di Gianpaolo Santoro
Monica la rossa col cuore nero. Monica Maggioni, il nuovo presidente della Rai ha fatto rinascere il Patto del Nazareno, la maggioranza del centrosinistra è l’ormai minoranza del centrodestra hanno trovato quell’accordo che non riuscì con l’elezione del presidente della Repubblica. Questa volta Renzi e Berlusconi hanno spiazzato tutti, scacco matto al telecomando di Stato.
Da direttore di RaiNews alla presidenza, dall’inferno al paradiso, dal telegiornale che non vedevano neanche gli stessi redattori (0,55 per cento di share, cioè 57mila spettatori, quasi mezzo punto in meno di quando lo dirigeva l’eretico Corradino Mineo, oggi senatore Pd) alla cabina di comando della Rai: e poi dicono che per i miracoli bisogna andare a Lourdes, a volte basta andare a viale Mazzini…
La sorte tira strani scherzi, si sa. L’ultima scelta editoriale di un certo peso della Maggioni direttore di RaiNews è stata quella di non mostrare più i truculenti filmati dell’Isis, quelle teste tagliate “non vogliamo fare propaganda…”
Ora da presidente Rai, ironia della sorte, di teste dovrà tagliarne tante se verrà, come si crede, portata avanti la riforma-Gubitosi delle redazioni che dovrebbe impostare l’informazione Rai su due pilastri, il Tg1 e RaiNews24. Apriti cielo: due newsroom nel futuro, e tutti un passo indietro? La più inferocita, inutile dirlo, fu Bianca Berlinguer, la velenosa zarina. Roba da prime donne da “comando della tele”, più che da telecomando.
Sinistra-destra Monica la rossa col cuore nero, dicevamo. Radici a sinistra, soprattutto per l’eredità paterna, sindacalista duro e puro della Pirelli Bicocca, posizionamento certamente progressista: non a caso condusse lei il faccia a faccia Renzi – Bersani delle primarie, sei milioni e più di spettatori (“share da Canzonissima”, ironizzò…) Ha anche moderato, a Bruxelles, uno dei dibattiti tra i candidati alla Commissione europea durante le elezioni della scorsa primavera. E l’ha fatto in inglese, insomma non proprio una sciocchezza…
Rossa ma col cuore nero, non è mai stata una che ha mai sbattuto la porta in faccia a destra. Il lungo legame sentimentale con il giornalista Gian Micalessin, oggi editorialista de Il Giornale e da giovane militante del Fronte della Gioventù a Trieste, ha lasciato il segno. Nuove frontiere e.soprattutto, nessun pregiudizio. Ed ecco allora, ad esempio, fu una dei 92 giornalisti Rai che si schierarono a sostegno di Augusto Minzolini, direttore del Tg1 col difetto di essere berlusconiano, colpevole di aver detto che David Mills, l’avvocato inglese accusato di essere stato corrotto da Silvio Berlusconi, era stato “assolto” invece che “prescritto” grazie a una legge ad personam.
Bildenberg Naturalmente come si può non ricordare, soprattutto dopo questa nomina, la partecipazione della Maggioni alle riunioni del gruppo Bildeberg? Ovviamente può esserci tutta la dietrologia, il complottismo, la teoria dei poteri forti che determinano, secondo alcuni inquinano, la vita democratica di molti paesi. Ognuno avrà le sue idee, per questo ci limitiamo a ricordare l’interrogazione parlamentare che fece il grillino Roberto Fico presidente della Commissione parlamentare di vigilanza Rai. ” La partecipazione della direttrice di Rai News a un meeting con queste caratteristiche è suscettibile di condizionare l’esercizio libero e critico dell’attività giornalistica e di minare il rapporto di fiducia che si instaura tra il responsabile di uno dei canali di informazione della tv pubblica e i cittadini.” Ecco la risposta che diede la Rai di Gubitosi (per dovere di cronaca è utile ricordare che Gubitosi venne nominato da Monti, anch’egli sempre presente alle riunioni Bildenberg): “Si conferma che la dottoressa Monica Maggioni ha partecipato a Copenaghen al meeting annuale di Bilderberg nel periodo compreso tra il 29 maggio e il 1° giugno. La Rai – ancorché la partecipazione citata sia avvenuta a titolo personale – ritiene assolutamente legittimo che, nell’ambito della propria attività professionale, un suo dipendente possa partecipare se invitato, a prendere parte ad eventi organizzati da un think tank di tale rilevanza internazionale e che tale partecipazione costituisca elemento di prestigio per l’azienda stessa”.
Spending review Nel triennio 2012-2014 in casa Rai sono state effettuate riduzioni (risparmi) di costo per oltre 300 milioni di euro, investiti 350 milioni di euro per anno in produzioni indipendenti e, nel triennio, circa 350 milioni di euro in tecnologia, mantenendo l’offerta radio-televisiva. Questo è avvenuto “nonostante la riduzione dei ricavi dovuta alla forte diminuzione della pubblicità (da 745 milioni nel 2012 a 675 milioni nel 2014) e al ridimensionamento del canone (da 1,73 miliardi nel 2012 a 1,59 miliardi nel 2014, al netto della decurtazione dei 150 milioni per effetto del Dl 66/2014)”. Ma la Maggioni, non sembra proprio votata al risparmio. I suoi detrattori all’interno dell’azienda (che non mancano) rispolverano alcune sue note spese quando era inviata a New York per il tg di Clemente Mimun (ci fu un’indagine interna, nessuna conseguenza, racconti di limousine a noleggio). Ma anche al sin troppo generoso ricorso agli inviati di RaiNews anche per eventi non proprio imprescindibili, come i lavori di Salini-Impregilo a Panama (i cronisti hanno fatto tappa a Las Vegas), o al seguito di tutti i ministri anche nelle trasferte meno rilevanti, nonostante la copertura dei tg fosse comunque garantita.
Documentari Ma, soprattutto, i suoi “nemici” puntano il dito su i rapporti della Maggioni con una società esterna alla Rai, la Four in the morning, dell’architetto Dario Curatolo, che sarebbe ora il compagno della neo-presidente della Rai. Situazioni imbarazzanti “collaborazioni” frequenti, documentari molto discussi e contestati.
Come Out of Teheran, regia di Monica Maggioni, fotografia di Dario Curatolo, produzione Rai Cinema-Mediakite o come il documentario firmato da entrambi (TG1 e Rai Cinema) Ward 54. pagati dalla Rai (TG1 e Rai Cinema). O ancora il documentario Exchanges, Expo cambia il mondo, pagato da Expo invece (90 mila euro, secondo quanto scritto dal Fatto Quotidiano). Ma nessuna sorpresa. Del resto fino al 2012 del resto la Maggioni era socia con il 45 per cento della Four in the morning, che nel 2014 ha fatturato 341 mila euro. Del resto perché meravigliarsi, la Rai di tutto di più. O no?










