Carlo Alberto Paolino

Carlo Alberto Paolino

Passato dal campo turistico, insegnamento in corsi aziendali fino alla Pubblica Amministrazione per poi dedicarsi alla sua passione: l'informatica, in particolare la grafica dove può dar sfogo a tutto il suo estro. Il suo non d'arte è Capaquila

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Gli ultimi giorni di Maduro

di Carlo Alberto Paolino

La Casa Bianca ha mostrato la sua preoccupazione per la situazione politica in Venezuela visto i risultati della “consulta popular”. “Se il regime Maduro impone la sua Assemblea Costituente il 30 luglio, gli Stati Uniti prenderanno misure economiche forti e veloci, non resteremo a guardare la morte di un Paese. Il popolo venezuelano non vuole altro che  difendere la democrazia, la libertà e lo stato di diritto, tuttavia, le sue azioni forti e coraggiose rimangono ignorate da un pessimo leader che sogna di diventare un dittatore “.

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Nicolás Maduro

Non sono mancate le reazioni dure del Presidente Maduro, del suo vice Tareck El Aissami e del suo governo “chavista”. Il presidente del Venezuela attiva il Consiglio di Difesa della Nazione, corrispondente all’articolo 323 della Costituzione, per rispondere alla minaccia degli Ee.Uu. “Nel nostro paese non dà ordini e non detta regole nessun governo straniero”. Intanto il suo vice è accusato di traffico di droga e riciclaggio di denaro negli Stati Uniti dove possiede appartamenti lussuosi in nome dell’antimperialismo.

Più di 7.600.000 venezuelani, intanto, hanno partecipato al referendum revocatorio convocato dall’opposizione democratica, (Mud) più o meno gli stessi numeri che diedero la vittoria schiacciante della stessa opposizione, in dicembre del 2015 per il rinnovo del parlamento, ( assemblea nazionale), e numeri di gran lunga maggiori di quando fu eletto alla  presidenza della repubblica Bolivariana  il delfino di Chavez, Nicolas Maduro.

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Braccio di ferro Trump – Maduro

Un numero comunque  consistente per delineare un nuovo percorso storico nel Paese, una svolta.

E tutto questo  fa paura a Maduro sino ad indurlo a  rinviare le elezioni  regionali  che erano giunte a fine mandato. In pratica ha bloccato le urne impedendo al Paese di esprimersi ed eleggere i suoi rappresentanti. Non consentendo la consultazione  popolare, il governo Maduro ha violando in più articoli la costituzione, dove si stabilisce che la sovranità risiede irrevocabilmente nel popolo, il quale la esercita direttamente nelle forme previste in questa Costituzione e nella legge, ed indirettamente, mediante il suffragio, attraverso gli organi esercenti il Potere Pubblico.

Inoltre, il rifiuto di qualunque regime, legislazione o autorità che sia contraria ai valori, principi e garanzie democratiche o diminuisca i diritti umani.

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Wuilly Arteaga, il violino della libertà

Maduro, quindi  vuole eliminare la sovranità popolare non interpellando lo stesso a decidere se si è d’accordo con la sua costituente.
Un colpo di stato che,  ha avuto inizio nel mese di aprile con una sentenza della Corte di Cassazione (TSJ), che ha privato temporaneamente il Parlamento dei suoi poteri.
Per la consultazione elettorale  indetta dall’opposizione non si è votato solo in Venezuela, ma in  69 Paesi in tutto il mondo, in Italia, dove i venezuelani sono all’incirca 5 mila,  erano 36 le sedi dove era possibile votare, a Napoli è stato allestito un  seggio auto organizzato al Vomero dove la partecipazione è stata massiccia  in un clima di orgoglio nazionale che era impresso negli sguardi di questa parte di popolo che pur vivendo in altro paese vuole far sentire la sua vicinanza alla sua amata Patria.

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I venezuelani chiamati al voto dovevano rispondere a tre quesiti: la proposta di Assemblea Costituente avanzata dal Presidente Maduro; la richiesta alle Forze Armate di difendere la Costituzione e la legittimità del Parlamento e il rinnovo dei poteri pubblici secondo quanto previsto dalla Costituzione contestualmente con la convocazione di elezioni a suffragio universale che diano vita poi ad un governo di unità nazionale.

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–   Il primo è stato il 98,4% (6.387.854) voti “sì” e 0,13% (8.440) “No”.

 Il secondo è stato del 98,5% (6.393.048) di “Sì” e 0,12% (7.791) “No”.

–   La terza questione ha registrato il 98,3% (6.384.607) “sì” e 0,14% (9089) “No”.

I venezuelani si sono di opposti a una nuova Assemblea costituente, voluta da Maduro,  per la cui formazione si svolgeranno elezioni domenica 30 luglio, che darebbe nuovi poteri allo stesso Presidente, basti pensare che attualmente ha annullato tutti i poteri del parlamento. L’opposizione riunita nel Tavolo per l’Unita’ democratica (Mud) ha annunciato per mercoledì e giovedì prossimi uno sciopero di 48 ore.

 

 

 

 

 

 

 

 

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