Sembra ormai una strategia precisa. Fuga dalla Tv per Vincenzo De Luca. Il candidato del Pd si sottrae ormai scientificamente ai confronti con gli altri candidati. Probabilmente una linea scelta dopo la disastrosa serata Sky conclusasi con una clamorosa débâcle al televoto ( Caldoro 48 per cento dei consensi, Ciarambino al 25, De Luca al 12, poi Vozza ed Esposito). De Luca aveva disertato anche la serata di Matrix, “Meglio Ronaldo e l’Apache che il dibattito che “ammosc” (c’era Real Madrid-Juve ndr)“ si giustificò De Luca.
Dopo quello di Canale 5 Vincenzo De Luca diserta anche il confronto televisivo in Rai con gli altri candidati alla presidenza della Regione. In realtà, sulla tv di Stato, era il secondo incontro calendarizzato. Al primo su Rai3, invece, l’ex sindaco aveva deciso di partecipare Così come aveva fatto per l’appuntamento della scorsa settimana su Sky per impegni elettorali, De Luca ha evitato il faccia a faccia programmato negli studi di Napoli.
E il suo principale competitor, il governatore uscente Stefano Caldoro, ha colto l’occasione per un nuovo affondo. “Avrei voluto parlare con lui della legge Severino – ha detto il candidato del centrodestra – resto garantista ma qui il problema è un altro. La scelta del Pd campano di candidare Vincenzo De Luca è una scelta contro la legalità, contro le leggi dello Stato. In Campania un candidato che legittimamente aspira a essere eletto, nella più sciagurata delle ipotesi, non potrà ricoprire la carica di presidente della Regione. Ci sarà il caos istituzionale. La Campania alle prese con mille problemi non si può permettere vuoto di potere e incertezza. L’ incertezza, l’assenza di una Giunta nel pieno dei poteri rappresenterebbe un danno gravissimo. Non si può per una sfida personale decidere di danneggiare milioni di nostri cittadini”.
Ma proprio su questo argomento, De Luca aveva chiarito in anticipo la sua posizione. «Renzi è venuto qui a sostenermi dicendo che chi vince governa – sono state le parole del candidato del Pd – il presidente pro tempore della Regione Campania se ne faccia una ragione. Caldoro ha cercato per un mese di parlare di problemi concreti e non c’è riuscito e così il suo consulente di immagine gli ha consigliato di tornare sulla legge Severino. Renzi non è venuto a fare filosofia teoretica, viene perché vinciamo e governiamo».
(redazione Corriere del Mezzogiorno.it)









