Ottorino Gurgo

Ottorino Gurgo

Ottorino Gurgo, scrittore e giornalista italiano. E’ stato per molti anni notista politico de Il Giornale al fianco di Indro Montanelli. Poi capo della redazione romana de il Mattino, direttore del Roma, editorialista del Giorno e dell’Informazione. E’ stato conduttore della rubrica politica “Il Punto” per il Gr2. Autore di numerosi saggi tra i quali "Vietnam controrapporto", "Perché i Kennedy muoiono", "Sciascia" e "L’illuminista cristiano".

L’autogol

di Ottorino Gurgo

Travolti dalla valanga di notizie che hanno invaso le redazioni in quest’ultimo scorcio dell’anno, i media non hanno dedicato all’evento la rilevanza che merita. Ci riferiamo alla mancata elezione, da parte del Parlamento in seduta congiunta,  dopo innumerevoli votazioni, dei tre giudici costituzionali indispensabili per garantire il plenum della Consulta.

mattarellapresxxxxxxxxxxxxL’impotenza dimostrata in questa circostanza dal Parlamento – alla quale si spera che la “pausa di riflessione” decisa da Grasso e dalla Boldrini possa contribuire a porre rimedio – è grave non soltanto, e vorremmo dire non tanto, perché impedisce alla Corte, attesa da importanti scadenze, di pronunciarsi a pieno organico, quanto perché è testimonianza di una profonda insensibilità nei confronti delle istituzioni da parte di deputati e senatori.

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Boldrini e Grasso, presidenti Camera e Senato

Il dissenso con il quale, spesso, nelle aule parlamentari, i cosiddetti franchi tiratori si dissociano dalle indicazioni dei rispettivi partiti, non è censurabile a priori. Esso è, a volte, dettato dall’esigenza di esprimersi con una libertà che le rigide regole partitiche sopraffanno e, pur non costituendo una manifestazione di coraggio, può essere tollerata. Ma, in questo caso, non v’è, in realtà, alcuna esigenza di libertà che impedisca la nomina dei tre giudici, ma unicamente la non consapevolezza dell’importanza di avere un organismo di garanzia qual è la Corte costituzionale, in grado di esprimersi con assoluta legittimazione. Il che è reso difficile dalla mancanza, nella sua attuale composizione, dai membri eletti dal Parlamento, previsti proprio dalla Costituzione.

Corte Costituzionale

Corte Costituzionale

C’è un altro aspetto di questa brutta vicenda della quale il nostro Parlamento si sta rendendo protagonista, che ci sembra meritevole di considerazione. Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte e ministro della Giustizia nel primo governo Prodi, rimarcando che la mancata elezione dei tre giudici costituisce “un fatto estremamente grave, sia dal punto di vista istituzionale che costituzionale”, ha ricordato, nei giorni scorsi, che Francesco Cossiga, alle prese con una situazione analoga durante il suo settennato al Quirinale, giunse a minacciare lo scioglimento anticipato delle Camere se l’intesa non fosse stata raggiunta.

Sergio Mattarella

Sergio Mattarella e Francesco Cossiga

Il modo di interpretare il ruolo del capo dello Stato da parte di Sergio Mattarella è radicalmente diversa da quella di Francesco Cossiga. Quest’ultimo amava i toni forti, le sortite clamorose e era solito far ricorso alla frusta per far intendere le proprie ragioni. Mattarella ha invece le sue armi (si fa per dire) preferite nella mitezza, nella riservatezza, nella discrezione refrattaria ad ogni forma di clamore.

C’è, tuttavia, nonostante temperamenti così antitetici, un “fil rouge” che unisce l’attuale presidente al suo predecessore. Ed è il profondo attaccamento alle istituzioni e a ciò che essere rappresentano. Certo, lo scioglimento delle Camere sarebbe una soluzione estrema. Ma se le Camere dovessero insistere nel loro atteggiamento, sarebbe davvero assurdo risfoderare il vecchio proverbio secondo cui, per rimediare a mali estremi, occorrono estremi rimedi ? Che clamoroso autogol farebbero quei deputati e senatori che si divertono a giocare con le istituzioni !

 

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