suarez non in buone condizioni fisiche. Sembra si stia avverando la maledizione del tentacolare Ibra (assente per mancata qualificazione della sua Svezia). “Un Mondiale senza di me non ha neanche senso guardarlo”.










