Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichelli

Giornalista. Ha lavorato con il Roma ed il Mattino. Ha seguito, tra l'altro, come inviato speciale cinque Mondiali, altrettanti Europei, nove finali di Campioni-Champions e l'Olimpiade di Sydney

Signori si nasce …

di Adolfo Mollichelli

Quando gli azzurri nel loro piccolo s’incazzano, siano essi un delantero (attaccante), un tifoso leopardiano (vive a Recanati), un presidente rissoso e irascibile come Braccio di Ferro. O un entrenador poliglotta che non riesce a spiegarsi con i suoi figliocci.

A mente fredda rivedo i fatti del Tardini. Il volto incredulo del Pipita che lascia il campo e chiede il perché, educatamente, mentre colgo per l’aire un vaya a tomar por culo ma senza eccessiva acrimonia. Il buon Gonzalo (Higuain) avrà fatto un po’ di conti: non segno da 318 minuti, bueno; sono andato in bianco con Porto, Fiorentina, Catania, Juve e Parma, bueno; ho segnato soltanto 2 gol nelle ultime dieci giornate di campionato, al Genoa e al Torino, bueno
(?) ma ho pur sempre giocato 42 partite e segnato 21 gol (14 in campionato, 4 in Champions, 1 in Europa League, 2 in Coppa Italia) bueno no? Ed ha dedotto: e Rafa che fa? Mi sostituisce ancora una volta!

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Benitez e Higuain

Tutta colpa di quel diavolo di Altafini detto Mazzola che va dicendo che una partita senza gol è come l’amore senza un bacio. Sangre de la muerte! Ci volevano pure le zarzuele del grande vecchio!

Gonzalo che non si sente più intoccabile e che pensa al dispendio di energie che gli costa ogni partita: apri i varchi per gli inserimenti da dietro, fatti vedere in area per il golazo, svari sulle fasce, torni a centrocampo, fai assist … e non basta più?
D’altro canto, Rafa detto Rafe’ oppure hombre vertical deve pur far vedere che c’è lui solo come jefe (capo) e dunque decido yo e se tu, Gonzalo, ti appanni, yo ti sostituisco. Claro?
Secondo me, hanno ragione entrambi. Higuain perché s’è sempre messo a disposizione della squadra su tutto il fronte d’attacco (mentre a Madrid stazionava più vicino all’area). Però farebbe bene a capire che momenti d’appannamento sono fisiologici e che una
sostituzione può anche far del bene. In contraltare, Rafa fa bene a ragionare per il bene comune e quindi se vede un suo giocatore in panne non può che fargli prendere fiato. E
magari riflettere sull’attaccante unico alle cui spalle giostrano tre mezze punte, alcune delle quali sono ali autentiche: Callejon, Mertens, Insigne.

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Popeye, braccio di ferro

Sull’orlo di una crisi di nervi: Almodovar s’è trasferito in casa azzurra. Non può essere che così, una volta che l’entourage s’è reso conto che la costruzione della casa non ha tenuto conto di alcune travi che non sono portanti.
Nervosismo generalizzato e che ha contagiato Aurelio Primo ch’è uscito dal pulmino e di testa per andare a strattonare un signore che gli aveva fatto notare come fosse provinciale dannarsi solo contro la Juve! Mal gliene incolse, povero supporter azzurro che alla campagna cantando vai..

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De Laurentiis, braccio di ferro

 

Non sapeva, naturalmente, che il giorno dopo Aurelio Primo avrebbe dovuto staccare un assegno milionario e deporlo nelle mani di Luigino il sindaco del lungomare liberato.
Scuse di un addetto della società al supporter bistrattato, invito in ufficio di AP per un chiarimento, minacce di querele, certificati medici. Una farsa scadente.

Titolo? Signori si nasce. Con il punto interrogativo.

 

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