Angelo Vaccariello

Giornalista esperto di economia e Mezzogiorno Ora si occupa di marketing e comunicazione.

La vivibilità perduta

di Angelo Vaccariello

Anche quest’anno, prima di Natale, il Sole 24 Ore stila la classifica delle città in cui si vive meglio. Anche quest’anno è un dramma per il Mezzogiorno. A vincere è Bolzano, la città dove la vivibilità è di casa. Milano, non senza sorpresa, si piazza al secondo posto. Napoli al centounesimo (la maglia nera a Reggio Calabria)

095842134-7c842903-fe22-49e2-a249-2ed52704050bOrmai è una costante per Napoli occupare gli ultimi posti insieme a Caserta (108), Benevento (99), Salerno (92) e Avellino (81).  Un male endemico. E, il dramma, che  non si intravede il modo per migliorare le condizioni di vita.

095842134-7c842903-fe22-49e2-a249-2ed52704050b L’invivibilità è diventata una condizione permanente per il Sud. Come succede ogni anno con la pubblicazione del rapporto Svimez, anche con le città più vivibili si apre la solita litania dell’Italia “divisa in due”, del Paese a “doppia velocità”, di un Meridione che “arranca”. La realtà che tutti sanno e fanno finta di non vedere è che il Mezzogiorno vive un dramma nel silenzio assoluto. Silenzio degli amministratori locali: non abbiamo ancora sentito un solo governatore del Sud appellarsi affinché la questione torni al centro del dibattito politico.

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Silenzio dei politici: da Forza Italia ai Cinque Stelle, pare che quest’Area del Paese non desti molto interesse. Unica eccezione è il Pd, partito in cui i politici si distinguono per annunci e convegni ma che nulla smuovono. Il silenzio più imbarazzante, però, è quello del Governo. Dopo aver annunciato un piano per le infrastrutture e cospicue risorse per il rilancio del Sud, l’unico sforzo fatto è stato quello di mettere 2,4 miliardi di euro in quattro anni per gli investimenti. Tradotto: 600 milioni all’anno, 50 milioni di euro al mese. Tanto vale il Sud?

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