Basta Monti! Tutti al mare

di Giovanni Pasàn

E’ bastato l’annuncio della fine del Patto del Nazareno che sono spuntati via come i funghi i parlamentari folgorati sulla strada di Renzi, i nuovi scilipoti, vengono accolti come dei piccoli eroi, loro si che hanno senso dello Stato e di sacrificio, altroché quei venduti su cui si indaga a Napoli, mercenari della politica.

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Il ministro Giannini

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Loro sono gli uomini scesi in campo direttamente dalla società civile, attratti solo dal richiamo di Monti, l’uomo col loden che doveva salvare l’Italia, ricordate, il professore accolto come il messia: colui che si sarebbe sacrificato per il nostro bene. Tecnico, anzi supertecnico (il contrario di Silvio Berlusconi), tutta saggezza, competenza e sobrietà: tutto era sobrio, il cappottino, il cagnolino che adottò in tv, il Frecciarossa, viva viva il professore, e che fa se aveva “preteso” la qualifica di senatore a vita per operare il salvataggio del BelPaese, i grandi chirurghi si fanno pagare per salvare il paziente no?

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E che fa se il tecnico, ben presto diventò politico, rinnegando anche la promessa (pare) fatta a Re Giorgio che per piazzarlo a Palazzo Chigi aveva fatto di tutto e di più, molto di più di quanto potesse Costituzione alla mano, e fondò il suo bel partito. Il ciclone Monti   scosse i salotti buoni della borghesia italiana ed alcuni laboratori politici come quello di Montezemolo ma non fu neanche avvertito nelle urne, anzi il premier bocconiano fu snobbato, bocciato clamorosamente insieme al suo gruppetto di apostoli, tutti con un’aria distaccata, un po’ con la puzza sotto il naso di chi non vuole sporcarsi troppo le mani, per carità, un pacchetto di cervelli messi a disposizione transitoriamente al Paese, nessuno di quel manipolo di bella gente aveva intenzione di fare politica, era più un piacere, un atto di servizio che altro.

Da sinistra in alto Stefania Giannini, Pietro Ichino, Ilaria Borletti Buitoni e Carlo Calenda. Da sinistra in basso Linda Lanzillotta, Gianluca Susta, Alessandro Maran e Ilaria Tinagli (Ansa)

I transfughi. Stefania Giannini, Pietro Ichino, Ilaria Buitoni e Carlo Calenda. In basso Linda Lanzillotta, Gianluca Susta, Alessandro Maran e Ilaria Tinagli

Eccoli qui, quelli di Scelta civica, poi sciolta Civica, ora scappa via, tutti col loro trolly firmato a passare in tutta a fretta nel partito di Renzi, il Premier boy scout e cresciuto a telequiz, altro che il premier bocconiano, vogliamo mettere?  Nel Pd entreranno il ministro all’Istruzione Stefania Giannini,  politico senza veli, il viceministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda, i senatori Gianluca Susta, Alessandro Maran, Linda Lanzillotta, Pietro Ichino, Ilaria Borletti Buitoni  ( si proprio lei che credeva tanto in Monti da “regalare” 700 mila euro al partito per la campagna elettorale) e Irene Tinagli. Un esodo, una fuga, una conversione sulla strada renziana: un pronto soccorso.

Scelta Civica presenta proposta per Legge Elettorale

Stefania Giannini

“Il grande progetto di Monti ha avuto un grande senso, ora ha esaurito la sua funzione”.  Il ministro Giannini ha sancito la morte della politica montiana con poche e neanche troppo sentite parole. Una necrologia stringata per la morte di una ideologia ancora in culla.  “L’approdo al Pd è l’unico modo coerente per mantenere l’impegno con gli elettori – ha commentato la Lanzillotta – la bussola è quella delle riforme che è l’unico obiettivo che dà senso alla nostra presenza in parlamento”.

Ilaria Borletti Buitoni

Ilaria Borletti Buitoni

“L’invito di Renzi a Scelta Civica per stabilire e rafforzare un percorso comune nel cammino delle riforme, direzione che i nostri elettori ci hanno chiaramente indicato con il voto delle elezioni europee che ha dato al partito un irrilevante 0,3 per cento- ha spiegato la Borletti Buitoni – non può rimanere inascoltato”. E così dopo aver avuto l’ennesima riprova che gli italiani fra il mare e Monti, non hanno dubbi, via tutti al riparo sotto l’ala e le poltrone di Renzi.

Enrico Zanetti

L’ultimo dei montiani, Enrico Zanetti

All’appello hanno subito risposto (quasi) tutti i montiani. Tranne il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti che ha accusato i transfughi di aver fatto “una scelta demenziale”. Certamente una scelta controcorrente. E’ Carnevale e Scelta Civica si è tolta la maschera…

 

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