Angelo Vaccariello

Giornalista esperto di economia e Mezzogiorno Ora si occupa di marketing e comunicazione.

Grexit, Il ciclone Tsipras

di Angelo Vaccariello

“Le quattro rate per l’Fmi valgono un miliardo e 600 milioni, questo denaro non sarà versato e non ce n’è da versare”. Lo ha annunciato il ministro degli Interni greco, Voutsis, in un’intervista alla tv greca Mega.

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In un mondo, quello della finanza e della diplomazia, fatta di mezze dichiarazioni, di felpate ammissioni, bisogna ammettere che l’annuncio del ministro ellenico è quasi un atto rivoluzionario.

Prima di andare avanti, però, devo ammetterlo. Mi ero sbagliato. Agli inizi di marzo, infatti, avevamo già trattato sul Napoletano la questione greca. E avevo stigmatizzato come il buon Tsipras fosse capitolato davanti alle richieste dell’Unione Europea, della Banca Centrale Tedesca e del Fondo Monetario internazionale. Il premier, come un Berlusconi qualsiasi, era venuto a miti consigli pur di ottenere dilazioni di pagamento e nuovi finanziamenti.
Quale è stato l’errore? Aver omesso un ulteriore fatto: la Grecia non avrebbe potuto onorare nessun debito

Alexīs Tsipras e Nikos Voutsis

La prova è proprio nelle dichiarazioni del ministro degli interni Voutsis: il 5 giugno Atene potrebbe essere ufficialmente in bancarotta. Usiamo il condizionale perché ci sono alcuni elementi da tenere in considerazione.

Il primo. La Troika concede ulteriori dilazioni di pagamento e fa una robusta iniezione di liquidi del disastrato sistema greco dei conti pubblici. Ovviamente Atene già annunciato che non accetterebbe soldi a condizioni draconiane. Ma questo è un altro discorso.

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il ministro dell’economia Yanis Varoufakis

Il secondo. La Banca Centrale Europea, da sola, concede agli istituti ellenici di finanziarsi presso la propria cassaforte. Questa sarebbe una misura tampone ma che scongiurerebbe il congelamento dei conti correnti.
Esatto. Perché in tutta la questione della bancarotta, del default, del “Grexit” molti dimenticano che a rimetterci non sono Tsipras e compagni ma i cittadini che ancora hanno con conto corrente.
Le banche, infatti, sarebbero costrette a bloccarli: non avendo soldi come potrebbero pagare un cittadino che va a ritirare i contanti?
Ecco, dunque, che in Grecia si sta consumando una follia duplice. Da un lato quella ideologica del Governo Tsipras che, pur di abbandonare l’austerity, è pronto al fallimento (che pagheranno i cittadini); dall’altro gli euro-burocrati che pur di non cedere sull’austerity sono pronti a far affogare la Grecia (e a morire saranno i cittadini ellenici). Questo è il quadro drammatico per la Grecia.

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Alexis Tsipras e Wladimir Putin

La via d’uscita? Santa Madre Russia osserva golosa dietro l’angolo. L’idea di diventare il principale partner finanziario di un paese che si affaccia sul Mediterraneo è troppo gustosa per Putin: è chiaro che l’ex Kgb non se la lascerà scappare.
Ancora una domanda: che conseguenza avrà il default greco sull’Italia?
Il nostro paese è esposto nei confronti della Grecia per circa 40 miliardi di euro (80 mila miliardi delle vecchie lire). Tutti sanno che sono soldi che il nostro sistema non rivedrà mai più. L’esistenza formale del debito, però, consente di tenere questi euro a bilancio sottoforma di credito. Una volta accertato il default, però, il trucco contabile non sarà più valido e il sistema Italia dovrà inscrivere una perdita. Indovinate chi pagherà con tasse e accise varie?

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