Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichelli

Giornalista. Ha lavorato con il Roma ed il Mattino. Ha seguito, tra l'altro, come inviato speciale cinque Mondiali, altrettanti Europei, nove finali di Campioni-Champions e l'Olimpiade di Sydney

Zitti tutti, parla il Campionato

di Adolfo Mollichelli

Sei tornato. Per un giorno. Poi hai dovuto dare spazio alla Nazionale. Sei tornato carico di affanni e di sconcezze. Ma conservi il fascino antico. Perché hai una storia sul groppone. Fatta di aneliti e speranze, di sentimenti e appartenenze, di tante vite vissute, di passioni cromatiche e di gioie e dolori.

Volevo intervistare alcuni dei tuoi figli. Poi, ci ho pensato su ed ho rinunciato. E sai perché? Perché mi avrebbero risposto con le solite banalità. Creste strane e tatuaggi e selfie. E poi, magari, mi avrebbero detto: faccia presto, ho una sfida importante, sa la playstation, una passionaccia. Forse avrebbero aggiunto, per piacere. E così ho deciso di parlare con te.

Mi scuserai vero? Grazie di cuore, caro, vecchio Campionato. Cominciamo? Prego.
I tuoi frequentatori s’incattiviscono sempre più, anno dopo anno. Che cosa sta accadendo? Non ne parliamo! Sapessi quanto soffro, alla mia età poi, ultracentenario. Vorrei che si tornasse agli albori, tanta passione e sì anche qualche sana scazzottata e il tifo per la propria squadra e il rispetto per gli avversari. E invece…

scontri10E invece? Continua… Alla sana rivalità è subentrato l’odio. Inammissibile. Penso alla tragica sorte del ragazzo napoletano, Ciro Esposito, e alle indagini che non ancora hanno fatto chiarezza sulla dinamica dei fatti: che atrocità, che tristezza…”
Se ti dico discriminazione territoriale, a che cosa pensi? Al vuoto di sentimenti e di cultura, all’imbarbarimento della società civile, al mio giocattolo-calcio sempre più snaturato, involgarito da cori e striscioni che recano offesa al cuore ed alla ragione. Ah! Com’erano belli i messaggi di una volta. Ti ricordi la risposta napoletana al razzismo veronese? Quel “Giulietta è ‘na zoccola” fu diamante d’ironia, replica distaccata, colpo di genio. In due parole: pura letteratura. Che tempi! Stiamo sprofondando in un pozzo nero che non ha fine. Apparentemente senza una logica.

zcSpiegati meglio… Non è facile, ma ci provo. Allora, vediamo: il coro “noi non siamo napoletani” quale messaggio vuol dare, è diretto alla squadra che è risorta dal limbo del fallimento e che sta sfruculiando ‘o pasticciotto – si dice così, no? – alle cosiddette grandi oppure è un odio che si riversa sul napoletano in quanto tale? Io credo che sia veritiero il primo lemma perché altrimenti non si spiegherebbe quale ratio, o follia, induce i tanti napoletani e meridionali che non tifano per gli azzurri a rinnegare se stessi. Sai cosa penso? Che la radicalizzazione del tifo è la devianza becera dell’antico retaggio dei Comuni. Se non sei guelfo o ghibellino, se non vai allo scontro con il diverso da te non ti senti realizzato. Ma scusami eh! e che cavolo c’entra tutto questo con l’amore per una maglia? Vai allo stadio e divertiti, sostieni la tua squadra e cerca anche di apprezzare una degna giocata di un avversario. E invece no, l’educazione sportiva resta un miraggio e a me, se lo vuoi sapere, fanno ridere tutte le campagne respect. Si fanno perché la pubblicità è l’anima del commercio, per fare soldi con gli sponsor. Se vuoi educare, devi cominciare dalle scuole elementari e avrai un cittadino ed un appassionato di calcio migliore. Ma oramai è troppo tardi è un po’ di colpa è anche di voi giornalisti .

