di Mino Cucciniello
Da una decina di anni la movida napoletana ha trovato la sua sede nelle stradine che si diramano tra piazza dei Martiri e via dei Mille andando ad occupare quei locali dove una volta c’erano o le tante botteghe di bravi artigiani o nei vicoletti più interni, i famosi bassi nei quali vivevano interi nuclei familiari, come ha raccontato più volte nelle sue commedie Eduardo de Filippo.
Questo tessuto sociale era in netto contrasto con le scintillanti vetrine delle blasonate via dei Mille e Piazza dei Martiri nelle quali da sempre hanno trovato a caro prezzo ospitalità dei bellissimi negozi. Le uniche due strade che fanno parte dei dedali di vicoletti ad avere, già precedentemente a questa trasformazione, una loro vocazione più elitaria erano sia il primo tratto di via Alabardieri che si apriva con il mitico Sirsan e proseguiva con il cinema Arlecchino ed il ristorante Umberto oltre alle boutique di Wima 33 e di Valeria Caleprico ora trasferitesi a poca distanza sempre nella stessa zona, sia via Bisignano grazie alla presenza di alcuni bei palazzi nobiliari dove in un locale fronte strada di uno di questi edifici c’era una antica latteria.
Poi dagli inizi degli anni ottanta una lento ma progressivo cambiamento cominciò ad interessare il settore del terziario presente nel quartiere. Ad iniziare a perdere le tante macellerie e gli altrettanti negozi di frutta e verdura fu via Cavallerizza dove man mano venivano sostituiti con negozi di abbigliamento o di calzature, ma ben presto questo cambio merceologico interessò anche le stradine confinanti. Raoul Palmieri all’angolo tra via Bisignano e vico Belledonne , dove ora c’è Chandelier, aprì La Galleria San Rocco un bel negozio di antiquariato che si andò ad aggiungere ai tanti altri dello stesso settore che già si erano insediati in zona. A metà degli anni novanta Maria Di Pace, in via Ferrigni dove all’epoca c’erano soltanto i negozi di Fragano, Gargiulo ed Halloween, inaugurò Daar un negozio di oggettistica etnica divenendo subito un luogo cult per la Napoli raffinata.
Pochi artigiani sono sopravvissuti a questa metamorfosi tra quelli chi ci sono riusciti troviamo i Fratelli Molino maestri falegnami con la loro bottega tra via Alabardieri e via Bisignano, vedendosi in compenso sempre più circondare da un fiorire di eleganti boutique, scelte per il loro shopping dalle signore della Napoli chic. Con l’inizio del nuovo secolo il quartiere Chiaia visse ancora una trasformazione, il commercio ed in particolare il settore dell’antiquariato andarono in crisi e pertanto alcuni proprietari iniziarono ad abbassare le proprie serrande cedendo i rispettivi locali a nuovi inquilini che pensarono bene di aprirci dei baretti. L’idea fu vincente perché ben presto divennero luoghi preferiti dai giovani della zona e non solo.
Uno dei primi a sorgere fu il 66 in via Bisignano ma ben presto se ne aggiunsero altri tra i quali il Nais diventando subito un salotto grazie ai proprietari Carlo Ferrante e Lele Lettieri. Il Nais fu aperto nel locale lasciato vuoto da Maria Di Pace che cambiando genere e optando questa volta per l’abbigliamento, si era trasferita con il suo bello ed elegante Merisol in vico Belledonne a Chiaia. Il successo di questi baretti fu enorme tanto che anche la vecchia cantina per adeguarsi ai tempi si trasformò in una ricercata Enoteca Belledonne prendendo il nome dall’omonima strada.
Tra i tantissimi lounge bar sorti nella zona uno degli ultimi ad aprire è stato il Babar in via Bisignano che occupa i locali che furono della pasticceria Vista molto conosciuta tra i ragazzi degli anni 60/70 che andavano a scuola alla Fiorelli e proprio il Babar dei fratelli Giordano, essendo oggi quello più alla moda, è stato scelto guarda caso dalla vulcanica Emanuela D’Amore per festeggiare le sue bellissime primavere che però non vi voglio svelare il numero.
Tra i primi a giungere per poter abbracciare la festeggiata oltre alla figlia Ida con il marito Fabrizio Caso, le sorelle Flora, Alessandra e Maria Francesca ed il fratello Salvo con la moglie Sabrina e poi ovviamente gli amici di sempre ad iniziare da Antonella Serpieri, Mario Acampora, Cherubino e Simona Gambardella, Paola Rotella, Lella Acampa e Roberto Milano. Nell’attesa che arrivassero tutti gli invitati è stato servito un ricco festival di ottime fritturine molto gradite a Elena Longo, Generoso Di Meo, Paola Rosa, e da Achille e Manuela Lauro.
Poi il volume della musica è iniziato ad aumentare e non c’è voluto molto a riempire la pista quando la festeggiata fasciata da una gonna a frange ha coinvolto gli amici a ballare. Tra i primi a seguirla Pasquale ed Angela De Rosa, Danilo Ambrosino, Alessandra e Paola Barbaro, Massimo Caputo e Federica Spada, Simona Castiglione, Silvio ed Hellen De Simone, Giancarlo De Luca, Fiorella Demennato, Mimmo Tuccillo e Rosita Puca, Enzo e Bianca Rivellini, PierLuigi e Simona De Caro.
Bellissima l’atmosfera semplice ma nello stesso tempo giovanile e coinvolgente grazie anche a delle bellissime immagini che scorrevano sullo schermo del celebre film Mediterraneo. Le danze sono state interrotte solo quando sono stati serviti degli ottimi primi tra i quali una buonissima pasta e patate, ma subito dopo tutti nuovamente ancora a ballare con una bella musica che questa volta ha coinvolto anche le belle ed eleganti Maria Di Pace, Marta Catuogno, Carmen Villani, Claudia De Rosa, Valeria Fonzone e Maria Rosaria Nessuno in mini strepitosa. Al momento della torta emozione, abbracci, baci e bollicine…












