Silvana Pane

Silvana Pane

Architetto ma, soprattutto, amazzone e Giudice della federazione Equestre Italiana per la disciplina salto ad ostacoli.

Grimaldi, armatori a cavallo

Può l’inclinazione a uno sport essere tramandata di padre in figlio al pari di una professione o mestiere? Io direi senz’altro di si.

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Piazza di Siena

Oltre agli occhi azzurri o neri ai nostri figli affidiamo anche le nostre passioni. E’ quanto osservo e succede in molte famiglie della Napoli “a cavallo”.
Dall’ippica all’equitazione, tanti esempi di figli che ricalcano le orme dei padri da più generazioni. E il compiacimento del genitore è sempre grande. Se, anni fa, al mio amico Manuel Grimaldi avessi detto che i suoi figli,Guido ed Eugenio,oltre a diventare gli eredi illuminati del suo gruppo armatoriale,sarebbero diventati ottimi cavalieri di salto ostacoli, conoscendo le sicurezze dell’uomo, non si sarebbe di certo sorpreso. Manuel, uomo dalle radicate certezze l’ha sempre saputo e sempre creduto,tanto fino a sfidare i soliti e abituali meccanismi della formazione degli atleti. E poi perché no?Non aveva lui nel suo passato esperienze tali da tramandare ai figli?Certo che sì! La sua formazione in Inghilterra,come rampollo di famiglia armatoriale,l’aveva messo in contatto ravvicinato con la tradizione equestre più fervida e con la patria del cavallo per eccellenza. Ricordo i suoi racconti coinvolgenti su cacce a cavallo inglesi…e che invidia caro Manuel, ho provato! Tanta anche per il talento che hai dimostrato nell’individuazione di cavalli campioni per te e per i tuoi figli. Cavalli anche semisconosciuti, dei quali intuivi, con una occiata sapiente, il potenziale. La domenica mattina in maneggio con te e i tuoi ragazzi, è un punto fermo dei miei ricordi equestri, una spettacolare emozione di sana competizione sportiva e familiare. Il padre, impeccabile con le sue giacche in tweed di anglosassone tradizione,sfidava i figli in esercizi e gare di potenza ed elevazione ai più inarrivabili (e mi dicono Guido ed Eugenio che ancora vengono da te sfidati!) Io non mi ricordo di averti mai visto perdere quelle sfide, che a volte venivano raccolte dal vicino di maneggio Toto (Naldi,altra dinastia equestre della quale scriverò).Toto,lemme lemme, arrivava doverosamente a cavallo la domenica mattina con i suoi scudieri, quasi truppa cammellata,attraversando quel poco di strada di Agnano,che ci separava. L’oggetto era raccogliere la sfida che Manuel e i Flyng Devil’s(Guido ed Eugenio) gli lanciavano in continuazione. Come non raccoglierla e a sua volta rilanciarla. Ahimè per lui e siamo buoni,l’incontro sia perché giocato fuori casa,sia perché numericamente in minoranza veniva perso e Toto,sempre lemme lemme,tornava a casa,con la speranza che qualche suo figlio o nipote,un giorno l’avrebbero aiutato nella sfida. Mi sono sempre divertita in queste estrose esibizioni e ho capito che lo sport in quel modo avvicina i padri ai figli,i quali competono tra loro con qualità e mai contro. Il gioco finiva con un’altra partita,questa di ping-pong,dove tu svettavi ancora e una cotoletta calda con patatine. Oggi contro i figli di Manuel,competono i più grandi cavalieri nazionali e internazionali,spesso senza successo.
Guido ancora oggi è memorabile per le sue partecipazioni e vittorie in squadre rappresentative giovanili (per gli altri componenti della squadra era considerato elemento non solo talentuoso,ma anche scaramanticamente beneaugurante…quando c’è lui si vince Piazza di Siena, si vince il Campionato Italiani a squadre..) ed Eugenio,grintoso come non mai,definito pericolosissimo dagli avversari,per la sua velocità nei barrages dei Gran Premi. Io sono sicura che ancora oggi l’avversario che temono di più i tuoi figli,sei proprio tu Manuel, ma anche il più amato e rispettato.

salto

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