di Valerio Caprara
Teneri transessuali da pubblicità progresso, giovani delatori, ricchi ipocriti anche se di facciata progressisti, anziani uggiosi e conformisti, maschilismo a gogò, guerra tra poveri e cittadini che tardano troppo a incazzarsi: tutto vero e verosimigliante, va da sé, ma costruito a colpi d’inutili ridondanze, discutibili sovrapposizioni musicali e tonalità svarianti fuori misura dal comico al melodrammatico. Ecco “Gli ultimi saranno ultimi” di Massimiliano Bruni con Paola Cortellessi, Alessandro Gassman, Fabrizio Bentivoglio e Stefano Presi
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