Raffaele Auriemma, telecronista tifoso

Raffaele Auriemma, telecronista tifoso

Toh! Questa è bella, e di quali nefandezze ci accusi, hai imparato la lezione dai politici che prima dicono cazzate e poi si salvano in corner con la solita frasetta: sono stato frainteso, non volevo dire questo, i soliti giornalisti che non capiscono o inventano. Bene, l’hai voluto tu. Siete diventati degli ultras anche voi che pure dovreste educare allo sport. Perfino il telecronista tifoso vi siete inventati, ridicolo! E quelli della carta stampata, poi? Tante parrocchie che aprono le porte ad articoli e commenti di campanile, e ci si mettono pure i cosiddetti scrittori ad aizzare gli animi. Ve lo dico come fossi un Papa: fermatevi, pentitevi! .
Beh, in linea di massima non posso darti torto ma per fortuna ci sono ancora delle eccezioni. Vogliamo parlare ora di cose più frivole? Secondo te ci sarà più incertezza quest’anno per la vittoria
finale?
Senz’altro non ci saranno distacchi abissali tra le prime tre e tutte le altre, vedo più squadre in grado di lottare per lo scudetto, almeno sulla carta, e spero che sia così per interesse mio, capirai.

Juventus-Milan coppa Italia

Conte e Allegri, facce

Come vedi la Juve tricampione senza Conte? Sono stati in molti a gioire, c’è la convinzione diffusa che la Vecchia Signora farà flop senza il suo condottiero. Tutto da dimostrare, perché dopo tre anni di urla e cazziatoni credo che i bianconeri abbiano accolto la fuga dell’allenatore agghiacciante come una liberazione. E poi, Allegri non è niente male. Certo, parte sempre con l’handicap ma poi si riprende e vola. Al Milan fece subito bene. Scudetto. Poi gli hanno venduto Thiago Silva ed Ibra e pretendevano che facesse il bis, roba da matti. Credo che la Juve sarà sempre un osso duro per tutti. Nessun top player nuovo, ma i suoi top player li ha tenuti tutti. Vidal, Pogba, Marchisio, Pirlo e vedrete quel Pereyra, un centrocampo mondiale. Ed un ragazzino, quel Coman che mi sembra un predestinato. Certo, i 102 punti quest’anno se li sogna.

Iturbe, top price

Iturbe, top price

La Roma americana ha in pratica due titolari per ogni ruolo. Pallotta ha il suo dream. Quei 17 punti di distacco dalla Juve dovrebbero essere stati annullati. Credo proprio di sì. Però Strootman soffre ancora, il Pupone sempre immenso ha un anno in più, Iturbe è forte ma non vale 32
milioni, Benatia è andato via… Sai, mi viene da ridere. Perché penso che in giallorosso ci sono tre greci (Manolas, Olebas e Torosidis) e il latinista Lotito non è tipo da limitarsi a kalimera, kalispera e kalinikta quando si giocherà il derby. Sai che divertimento!”.
Il Napoli l’anno scorso s’è piazzato a ridosso della Roma. La campagna acquisti è stata giudicata insufficiente dalla critica e l’uscita dalla Champions ha contribuito allo sconforto generale. Ah! Napoli, fortuna mia! ‘O sole mio… Duie viecchi prufessori ‘e mandulino…! .
Ti pare questo il momento di cantare, nel bel mezzo di
un’intervista.
Scusami, hai ragione. Ma devi sapere, però giura che non lo scriverai, che io ho un debole per il Napoli. Quanti campioni ho mandato giù tra l’Ascarelli, il Vomero, il San Paolo: Vojak, Sallustro, Jeppson, Vinicio, Sivori, Altafini, Krol e poi Dieguito Maradona e gli scudetti, la coppa Uefa, la mia casa napoletana sempre gremita fino all’inverosimile. E tante sofferenze, anche. E la resurrezione, i tre tenori Hamsik, Lavezzi e Cavani

Reina, un numero 1

Reina, un numero 1

Veniamo al presente, bando ai sentimentalismi, la nostalgia è figlia
dei ricordi.
Va bene. Innanzitutto, questo sconforto proprio non lo giustifico. Un po’ come la Juve, il Napoli ha tenuto i suoi giocatori migliori e di questi tempi grami è già tanto. Lasciamo stare il discorso sulle cessioni, il passato è passato e Behrami sarebbe l’unico rimpianto ma a Benitez non piaceva e ci sta. Reina? Certamente una personalità più spiccata rispetto a Rafael, ma anche lui tre o quattro papere le ha messe nel laghetto. C’è Higuain che è un attaccante tra i migliori al mondo e che continuerà a segnare tanto. E poi, quel Mertens che a me piace tanto. E ci sono sempre Callejon che avrà smaltito il mal di pancia dovuto al richiamo spagnolo e Insigne. E qui vorrei fare una raccomandazione, posso?

