di Adolfo Mollichelli –
Eravamo quattro amici al Var e tra un bicchier di coca e di caffè tiravi fuori i tuoi perché. Già, perché tanti, troppi errori non vengono sanati? Ah, saperlo. Quattro giornate e fin troppe macchie. Piange l’Inter, piange il Torino. Non piange la Juve perché per mandare fuori Douglas Costa c’è voluto l’ultimo atto da romanzo criminale: lo scaracchio indecente. E la gomitata e la testata di prima? Niente. Social scatenati con ognuno degli scriventi a tirare acqua al proprio mulino del tifo.
Quello contro, a prescindere. C’era stata salivazione tra Lavezzi e Rosi in un derby del sole. C’era stata salivazione di Samuel su Nedved, C’era stata quella di Zago in due puntate: contro il cholo Simeone in un derby del Cupolone e contro il portoghese Rogerio in coppa Uefa. Diversi i lama in maglietta e calzoncini. Il lama è un grosso camelide che quando si sente in pericolo, per difendersi sputa.
Detto che ‘na sputazzata n’faccia – in napoletano avverti spruzzo e schifo – è quanto di più ignobile possa esserci e non solo durante una competizione sportiva, fece epoca non tanto lo sputo di Totti sul viso del danese Poulsen (Europei 2004 in Portogallo), quanto l’assurda difesa del Pupone affidata dalla Figc a legali di gran fama, Giulia Buongiorno e Mario Gallavotti, che atterrarono a Lisbona con un aerotaxi. Tutto inutile, naturalmente. L’Uefa squalificò Totti per tre giornate – una in meno delle quattro richieste – e la Figc non fece ricorso. Amen.
Mettiamo da parte la sputacchiera. La quarta di campionato pare che abbia fornito una valida indicazione, seppur temporanea, sullo svolgimento della trama. La Signora Omicidi è a punteggio pieno.
Ad inseguire c’è il Napoli, pur costretto dal calendario ad un avvio non semplice. Il Napoli sempre meno di Dela, Dema e zio Maurizio e sempre più di Carletto. Nave in gran tempesta ma con nocchiero esperto. Ancelotti, che chiamo Sopracciglio Alzato, sempre più vecchio saggio di una tribù che non è semplice tenere unita. Nove punti, dopo aver affrontato Lazio, Milan, Samp e Fiorentina non sono bruscolini. Napoli dal grattacielo. Milano già un bel po’ staccata: Milan in costruzione, Inter in autodistruzione. Roma fragile, distratta e ingrata. Non è riuscita a dedicare una vittoria a Maria Sensi, nella prima domenica senza.
Non so voi, ma proprio non riesco più ad ascoltare i “mamma mia”, “che cosa ha fatto”, “è pazzesco” gridati con spudorata enfasi anche quando quel pallone l’avrei messo dentro anch’Io (non ridete, mi chiamavano la luce). Per non dire dell’ambaradan stucchevole intorno ai primi gol di CR7. E poi, mi sento una nullità quando riesco a seguire – per pochi istanti – le lezioni tattiche da marziano tenute da Giacca Colorata con barba curata che quando giocava era un pippone. Basta così.
Auguri a tutte le italiane in Champions ed Europa league. Le cosiddette sei sorelle (sorellastre, va): Napoli, Inter, Juve, Roma, Milan e Lazio. Profumo d’Europa. Che il gran ballo cominci.










