di Lidio Aramu
Impropriamente San Valentino viene annoverato tra gli artifici commerciali della civiltà dei consumi. In realtà ha radici antiche risalenti al VI secolo d.C. ed è ricordato in gran parte del pianeta, Europa ed Americhe soprattutto.
Tuttavia l’associazione tra il ricordo del santo e martire ternano con la celebrazione dell’amore romantico è medievale. Tra le tante teorie ho fatto mia quella che individua nelle scansioni della Natura, l’origine del significato che comunemente diamo alla ricorrenza di San Valentino.
In questo periodo dell’anno, l’occhio esercitato non compie alcuno sforzo guardando un’alberata a notare la mutazione del colore dovuta alle gemme in fase di pre-apertura. E’ il risveglio della Natura e nel Medioevo si riteneva che alla metà di febbraio iniziasse la stagione degli amori degli uccelli. Dai volatili agli innamorati il passo è stato breve. Ai giorni nostri però, a guardar bene, il 14 febbraio, quando non è banalizzato da cenette a lume di candele e cascate di bacetti perugini, non ricorda più l’amore romantico, ma quello di coppia, come se l’amore avesse ragione d’essere sol perché ricambiato.
Io voglio invece ricordare quegli amori, forse ancora più numerosi, che nascono a prescindere, quelli travolgenti insensati, del cuore a mille che si originano da un sorriso, una movenza, uno sguardo. Quell’amore che provoca intime ed irriferibili sofferenze, che toglie il respiro, il sonno e la forza di volontà: l’amore non corrisposto.
Ha scritto Pablo Neruda che: “Solo chi ama senza speranza conosce il vero amore”. Ebbene, proprio a loro, a questi cuori innamorati ai quali nessuno rivolgerà un augurio, una carezza, un abbraccio, a cui nessuno darà un bacio, nel giorno dell’Amore romantico, dedico come personale augurio la dolce e speranzosa poesia di un anonimo autore:
L’Amore è vita, è passione/ è sofferenza in solitudine/ è il sentimento per eccellenza/ nel dare senza ricevere./ L’Amore è nutrire/ L’anima altrui con la dolcezza/ dissetarlo con una carezza/ vestirlo di baci/a volte lavarlo con le nostre lacrime./ A volte il cuore piange/ E se lo fa è solo perché/ C’è tanto amore dentro di se/ non riesce a fingere/ solo liberando queste gocce di rugiada/ riuscirà a dissetare altri cuori aridi/ sperando forse un giorno/ in un nuovo germoglio.









