Marcello Lala

Marcello Lala

Consulente internazionale, giornalista, laureato in giurisprudenza e scienze della comunicazione, Membro di confindustria serbia, vive tra Napoli e Belgrado.

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Palalic, perché Napoli
può essere la porta dei Balcani

di Marcello Lala

Jovan Palalic è avvocato e deputato serbo del partito popolare, da sempre amico dell’Italia tanto da parlare correntemente l’italiano, una seconda lingua. Lo abbiamo incontrato a Belgrado in questi caotici giorni di elezione in Serbia  dove, come è noto il 2 aprile si voterà per l’elezione del Presidente della Serbia. 

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Jovan Palalic

Qual è lo scenario in cui si svolgono le elezioni presidenziali? E che cosa c’è nel futuro prossimo della Serbia? Le elezioni del Presidente sono molto importanti perché anche se il Presidente della Repubblica non ha molti poteri, ha nel contempo grande legittimità politica derivata dal fatto che viene eletto direttamente dai cittadini. La recente storia della Serbia ha mostrato che le elezioni del Presidente hanno avuto sempre un’influenza decisiva sul futuro politico del paese.

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Aleksandar Vucic

Essendo candidato anche il primo ministro Vucic, non si corre il rischio che il voto si trasformi in una sorta di referendum sull’attività del governo? In effetti è proprio così. In sostanza, queste elezioni, visto che il candidato per il Presidente è anche l’attuale Primo Ministro Aleksandar Vucic, saranno anche una sorta di referendum dei cittadini sulla politica del Governo. E’ evidente che chi crede che il governo stia facendo male non voterà Vucic. Per quello che mi riguarda voglio credere e auspico che la Serbia col voto eviterà una situazione di instabilità e che continuerà il cammino intrapreso verso una società stabile e di successo.

Premio Nobel per la pace all'Unione Europea

Subito dopo le elezioni la Serbia dovrà affrontare alcuni temi spinosi che sono all’ordine del giorno. A cominciare dall’adesione alla Union Europea e al Kosovo. La posizione ufficiale del Governo è che la Serbia deve aderire all’Unione Europea. Dall’altra parte, i serbi si rendono conto di quello che succede in Ue e l’entusiasmo per l’adesione diminuisce. Questo è particolarmente legato alle pressioni sulla Serbia per quanto riguarda la questione del Kosovo che è la nostra provincia meridionale e per la quale la Serbia non riconoscerà mai l’indipendenza. Anche al costo di non aderire mai all’Unione Europea.

Immigrazione: migliaia arrivi,Orban pensa a pattuglie armate

Affrontiamo l’emergenza migranti, questione centrale di questa Europa…   La questione  migranti rappresenta un grave problema per la Serbia che si trova sulla “Rotta Balcanica”. L’Ungheria si è costruita il muro sui nostri confini, l’Europa non ha una buona politica al riguardo e la Turchia sta minacciando di mandare migliaia di nuovi migranti attraverso la Serbia. Gioco forza la Serbia dovrà cambiare la sua politica al riguardo e dovrà prendere le misure più rigide per proteggere la sua sicurezza e il proprio stato. Una di queste misure è la costruzione di un muro ai confini con la Macedonia.

Russian President Putin is welcomed by Serbian Prime Minister Vucic at the government headquarters in Belgrade

Aleksandar Vucic e Vladimir Putin

In uno scenario così complicato come quello europeo sulla scacchiera geopolitica c’è il rapporto privilegiato che storicamente la Serbia ha con la Russia di Putin. Noi abbiamo dei rapporti buoni con la Russia. Il mio partito, Il Partito Popolare Serbo ha un accordo e  un’ottima collaborazione con la Russia Unita, il partito attuale del Presidente Putin. Abbiamo un’ottima collaborazione in più campi. Credo che l’Europa stia facendo un grande sbaglio per quando riguarda la collaborazione con la Russia e che dovrebbe togliere le sanzioni che ha introdotto.  Le conseguenze di queste sanzioni, che non sono giustificate in nessun modo, le sentono i cittadini e anche gli imprenditori. Ho avuto l’occasione di discutere con molti miei amici italiani dal mondo politico ed economico, che mi hanno indicato la perdita dell’Italia a causa di queste sanzioni.  

