Non ci resta che ridere

di Franco Meda

False opere d’arte, video tarocchi, “zingarate” e notizie dell’assurdo, siamo tutti figli della “supercazzola”. E, del resto, siamo all’ultimo di Carnevale …

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I falsi Modigliani

Ci hanno rubato anche il sorriso. Aumenta la disoccupazione, aumentano le tasse, aumentano le famiglie povere, aumentano gli sfratti, aumenta la disoccupazione giovanile. Aumentala la disperazione. Eppure c’è chi ha ancora voglia di divertirsi, di scherzare, di regalare un attimo di evasione, l’anima di quel Paese fatto di “zingarate” e di supercazzole, di chi cerca di superare i disagi quotidiani con scherzi e burle a danni dei luoghi comuni, per irridere lo stupidario del circuito mediatico e culturale. L’ultima grande burla l’ha firmata il pittore Francesco Visalli che ha piazzato a Roma un monolite di 2 tonnellate al centro dell’aiuola del belvedere, proprio lì, tra il Circo Massimo e l’Avventino, davanti a Villa Taverna, uno dei luoghi più controllati di Roma perché sede dell’abitazione dell’ambasciatore americano, a due passi dal comando della Polizia Municipale e della sede del Municipio. L’ha piazzata la notte fra il 23 ed il 24 novembre, senza che nessuno si accorgesse di niente, dicesse niente. E per più di due mesi è mezzo è stato li senza che nessuno dicesse niente, anzi.  L’obiettivo di Visalli è stato chiaro. “Volevo fare un’azione eclatante contro il giro elitario che c’è attorno all’arte. Ne è venuto fuori una performance che è diventata un’icona dello stato delle cose di questa città, un manifesto artistico che a dispetto del nome originale, “Place de la Concorde”, è diventato il monolite della discordia”.

monolite-circo-massimo-7 Sconcertante, invece, è stata la risposta. dell’assessore alla Cultura della giunta Marino, Flavia Barca “Roma è una città straordinariamente ricca di arte e cultura: e può capitare di passare di fronte a un’opera senza chiedersi il perché della collocazione. Vorrei cogliere l’aspetto positivo della provocazione, che è in qualche modo una forma di street art… “

Del resto perché meravigliarsi? Se ci sono case comprate all’insaputa dall’acquirente, perché non ci possono essere statue in città all’insaputa del sindaco? Il circuito artistico intellettuale, del resto, non è la prima volta che viene ferito a morte con una colossale burla. Trent’anni fa fu la volta delle teste di Modigliani, un colossale scherzo ideato a Livorno da tre buontemponi  Pietro Luridiana, Michele Ghelarducci e Piefrancesco Ferrucci.

La storia inizia quando la conservatrice di un museo livornese convince il Comune a dragare i Fossi medicei che attraversano il centro: leggenda vuole che lì nel 1909 Modigliani, in un impeto di rabbia, avesse gettato le teste appena scolpite. Scavavano ma non trovavano niente, così dopo una settimana di inutili scavi i tre amici si diedero appuntamento e cominciarono a lavorare con scalpello e trapano. “Credevamo che se ne sarebbero accorti subito” raccontò Luridiana. Macché. Le tre teste (due scoperte il 24 luglio e la terza il 10 agosto) vennero accolte dagli addetti ai lavori come un trionfo. Si pronunciano periti e critici e nessun dubbio, o quasi,  sull’autenticità. Ma per 40 giorni le teste di Modigliani fecero il giro del mondo, passate alla storia come il simbolo di una risata “alla livornese”, gigantesco sberleffo per critici e storici dell’arte.

E ai giorni nostri, ai temi di Facebook e yuotube di certo una delle prese in giro più clamorose è quella del parcheggio difficile di un automobilista alla guida di un’utilitaria in via Marconi, a 200 metri dalla piazza principale di Cardito. (http://www.napolitoday.it/cronaca/auto-incastrata-cardito.html) Un happening divertente: un fiume di auto,un gruppo di motociclisti e una processione, la richiesta del “miracolo” per sbloccare la situazione. Un fake ben congegnato, residenti ingaggiati come comparse (40 euro il compenso) 24 ore di lavoro e nessuna telecamera ma solo iPhone e iPad per effettuare le riprese. Sono questi gli ingredienti del video stile “Benvenuti al Sud” che ha fatto impazzire i social network.

La Guerra dei mondi

Lo scherzo più famoso è senza dubbio quello di Orson Welles che il 30 ottobre del 1938, alla radio trasmise “La Guerra dei Mondi”: radiocronaca dello sbarco dei marziani. Fu subito panico. I centralini radiofonici delle stazioni di polizia e dei giornali furono invasi da centinaia di telefonate, qualcuno tirò fuori la maschera antigas, le strade si svuotarono e le chiese si riempirono. E che dire del pesce d’aprile del sito “Total Film” che nel 2010 pubblicò la notizia che i film tratti dal libro “Lo Hobbit”  sarebbero stati girati in 4D, ovvero accompagnati da stimoli sensoriali come odori e spruzzi d’acqua durante la proiezione in sala, oltre all’effetto tridimensionale, per una full immersion totale? In Italia la notizia viene riportata come vera il 9 aprile dall’Ansa, la Repubblica, il Giornale, TGcom e dai siti Movieplayer e Cineblog.

L’albero degli Spaghetti

“No non è la Bbc  …” era la sigla di una trasmissione cult di Arbore, Alto Gradimento, ed è invece proprio la televisione britannica Bbc ead essere stata protagonista di due grandi burle passata alla storia. La prima riguardava un reportage su un test relativo a una nuova tecnologia che permetteva di trasmettere odori tramite le onde dell’aria. Diversi spettatori presero contatto con l’emittente per poter partecipare al test. La seconda è conosciuta con il nome di “swiss spaghetti harvest”. Nel 1957 la Bbc diffuse la notizia di un eccezionale raccolto di spaghetti nel sud della Svizzera, dovuto principalmente a un inverno mite. Il pubblico sentì Richard Dimbleby, speaker altamente rispettato, discutere i particolari del raccolto di spaghetti mentre venivano mostrate le immagini di una famiglia svizzera che estraeva la pasta dagli alberi ( le piante degli spaghetti) e disporla nei cestini. Non appena conclusa la trasmissione, la Bbc cominciò a ricevere centinaia di chiamate da spettatori che desideravano sapere come far nascere spaghetti sugli alberi. Dalla serie poi che la fantasia supera a volte la realtà, sempre protagonista la Bbc he alla la fine degli anni ’80 presentò uno speciale tipo di walkman il “Chippy”, in grado di contenere centinaia di canzoni grazie ad un microchip. Una burla che anticipava l’invenzione del lettore MP3 Memorabile per gli abruzzesi fu lo scherzo tirato dall’emittente regionale Atv7. I giornalisti annunciarono che il Consiglio dei ministri avrebbe ridisegnato la mappa delle province, abolendo la provincia di Chieti, creando la provincia di Lanciano e non considerando Avezzano e Sulmona che da anni si battevano per diventare provincia. Dopo la notizia ci furono proteste infuocate dei cittadini e Atv7 si trovò costretta a rimangiarsi la notizia.

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Francesco Visalli

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