Benvenuti, Expo 2022

di Gianpaolo Santoro

Trentaquattro opere infrastrutturali, 2500 giorni di lavoro, 610 milioni di euro di appalti, una dozzina di arresti eccellenti, sette milioni e mezzo di biglietti già venduti (un milione in Cina) e la costituzione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) presieduta da Raffaele Cantone, il grande supercontrollore.

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Benvenuti ad Expo 2015, il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione, cibo sano per tutti nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri. Per sei mesi (da maggio ad ottobre) Milano si trasforma in una grande vetrina mondiale, ormai ci siamo: manca niente all’avvio. Ma è tutto a posto? A poco più di due mesi e mezzo dal taglio del fatidico nastro a che punto sta la complessa macchina dei lavori?

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La risposta la fornisce lo stesso sito di Expo 2015 che offre un esaudiente panorama dello stato di avanzamento dei lavori: su 34 opere infrastrutturali solo 3 sono state completate e 3 sono in fase di collaudo, tutto il resto, ben il 77 per cento (25 cantieri) sono invece ancora in corso, mentre un altro 6 per cento è sotto revisione contabile e amministrativa. Un’opera è stata definitivamente sospesa. Insomma calendario alla mano un mezzo disastro.

Per gli amanti delle cifre il sito Affaritaliani.it fa due calcoli tanto semplici quanti efficaci. “Milano è stata ufficialmente designata come città ospite dell’Expo 2015 il 31 marzo del 2008. Da allora sono trascorsi oltre 2500 giorni di lavoro, ne rimangono poco più di 80, ovvero poco più del 3 per cento del monte-giorni complessivo. Ma l’indice globale di avanzamento lavori è al 55 per cento. Che è come dire che per il completamento di tutte le opere previste servirebbe che l’Expo venisse spostato di quasi sette anni. Milano 2022”.

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Il procedere dei lavori, sempre secondo i dati forniti dal sito, si è discostato dallo scorrere del tempo di un 32,7 per cento; dei 609,70 milioni di euro finanziati, ad oggi ne sono stati utilizzati solo 338,65 il che vuol dire che l’avanzamento lavori ha fin qui impiegato risorse di poco superiori al 50 per cento di quelle stanziate.

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L’esposizione del 1906

Un quadro sconfortante, sinceramente deprimente. La mente va al passato, occorre fare un passo indietro di ottanta anni, Bureau International des Expositions quando l’Italia chiese di poter organizzare un’expo a Roma nel 1941. Il progetto era fascino e suggestivo: “Il sito sarà di insuperabile valore scenografico e pratico. Ogni nazione potrà costruire i suoi palazzi e i suoi padiglioni in modo tale da permettere ai visitatori un viaggio istruttivo intorno alla terra”. L’idea era di fare una esposizione fuori della città, su un terreno da recuperare, tra Roma e il mare, il polo dell’espansione a sud ovest della città. Si voleva il primato della vastità e un’esposizione non effimera, bensì duratura. Una idea, quella dell’esposizione durevole che verrà ripresa dopo la seconda guerra mondiale nelle esposizioni di Genova, 1992; Lisbona, 1998 e Shangai, 2005, che saranno occasioni di grandi interventi urbanistici.

Ottenuta l’autorizzazione i lavori procedettero a ritmo sostenuto, ma non sufficiente, tanto che si dovette rimandare tutto di un anno, l’expo venne spostata al 1942: ma arrivarono i giorni della guerra e cambiò il mondo. L’area dell’Expo prese il nome di Eur, attualmente è zona residenziale e sede di uffici pubblici e privati, tra cui il Ministero della Salute, quello delle Comunicazioni, quello dell’Ambiente, la Confindustria, la sede centrale dell’Eni e quella delle Poste Italiane.

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Un modello Expo Milano 2015 sino ad ora c’è stato. Quello delle tangenti e delle infiltrazioni mafiose. “Expo era diventato un modello di corruzione – ha detto Raffaele Cantone – ora ne stiamo creando un altro che sarà, invece,  un modello da esportare. Il numero di interdittive antimafia emesse è stato superiore a tutte quelle disposte fino ad oggi da tutte le prefetture del Nord. E questo non perché la mafia si sia concentrata su Expo, ma perché il livello dei controlli non è mai stato così approfondito”. Nel Nome del Padre, del Figliolo e del Spiritosanto Controllore

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