Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichelli

Giornalista. Ha lavorato con il Roma ed il Mattino. Ha seguito, tra l'altro, come inviato speciale cinque Mondiali, altrettanti Europei, nove finali di Campioni-Champions e l'Olimpiade di Sydney

maradona1

Maradylan, ahimè un sogno…

di Adolfo Mollichelli -

 Premessa d’obbligo: è un periodo che sono incavolato con il mondo intero. Non ho più i punti di riferimento soliti. Deluso dalla politica sempre più lontana – e diversa – dalla politèia, prezioso grecismo con il quale si indicava l’organizzazione come bene comune di tutti i cittadini. Chiacchiere e tabacchere ‘e legno ‘o Banco ‘e Napule nun ‘e ‘mpegna: l’adagio mi frulla nella mente ogni qual volta mi capiti di ascoltare i concetti vuoti – e spesso latitanti di congiuntivi elementari – che partono da labbra incastonate in volti inespressivi che i tg di mamma Rai ci propinano in nome di una falsa par condicio. Sempre le stesse tiritere. Sempre gli stessi soggetti a condurre trasmissioni che – fortuna che lo zapping è libero – sanno di posticcio: ronzii di vespe fastidiose, predicozzi di conduttori miliardari, lezioni gomorriste.

siani-maradona-dema

De Magistris, SIani e Maradona: festa, farina e forca

Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichel

E sono deluso anche dai social, quasi sempre vetrine di ossessivi narcisi e di commenti tranchant su argomenti che meriterebbero un minimo di approfondimento. E come si fa a tacere dei guelfi e ghibellini che invadono la Rete in nome di un’appartenenza ad una squadra di calcio che è prevalentemente tifo, cioè una malattia?

Il vuoto, il passato che si vuole ad ogni costo fare rivivere per bendare il presente e per non programmare il futuro. Lo sport, il calcio in particolare, sfruttato come veicolo di consenso, alla ricerca del tempo perduto, e chiedo perdono a Marcel Proust, specchio magico per una visibilità intesa come un mezzo ossessivo di pubblicità, gratuita.

maradona_bacio_maglia_getty

E ciò che fa la prima e l’altre fanno: come le pecorelle dantesche (Purgatorio, terzo canto). Repetita juvant, d’accordo.

Resta da chiedersi: a chi? E qui vengo al sodo: la cittadinanza onoraria a Diego Armando Maradona. Giusto riconoscimento per il fuoriclasse inimitabile che con le sue gesta mise in discussione perfino la intoccabile leadership del santo protettore: San Genna’ non ti crucciare, tu lo sai, ti voglio bene ma ‘na finta ‘e Maradona squaglia ‘o sangue dint’ ‘e vene. E chest’ è.

Credo che tutta Napoli abbia idealmente (e non solo) assegnata la cittadinanza onoraria al pibe de oro più di trent’anni fa. Ora, gli verrà concessa tra bla-bla stonati in un’orgia di piazza che sa di feste antiche, laiche e religiose insieme: festa, farina e forca. Sarebbe dovuta essere una iniziativa quasi esclusivamente istituzionale e poco spettacolare. Perché di fuochi d’amore, di tric trac di sussulti, di fiamme di sentimenti che non si spegneranno mai sono state piene le venute (ripetute, negli ultimi tempi) a Napoli dell’ex ragazzo dai riccioli neri e dal sinistro fatato.

images

La premiata ditta Siani & Maradona

Penso alla notte del San Carlo, ad esempio. Magari, si sarebbe potuto approfittare di quell’occasione per accogliere in festa il “cittadino onorario Diego Armando Maradona“. E invece no. Perché la festa di San Gennaro non è più quella di una volta, quando durava tre giorni e la banda dei carabinieri (alla quale toccava l’ouverture) e quella della Marina statunitense spaziavano dalle arie d’opere ai più famosi brani della Canzone (la maiuscola è d’obbligo) e la via del Duomo era un tappeto umano da fare invidia al popolo del Modena Park vaschizzato. Perché Piedigrotta non contempla più le sfilate dei carri in via Toledo, tra nevischi di coriandoli e coppoloni minacciosi. Perché ha altro da fare il Rione Sanità (tra paranze e muschilli) che pensare in grande all’omaggio a San Vincenzo detto ‘o munacone.

Però, però c’è Diego! E allora su, approfittiamone. Che festa sia. La farina? beh, a quella ci penseremo poi. La forca? ma non è più di moda! Non entro nel merito delle spese, dei compensi, dei cachet. Non m’interessa. Anche se – tra detto, non detto e ritrattato – mi pare di capire che i denari necessari (perché senza quelli non si cantano messe) per l’evento pioveranno dal cielo come la biblica manna. Così, all’improvviso. Magari, frutto di titoli tossici per rifarci alla terminologia ladron-finanziaria.

maradona-e-fazio

Fazio e Maradona, il colore dei soldi

Sul palco, sul palco! Un po’ di ex compagni di squadra del pibe, qualche cantante, un paio di vip (odio questo termine, per quello che identifica), qualche attore. Potranno vedere da vicino il busto del Dios e raccontare un domani: l’ho quasi toccato! Sacro tuca tuca.

Il ricordo, non c’è nulla di più dolce e puro. Il ricordo del passato che vedi sfilare come un cirro indolente quando c’è poco vento. Franca Valeri disse una volta: “Il passato è come un vecchio libro che ti ritrovi tra le mani e lo sfogli in silenzio“. Frase bellissima. Ecco, il “mio Diego” lo vedo lì, su una nuvola a palleggiare con un chicco di grandine. Tutto il resto è (dovrebbe essere) silenzio, i merli del Maschio Angioino come quelli del castello di Elsinore. Essere o non essere? E’ chist’ è ‘o prublema degli Amleti che ci guidano.

Maradona questioned by police over alleged row with his girlfriend in Madrid

Però, però lo toccheranno el Dios. E Lui farfuglierà qualcosa e il coro Diego Diego raggiungerà le stelle che stanno a guardare, anch’esse. E’ il popolo che lo vuole! Ma sarà poi vero? E stavolta mi sento io Amleto.

Bob_Dylan_-_Azkena_Rock_Festival_2010_2

Bob Dylan

Con Diego ho vissuto i lunghi giorni di Siviglia. Il suo distacco, fortemente voluto, dal Napoli (ne parlerò in un libro prossimo alla pubblicazione) perché la storia del pibe de oro sia completa.

Sarebbe stato stupendo, caro Diego, se avessi fatto come Bob Dylan in occasione del Nobel. Un giorno all’improvviso, tu da solo nella sala d’onore del Comume a ricevere l’alta onorificenza. Come dici? Ah! già, anche tu conosci il motto della Real Marina Borbonica: “Facimm ammuina”! E chest’è!

 

 

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Altri post dello stesso Autore