Ecco l’economia ed i rapporti con L’Italia. Crescono gli scambi commerciali, crescono le economie comuni… L’economia serba sta passando, come molti paesi europei, una fase complessa. Si cercano, con più o meno successo, nuove strade per cercare di far riprendere l’economia. L’Italia è uno dei nostri partner commerciali all’estero con la quale abbiamo il più grande scambio economico. Un grande numero di aziende italiane opera in Serbia e da occupazione a decine di nostri cittadini. Siamo molto grati a tutte le aziende italiane sul contributo dato all’economia serba.

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Marcello Lala e Jovan Palalic

Un po’ di Napoli è stata da voi a Belgrado, recentemente i giovani industriali napoletani sono stati in Serbia e lei li ha accolti in parlamento per una visita. Napoli e Belgrado dopo questi primi contatti sono più vicine? La delegazione dei giovani imprenditori di Napoli, che poco tempo fa ha visitato la Serbia e la nostra capitale, rappresenta un grande contributo alla continuazione di un’ottima collaborazione tra la Serbia e l’Italia. Ho avuto l’onore speciale come deputato del nostro Parlamento di ospitare i giovani e guidarli in una visita nel Parlamento serbo. Con questa nuova e valida classe imprenditoriale credo che anche Napoli nel futuro avrà un grosso rilancio. Quando ci sarà il cambio generazionale grande sarà il salto di qualità della gestione politica ed economica della città.

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Piazza dei Martiri, Napoli

E possono esserci concrete collaborazioni? Pensiamo che cosa può significare per Napoli essere porta del Mediterraneo e porta dei Balcani… Certo. Adesso tocca a noi fare insieme dei progetti per conoscerci meglio e per approfittare del grande potenziale di una collaborazione tra Belgrado e Napoli. Belgrado è una città di due milioni di abitanti, sta facendo uno sviluppo veloce e sempre più aziende straniere decidono di aprire le loro rappresentanze qui per poter sviluppare il loro business ed espanderlo in tutti i Balcani.  Belgrado, per la sua grandezza e la posizione, è la loro capitale naturale dei Balcani. Napoli dovrebbe lavorare di più sulla sua promozione in Serbia. E’ affascinante l’idea di Napoli porta del Mediterraneo e porta dei Balcani… Ma si deve lavorare introno a questo progetto. Belgrado conosce meglio Roma e Milano, mentre le possibilità di una collaborazione con Napoli sono sconosciute alla maggioranza dei belgradesi. Comunque vista la qualità della strada iniziata sono sicuro che faremo un buon progetto e riusciremo insieme a stabilire una buona e fruttuosa cooperazione tra Belgrado e Napoli.

Piazza della Repubblica

Piazza della Repubblica, Belgrado

La Serbia e Italia hanno ottimi rapporti politici e questi rapporti saranno sempre più buoni.  Io stesso lavoro per migliorare sempre più questi rapporti… La Serbia ha un grande numero di zone franche e ben attrezzate. La nostra manodopera è molto istruita ed esperta. Il processo della registrazione delle aziende e veloce e non costa molto. Il nostro terreno agricolo e uno dei più fertili in tutta l’Europa ed è adatto ad una produzione agricola. I nostri agricoltori sono interessati ad ogni tipo di collaborazione con i colleghi e le aziende italiane. Le tasse e i contributi non sono alti. Abbiamo l’accordo di libero scambio con Russia, Bielorussia, Turchia, Kazakistan, dove i prodotti che vengono prodotti in Serbia possono essere esportati senza dazi doganali. Molte aziende italiane approfittano di questo vantaggio. Belgrado è la citta centrale dei Balcani e da qui si possono sviluppare i business in Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Macedonia, Albania, sempre senza dazi doganali.

 

 

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