Chicco perde la Testa

di Gianpaolo Santoro

 Da ambientalista ortodosso a nuclearista convinto. Da comunista militante a manager liberista. Come scrisse Aldo Grasso, da  fondatore e presidente di Lega Ambiente a presidente dell’Enel, il più grande salto del canguro della politica italiana. Chicco Testa. Testa di chicco

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Chicco Testa

Facce da Leopolda. Sufficientemente disinvolte. Sufficientemente ciniche. Sufficientemente sprezzanti. E sufficientemente antipatiche. Sono le facce. Tanto per capirci, di Ernesto Carbone, quello di #Ciaone che irrise al referendum ad urne aperte, quella di Davide Faraone, grande reclutatore siciliano di degli uomini di Cuffaro, quella di Alessandra Moretti, ladylike che, a sentire lei, perse le elezioni “perché troppo renziana e perché la costrinsero a vestirsi come un ferrotranviere…”  e che ogni volta che apre bocca ,si capisce, come mai in Veneto tutti abbiano votato per Zaia.

chicco-testa-298740_tnFacce da Leopolda, come quella di Chicco Testa, testa di chicco, faccia da ragazzino, una volta  segretario e poi presidente di Legambiente, fiero antinuclearista, deputato del Pci e Pds per due legislature. Erano i tempi di Chicco soviet, il comunista ambientalista ortodosso. Poi venne il Chicco manager, raffiche di poltrone che contano, anche a 600 milioni l’anno, dall’Acea all’Enel, da Telit (presidente di Telit Wireless Solutions e di Telit Communications) ad Assoelettrica, nuclearista convertito sulla strada degli interessi “ sarebbe utile al Paese, il nucleare fa meno male di un motorino” e fiero fautore delle trivelle nel recente referendum, ma anche fieri rappresentante del sì Tav e no acqua pubblica, vicepresidente di Assembly Data Systems (Ads) di proprietà della famiglia Emiliani, consigliere di Idea Capital Funds, veicolo di fondi di private equity dei Boroli-Drago, padroni del gruppo De Agostini e del gigante delle lotterie, di Newlisi e di Molitor, di cui è pure azionista al 49 per cento.

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Chicco Testa con Veltroni e Bettini, tempi che furono

Chicco è renziano di cuore e di portafoglio. Singolare ma efficace e chiara la sua tesi in una discussione a Radio24 mattina sul crowdfunding, su quelle cene a pagamento del Pd, per sostenere e diffondere il renzismo. “Conviene andarci e conviene prenotare un tavolo intero (diecimila euro ndr). Così sei certo che se fai una telefonata verrai ascoltato…” E non solo. Il Chicco ha l’abitudine di mandare messaggini a Renzi ad orari, diciamo impossibili, anche le cinque e le sei di mattina. E nel giglio magico si vantava di ricevere risposta sempre entro pochi minuti. Tutto comprovato sul cellulare, in visione per gli scettici. Anche così si misura il potere ai tempi del renzismo. E di potere Chicco manager ne ha: per qualche ora è stato anche ministro dello sviluppo al posto della Guidi, poi c’è stato un attimo di riflessione, per paura di nuovi conflitti di interesse. Per non cadere dalla padella alla brace, insomma.

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Tozzi e Testa, nucleare e minacce

Battuta pronta e quella certa arroganza dell’intellighenzia di sinistra che  piaceva tanto, Chicco Testa è ospite fisso dei talk show televisivo. Ma a volte Chicco perde la Testa, come quando sei anni fa a “Cominciamo bene” in un dibattito sul nucleare al geologo Mario Tozzi disse sottovoce “ti spacco la faccia” credendo di non essere sentito e facendo una figuraccia barbina. Cercò di uscirne con una battuta peggio dell’offesa “..ma sono gracilino…” che non fece sorridere nessuno.

L1030133Sempre pronto per la causa, anzi vera e propria testa d’ariete. Come nella diatriba con Davigo. Un’atomica, per restare in tema. “ Davigo fa affermazioni sui politici (tutti?) che non si vergognano di rubare. Affermazioni che non  corrispondono alla verità. Sembrano piuttosto sottratte alle conversazioni di qualche bar di periferia. Si lancia in considerazioni politiche su destra e sinistra. Cosa c’entra tutto questo con le necessarie riforme che devono essere fatte? Magari ci sarebbe piaciuto anche ascoltare qualche parola di scusa per i tanti innocenti messi in galera ancor prima di avere trovato le prove della loro colpevolezza o per la reputazione rovinata dal commercio fra giornali e Procure”. E poi l’affondo finale. “ Come mai dopo stagioni e stagioni di inchieste, interviste e galere è costretto a riconoscere un enorme fallimento? Se l’Italia è piena di ladri domando «Come mai, visto che toccherebbe a voi fare giustizia?». Ah, già dimenticavo. Non ci sono abbastanza galere. Ecco il problema”.

chicco-testa-792972Una volta era per la liberalizzazione delle droghe leggere, oggi chissà. Negli anni è rimasto sempre lo stesso, alto, magro, occhiale tondo alla Harry Potter e la faccia da ragazzino che piace alle donne, gran frequentatore di Capalbio, con tutto quello che ne consegue, ahimè. Scapolo appetibile, una vita contro il matrimonio. E le compagne, fidanzate, non sono certo mancate. Neppure Daniela Sallusto, la madre dei suoi due figli, lo ha fatto capitolare all’altare. Chicco nella vita privata è molto coerente, insomma. L’esatto contrario della sua vita pubblica.

 

 

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