Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichelli

Giornalista. Ha lavorato con il Roma ed il Mattino. Ha seguito, tra l'altro, come inviato speciale cinque Mondiali, altrettanti Europei, nove finali di Campioni-Champions e l'Olimpiade di Sydney

Il trio meraviglia
le mani sulla Champions

 di Adolfo Mollichelli

Splendori e miserie dopo le partite di andata dei quarti della Champions. Abbagliante la vittoria del Barcellona a Parigi. Luminoso il successo del Porto sul Bayern. Di rigore, sic est, la Juve sul Monaco. Enigmatico il pari nel derby madrileno tra Atletico e Real, senza gol soltanto per caso. 

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Neymar, Messi e Suarez

Al Parco dei Principi, i francesi hanno esclamato mervilleus! Hanno visto la squadra più forte del mondo fare a pezzi l’amato Psg. Laurent Blanc, libero goleador di Napoli e Inter, ha stretto la mano a Luis Enrique, ex tecnico della Roma, gran bel giocatore in blaugrana e nazionale spagnolo, colui che immolò il setto nasale all’incontro vigliacco con il pugno di Tassotti (mondiale americano) e s’è complimentato: chapeu. Avrà pensato: rien ne va plus. Ha fatto una labile promessa: cercheremo di fare meglio a Barcellona. Un po’ per celia e un po’ per non morire (Butterfly).

Zlatan Ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic , la Champions maledetta

 

Al Psg mancavano Ibrahimovic, Verratti e Thiago Motta per squalifica. Assenze pesanti. E va bene che Ibra si porta sulle spalle possenti la maledizione della Coppa. E Verratti non è Xavi. E Thiago Motta è sempre più simile ad un paracarro. Poi, quando è nera è nera e allora accade che Thiago Silva debba lasciare la lotta per infortunio e che gli subentri l’acciaccato e svagato David Luiz, i due goleador col Chelsea. E qui sarà certamente scattata l’anatema a distanza di Mourinho. Perché il centrale dalla chioma fluente e riccioluta offrirà svagati contrasti al pistolero che non morde più (almeno finora) beccandosi due tunnel che saranno concretizzati da altrettanti gol. 

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Cavani, El Matador

Suarez, il pistolero e vampiro. Cavani, il matador della solitudine. La coppia d’attacco uruguaiana divisa per una notte. Non c’è stato confronto e non poteva essere altrimenti. Perché Suarez suona in in un’orchestra da Scala e Cavani in una banda di paese. Del matador, comunque, il tiro più pericoloso del Psg in tutto il match (autorete di Mathieu a parte).
Il Barcellona – mi sbilancio? – è l’unica squadra ad avere la certezza di approdare alle semifinali. Ha il trio d’attacco più forte al mondo: Neymar, Suarez, Messi. Ha un centrocampo di mostri: Iniesta, Xavi, Rakitic, Busquets. Ha il jefecito Mascherano. Ha il sublime Piqué. Ha Montoja e Jordi Alba. Non pratica più l’ossessivo e a volte stucchevole tiqui taca. Luis Enrique ha modellato il suo Barca in modo che la ricerca dei tre tenori che ha davanti sia quanto più rapida possibile attraverso linee di passaggio che si completano con elasticità e sveltezza.

E ancora: prima di Luis Enrique, lo squadrone catalano era quasi sempre al servizio di Messi. Ora la pulce argentina è al servizio (anche) dei compagni. Insomma, mettetevi nei panni degli avversari e cercate di studiare il modo per fermare quei mostri sacri: la pulce, il pistolero, l’erede di Pelé. Roba da emicrania. Se proprio volete, una debolezza (minor forza) c’è: la tenuta della difesa se attaccata. Sempre che riusciate ad avvicinarvi all’area di Ter Stegen. Elementare Watson!

Pep Guardiola, Bayern Munich manager

Pep Guardiola

Nel meraviglioso stadio do Dragao il Porto ha stritolato la corazzata Bayern. Assenze pesanti tra i bavaresi (Robben, Ribery, Alaba, Schweinsteger, Javi Martinez, Benatia) ma non da giustificare il tracollo. Una bella storia: due ex compagni nel Barca e nella nazionale spagnola sulle panchine. Il meno famoso Lopetegui ed il più celebrato Guardiola. Ma la stella filante di Porto-Bayern è stata un’altra, per la serie a volte ritornano. Signori, stiamo parlando di Ricardo Andrade Quaresma Bernardo.

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Ricardo Andrade Quaresma , la trivela

 

Sì proprio lui, detto mustang per la velocità, ciganito per le origini gitane del padre, trivela per il colpo speciale con le tre dita del piede. Raccontò: la trivela è un fatto naturale, ho i piedi storti verso l’interno e sono portato a colpire il pallone sempre d’esterno, tutto qui. Mourinho lo volle all’Inter ma non s’intesero. Costò 18 milioni di euro. Tornò dopo una parentesi al Chelsea. Non brillò in nerazzurro ma lasciò negli occhi di tutti la singolarità della trivela e qualche magica rabona. I due gol (uno su rigore) al Bayern hanno riportato Quaresma al centro dell’universo calcio.

In Portogallo avevano intravisto in lui un nuovo Cristiano Ronaldo. Ha fatto ammattire Dante, centrale brasiliano del Bayern. È stata la notte stregata dei difensori centrali perché ha bucato anche Boateng sul terzo gol del Porto. Guardiola dice che al ritorno sarà tutta un’altra partita. Fossi in lui, non sarei tanto sicuro.

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Cristiano Ronaldo

Lo zero a zero del Vicente Calderon offre all’Atletico una chance qualificazione. Il Real in questo momento è decisamente più forte dei rivali madrileni. Ma Ancelotti ha sempre sofferto la truce spavalderia di Simeone. Se l’Atletico dovesse segnare un gol, sarebbero guai per il Real. Qualificazione in bilico. Derby tutto da gustare.
La Juve non ha brillato contro il Monaco. I bianconeri stanno accusando le lungo-degenze di elementi preziosi come Asamoah e Rómulo e l’infortunio piuttosto serio di Pogba. Episodio del rigore a parte, la Juve ha saputo costruire perlomeno tre azioni nitide da gol. Con Tevez, Vidal e Morata. Allegri a Montecarlo si gioca un tesoro: rouge ou noir? Ah, saperlo.

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