di Adolfo Mollichelli
Je suis Pere Noel, arrivo in un momento strano, difficile, triste, tragicamente caotico. Parto da Parigi perché è qui che il Male si è manifestato con il volto più agghiacciante. Parto da Parigi con lo sguardo sul mondo
Piango per i fanciulli che continuano a morire in un tratto di mare a loro sconosciuto e sotto le bombe che di intelligente hanno ben poco. Maledette tutte le guerre ed i lestofanti che le fanno.
Caro Dostoevskij, i potenti della terra non hanno mai voluto leggere nelle tue parole il Vangelo della Vita: nessun ideale vale le lacrime di un bambino tormentato senza colpe.
Sono terribilmente incavolato, l’avrete capito. Ed anche confuso. Perché dalla mia slitta volante vedo un mondo che è diventato come un puzzle impazzito. Le guerre in atto sono conseguenze di interessi di parte che s’intrecciano in maniera sempre più pericolosa. Il mio spirito laico mi induce a sorridere sulle religioni sempre più oppio dei popoli.
Avevo cercato rifugio nello sport ma non è che in questo mondo fili tutto liscio, anzi. Porterò un po’ di tavolette di cioccolato avariato a quelli che erano i vertici della Fifa e dell’Uefa. Nessuna meraviglia: dove c’è immensa ricchezza non può non esserci stata corruzione. E dove c’è la Coca Cola come sponsor quarantennale, tanti dubbi ti vengono. Non saranno demoni, ma l’ex colonnello dell’esercito svizzero Sepp Blatter e il fuoriclasse francese Michel Platini sono saliti alla ribalta della cronaca non certo per meriti sportivi. Sono stati squalificati per otto anni,accusati di corruzione. I massimi organi del calcio mondiale ed europeo hanno sempre navigato nell’oro degli sponsor, nei denari (tanti, troppi) dei dirigenti maneggioni di tutto il mondo (uniti).
Quando da inviato (ho fatto anche questo prima di ritirarmi su una slitta trainata da renne cornute) sono venuto a contatto con gli uomini del potere del calcio ho sempre vissuto un certo disagio: per il lusso degli uffici delle sedi di Zurigo e di Nyon, per quel certo non so che di grandeur per forza. Tant’è che mi ritrovavo a
pensare: tornassi a nascere farei di tutto per essere assunto, anche come semplice impiegato, in un ufficio del potere calcistico. Ho conosciuto Blatter, ironico, intelligente, pimpante ed anche gentile. Si sussurrava da sempre che avesse qualche scheletro in un armadio. Certo, non sarà stato facile per il grande vecchio provare a mettere ordine (e pulizia) in un contesto che era stato appannaggio esclusivo di Joao Havelange, il brasiliano che aveva diretto a lungo la Fifa con il piglio del caudillo.
Ho conosciuto anche Platini detto le roi. Per tre volte consecutive Pallone d’oro. Il campione dalle giocate essenziali, mai un fronzolo. Lasciò quando era ancora relativamente giovane. Disse: smetto perché mi sono reso conto che domani non potrei essere migliore di oggi. Gran gesto di umiltà, quella che gli è mancata da dirigente. Forse. E comunque la commissione etica sa d’inciucio, perché dovrebbe essere composta da esterni alle federazioni. Così com’è si confondono controllori e controllati.
Busserò alla porta di Eupalla e le porterò doni. Perché la divinità che sovrintende alle trame del calcio giocato ha deciso che il campionato sia un thrilling. Cinque squadre in quattro punti. Al gran ballo dello scudetto apre le danze l’Inter dei tanti “ic” e di qualche italiano per caso, e del folle Felipe Melo. Poi, la Viola di
mister Tod’s, il Napoli in cinemascope di De Laurentiis. E la Juve di Allegri spogliarellista. E la Roma del sergente Garcia che riceve carote in omaggio dai suoi tifosi, ortolani delusi.
Ho pronto un puntale d’oro per Gonzalo Higuain dalle grosse anche. Perché sta portando il Napoli più in alto dei droni di Sarri. L’argentino incazzusiello è tra i primi centravanti al mondo. Determinante e trascinatore, come Suarez e Lewandoski. Ho pronto un puntale d’argento per Sarri che ha smussato l’insofferenza di Higuain e plasmato un Napoli bello a vedersi e, nello stesso tempo,
cinico. Ho pronto un puntale di bronzo per Allegri che ha dato vigore
ad una Juve che era stata smontata in estate da Marotta e per
Giampaolo: il suo Empoli è un Barcellona in miniatura ed ha più punti
di quello di Sarri.
Ho pronti meravigliosi doni per gli All Blacks che si sono confermati campioni del mondo di rugby. L’edizione inglese è stata semplicemente meravigliosa, stadi gremiti, pubblico entusiasta e civile, tifoserie colorite e festanti, pinte di birra in quantità, nessun incidente. Si è divertito un mondo Maradona che ha seguito da vicino le vibranti esibizioni dei Pumas. Argentini formidabili anche con la palla ovale, per tradizione. Anche il Che fu buon rugbista, lo chiamavano Fuser acronimo di furibondo Serna.
Donna è bello, anche per Pere Noel. E allora doni in quantità per Flavia Pennetta regina del tennis e pure qualche tizzone perché ci ha privato della sua presenza in gonnella, si è ritirata! E solo doni per Federica Pellegrini la regina del nuoto.
Dopo tanti doni, carboni in quantità per i politici che dormono in parlamento. Per le banche che truffano i clienti che si affidano a loro. Per gli alti prelati che sporcano in nome del dio denaro il volto e l’anima di Cristo. Buon Natale a tutti i bimbi del mondo. E agli uomini di buona volontà.
Il vostro Pere Noel













