L’incredibile favola di Sanremo
Quando Tenco si tolse la vita

di Mino Cucciniello

Ripercorrendo i festival della canzone italiana si rivivono le pagine della nostra storia del dopoguerra. Le canzoni, il boom economico, star internazionali,la contestazione giovanile, i primi capelloni. I favolosi anni sessanta. Un caleidoscopio di emozioni e di ricordi. E un maledetto dramma…

Per il festival di Sanremo il decennio degli anni sessanta è stato sicuramente il più bello sia per la qualità delle canzoni sia per la partecipazione dei più grandi artisti nazionali ed internazionali che si alternarono sulla ribalta sanremese, infatti nel cast del 1961 comparivano nomi dal calibro di Adriano Celentano (che propose la sua 24mila baci cantandola dando le spalle al pubblico che rimase scandalizzato per questo comportamento) Mina, la tigre di Cremona e Milva, la pantera di Goro. Tra le due cantanti ad artificio era stata creata una grande rivalità ,come era d’uso in quegli anni in Italia, sulla scia di quella tra la Loren e la Lollobrigida per il cinema o quella tra la Tebaldi e la Callas per la lirica o tra Bartali e Coppi per il ciclismo.

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Milva, mille bolle blu

A Sanremo tra le due cantanti rivali andò meglio a Milva che si classificò al terzo posto con la canzone “Il mare nel cassetto” mentre Mina, che sfoggiò un abito bianco a pois blu ispirato al testo della canzone, nonostante la sua personalissima interpretazione delle “Mille bolle blu” si classificò solo al quarto posto. La tigre di Cremona da quell’anno non sarebbe mai più tornata come cantante al festival e comunque tra le due litiganti a vincere furono Betty Curtis e Luciano Tajoli con la canzone “Al di la”.

Nel 1962 anche non vincendo il successo strepitoso fu di “Quando quando quando” cantata da Tony Renis. Poi iniziarono gli anni dei giovanissimi tra questi l’esordiente Gigliola Cinquetti che con il suo abitino da collegiale vinse con “Non ho l’età”. Si aggiudicò il terzo posto la canzone “Una lacrima sul viso” cantata da un altrettante giovanissimo e pieno di rimmel Bobby Solo che nell’ultima serata essendo stato colpito da raucedine il suo brano fu ascoltato (per l’epoca uno scandalo quasi da squalifica) in playback, in compenso vinse con “Se piangi se ridi” l’anno successivo precisamente il 1965 quando fu presentata anche “Io che non vivo”, una delle canzoni più belle in assoluto di tutti i tempi, cantata da Pino Donaggio.

Mike Bongiorno e Sylva Koscina ...

Mike Bongiorno e Sylva Koscina

Oramai a metà degli anni sessanta il festival di Sanremo era una manifestazione così importante da incantare metà nazione innanzi alla TV ora presente nella maggior parte delle case italiane. Il piccolo palcoscenico del teatro del salone delle feste del Casinò quasi sembrava non bastasse più a contenere tutti gli orchestrali ed il coro dei 2 + 2 di Nora Orlandi tanto da restare pochissimo spazio tra l’orchestra e la ribalta super addobbata con i famosi fiori della riviera ligure, pertanto le bellissime vallette che si alternavano anno dopo anno iniziando da Elsa Martinelli ad Ira Fustenberg da Sylva Koscina a Gabriella Farinon e Carla Maria Puccini con i loro voluminosi abiti da gran sera dovevano stare molto attente a non inciampare nelle corbeille di fiori. Ma anche le cantanti che partecipavano erano diventate elegantissime perché gli abiti che indossavano non erano più confezionati da sartine provinciali ma erano firmati da grandi stilisti che gareggiavano anche loro per vestire le dive del festival, prima fra tutte la sofisticata Ornella Vanoni che cantando “Io ti darò di più” e spalancando le braccia mise in evidenza uno dei primi nude look televisivi.

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Caterina Caselli, caschetto d’oro

Ovviamente anche il ritmo della musica beat irruppe a Sanremo a rappresentarlo Caterina Caselli, che con caschetto biondo uscito dalle forbici di Cele Vergottini, cantò “Nessuno mi può giudicare” e un altrettanto giovane Lucio Dalla con la sua “Pafff…bum”, nonché i primissimi capelloni che formavano complessi come: l’Equipe 84, The Rokes, I Giganti ed altri ancora. Nel 1966 tornò a vincere Domenico Modugno con “Dio, come ti amo” che in seconda esecuzione veniva cantata da Gigliola Cinquetti.

Luigi Tenco E' morto trentacinque Sanremo fa in una camera dell'Hotel Savoy che non esiste più. Quel 1967

Luigi Tenco

Purtroppo l’edizione del 1967 fu segnata dalla tragedia di Luigi Tenco che non accettando che la sua canzone “Ciao amore ciao” fosse stata eliminata a favore di “Io tu e le rose” di Orietta Berti, si uccise nella sua camera  dell’Hotel Savoy dove era alloggiato. Quell’anno a presentare il festival era Mike Bongiorno, che la sera successiva alla disgrazia imperterrito, come se niente fosse successo, ma in linea con la legge dello spettacolo “the show must go on” portò avanti lo spettacolo. Questa sfortunata edizione fu vinta dalla canzone “Non pensare a me” cantata da Iva Zanicchi e Claudio Villa.

Nel 1968 a condurre per la prima volta il festival c’era Pippo Baudo che sarebbe poi diventato l’eterno rivale di MiKe Bongiorno il quale già all’epoca aveva presentato ben cinque edizioni. Per questa edizione sul palcoscenico del Casinò erano presenti non solo i più importanti nomi della musica nazionale ma anche quelli internazionali come Louis Armstrong, Sacha Distel, Paul Anka, Wilson Pickett, Nino Ferrer. La canzone vincitrice fu “Canzone per te” cantata da Sergio Endrigo e Roberto Carlos.

Lucio Battisti mentre canta Un'avventura.

Lucio Battisti, un’avventura.

Poi anche su Sanremo soffiò forte il vento della contestazione sessantottina coincidendo con la diciannovesima edizione presentata da Nuccio Costa super contestato e più volte fatto oggetto da lanci di uova. I vincitori di questo contestatissimo festival furono Iva Zanicchi soprannominata l’aquila di Ligonchio e Bobby Solo con la canzone “Zingara”. In questa edizione partecipò per la prima volta Lucio Battisti con la canzone “Un avventura”. Il riccioluto cantante colpì perché si presentò sul palco con un foulard al posto della cravatta, accessorio indispensabile per quei lontani anni 60. Il suo pezzo fu un successo e divenne un inno per i ragazzi dell’epoca. Ma nonostante un debutto così importante Battisti a Sanremo non c’è più tornato.

 (2. continua)

 

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