di Ettore Lupo
Con le risorse del fondo di sviluppo regionale (2007-2013), come è noto, sono nove i progetti che hanno ottenuto il via libera mentre dieci sono quelli che ancora devono ottenere, invece, l’approvazione definitiva. Ed è soprattutto metropolitana, ancora metropolitana.
Con le risorse del fondo di sviluppo si punta,infatti, con decisione ad ultimare il metrò cittadino che sembra non finire mai (oltre 671 milioni di euro per la linea 1, con la tratta Dante/Municipio Garibaldi/ Centro direzionale e il completamento della linea 6 con oltre 173 milioni). Una storia infinita.
Mancavano pochi giorni al Natale, era il 22 dicembre 1976, un mercoledì, quando sul palco allestito in piazza Medaglie d’Oro, nella zona collinare di Napoli, cominciava, alla presenza dell’allora sindaco di Napoli, Maurizio Valenzi e di Luigi Buccico, con la posa della prima pietra l’avventura di una linea sulla carta e senza un centesimo in cassa, la costruzione di quella che venne poi chiamata la linea 1 della metropolitana. Una vita fa.
Abbiamo inventato le Stazioni dell’Arte per rendere i luoghi della mobilità più attraenti e offrire a tutti la possibilità di un incontro con l’arte contemporanea, salvo poi accorgerci che basta un po’ di pioggia per paralizzare tutto perché ci piove dentro, come la copertura, disegnata dal famoso architetto Dominique Perrault che non si è dimostrata in grado di “proteggere” le scale mobili da forti temporali della stazione di Piazza Garibaldi, inaugurata solo qualche mese fa. Alleluia.
Non solo “progetti lumaca” non all’altezza alla velocità d’esecuzione che è dovuta ad una metropoli, ma anche opere che fanno acqua da tutte le parti, è il caso di dire.
Eppure non è stato sempre così, anzi siamo stati i primi, ora siamo fra gli ultimi. Parliamo dei lavori, del completamento delle nuove linee ferroviarie cittadine. Già, perché a pensare che quella di Napoli fu la prima metropolitana d’Italia, la seconda del mondo, dopo quello di Londra, non può che venir rabbia nel constatare le milel difficoltà di oggi. I primi, dicevamo. Nell’estate del 1889, precisamente il 1° Luglio, fu inaugurata,infatti, la prima linea metropolitana italiana, la Napoli – Pozzuoli – Cuma, che dalla stazione di Montesanto (ancora oggi esistente) avrebbe portato i cittadini a Baia ed in seguito fino a Torregaveta. Un progetto realizzato in pochi anni, nonostante le difficoltà: il 15 dicembre del 1889, i binari della Cumana giunsero a Pozzuoli, il 15 febbraio del 1890 al Fusaro, il 12 luglio al terminale di Torregaveta. Si trattava di una strada ferrata lunga complessivamente 20 chilometri, 5 dei quali in sotterranea.
Altro che il ritmo e la velocità dei lavori e dei chilometri di metrò dei giorni nostri. Andamento lento, lentissimo. Una storia infinita questa del metro cittadino e non solo nei confronti del passato. Se ci confrontiamo, ad esempio, con la seconda linea subway di Tokio viene lo sconforto. La costruzione della seconda linea (16 km e 18 stazioni) nella capitale giapponese realizzata in tre tronconi è stata realizzata in otto anni.
Con le risorse del fondo di sviluppo regionale (2007-2013) sono nove i progetti che hanno ottenuto il via libera, dieci sono quelli che ancora devono ottenere, invece, l’approvazione definitiva. Nel complesso i progetti che hanno già ricevuto il via libera dovrebbero coprire il 60,97 del pacchetto del fondo di sviluppo regionale, con un totale di spesa di quasi due miliardi e ottocento milioni di euro. Agli altri progetti è destinata invece una fetta di quasi un miliardo e 786 milioni di euro.
Il progetto approvato più importante per il periodo di programmazione appena concluso, oltre ovviamente a quelli del completamento della metropolitana, è quello della riqualificazione urbana dell’area portuale di Napoli est (quasi 207 milioni)
Fra i dieci grandi progetti che sono stati dichiarati ricevibili e risultano in fase di approvazione spiccano il completamento di riqualificazione e recupero del fiume Sarno (200 milioni), la banda larga e lo sviluppo digitale in Campania (122 milioni) e il polo fieristico regionale Mostra d’Oltremare (83 milioni). Speriamo bene.