Lorenzo-Insigne

Lorenzo Insigne, lo scugnizzo

Ci mancherebbe! A chi è rivolta? Al pubblico napoletano, diamine? Che non fischi mai più Insigne. Non è Pelé, non è Maradona e neppure Zico, ma è senza dubbio un bel giocatore. Al ragazzo manca soltanto una virtù, la personalità spiccata. E prima doveva fare da valletto a Cavani che se non riceveva palla lo scorticava con gli occhi. E poi gli è toccato fare il tornante di fascia. E al primo errore in zona tiro, giù una salva di fischi. Non si fa così. E va bene che Napoli si mangia i suoi figli, ma c’è un limite a tutto. E sai perché il ragazzo se la prende con chi contesta? Perché vorrebbe dirgli: ricordatevi a Pescara, nel mio ruolo, che cosa combinavo insieme con Ciruzzo che poi sarebbe Immobile. E, cavolo, ho perduto pure la Nazionale e voi non capite chi soffre. E nemmeno un aumentino m’hanno riconosciuto, ingrata patria!

De Guzman, l'anti Hamsik

De Guzman, l’alternativa ad Hamsik

Dei nuovi arrivi che cosa si può dire? Vediamo: Koulibaly è bello tosto ma un po’ sgraziato; Mitchu è un bel ragazzo, talentuoso, ma forse strabico, di testa è fortissimo; Lopez ha senso tattico; ma quello che più m’intriga è De Guzman e sai perché? Perché potrebbe giocare al posto di Hamsik se lo slovacco dovesse cadere in un altro periodo di paturnie .

Osvaldo, goleador nerazzurro

Osvaldo, goleador nerazzurro

Come vedi le milanesi? L’Inter orientale è enigmatica. Troppi giocatori di peso, pesanti volevo dire. Quel Kovacic mi piace ma che aspetta ad ingranare non lo so. C’è un Osvaldo in più, ma so che a lui piace di più suonare la chitarra. Comunque, squadra tosta.

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Fernando Torres, l’ex nino

Il Milan s’è rinforzato. Menez, Torres e Bonaventura, mica male. Il ragazzo prelevato dall’Atalanta è bravo. Però mi risulta che è arrivato per caso perché il Milan aveva già l’accordo con Biabiany ma poi Zaccardo ha rifiutato di andare a Parma e allora nisba. Se El Shaarawy torna quello di una volta, potrà essere un Milan ambizioso. Sono curioso di vedere alla lunga che cosa farà Inzaghi alla sua prima esperienza su una panchina importante. Comunque, il Pippo a Milanello è di casa e va pure a prendere Berlusconi fin sotto l’elicottero ogni qual volta il sire di Arcore si presenta in ritiro.

Pepito Rossi, un calvario

Pepito Rossi, un calvario

Restano Fiorentina e Lazio, tra le grandi, diciamo così. La squadra viola ha tenuto Cuadrado ma ha perduto per mesi e mesi Pepito Rossi, sfortunato il ragazzo, forse non è mai guarito e non si può parlare di ricaduta. Che ci sia una qualche responsabilità di mister Tod’s nel senso che voglia risparmiare sulle scarpette? Il sospetto c’è l’ho. Così come credo che Lotito possa incidere sul cammino della sua Lazio, senza dimenticare la Salernitana. In pratica il latinista è come se avesse tre squadre perché anche la Nazionale è sotto le sue grinfie. A proposito dell’eccessivo presenzialismo di Lotito, mi ha fatto sorridere De Rossi che ha commentato: i consiglieri federali sono ventuno, se volessero venire tutti sai che folla in Casa Azzurra! Sempre sincero e simpatico il giallorosso e che bel giocatore!
Candidate alla sorpresa della stagione? C’è da scegliere tra Udinese, Torino e Genoa. Comunque, ho grande simpatia per il Sassuolo. Una squadra sui generis, quasi tutti italiani, una rarità.

Balotelli, nero italiano

Balotelli, nero italiano

Ultima domanda. Come definiresti il razzismo in due parole? Optì Pobà.
Grazie, vecchio Campionato. Ci rivediamo, magari, più in là con qualche dato in più così potremo fare maggiore chiarezza, d’accordo? Con piacere, ora vado a vedere Empoli-Roma e poi Juve-Udinese, che fatica alla mia età!.
Si ricomincia.

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