di Gianpaolo Santoro
Da una parte sta il bene. E dall’altra sta il male. E in mezzo c’è il mare. Già, ma qual è il bene e qual è il male? Da una parte Ventimiglia, l’ultimo pezzo dell’Italia negletta e vampirizzata, sofferente e malandata; dall’altra Mentone, il luccichio della Costa azzurra, Montecarlo e la Francia patinata e grandeur. E’ tutta Europa, l’Europa Unita, quella di Spinelli e Adenauer, quella che si fonda sui valori della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani. Appunto.
Sugli scogli dei Balzi Rossi, di Ventimiglia si sono infranti i sogni europei, quei disperati figli della speranza e del mare che fanno Ramadan sono la fotografia implacabile del fallimento, perché qui perdono tutti: i singoli stati, le ideologie, i nuovi leader, il futuro, l’Occidente intero. Ecco l’Europa, quella dell’eurocrazia, quella dell’Austerity che sta espellendo la Grecia e quella della burocrazia che misura il diametro dei pomodori.
L’Europa nata dalla caduta di un muro, quello di Berlino, che ora di muro ne vede costruire un altro quello che l’Ungheria vuole erigere lungo il confine di 175 chilometri con la Serbia. È la prima volta in assoluto, nella vita dell’Unione europea dopo la caduta della Cortina di ferro, di una barriera che separa un pezzo d’Europa dall’altro.
Scandalo, indignazione, stupore. L’Europa di Schengen, le frontiere che si aprono e che si richiudono, perché davanti all’esodo africano, nessuno è più disposto a chiudere un occhio. Il cuore della solidarietà ha smesso di battere, sulla roulette europea non esce più il nero. E non è questione di destra e sinistra, di buonisti o razzisti, di Mare Nostrum o Triton, di solidarietà o egoismo. E’ sotto gli occhi di tutti: quegli scogli dicono altro. Ventimiglia leghe sotto il mare.
Vi ricordate, il patto del tortellino, quei sorrisi sgargianti, quelle camicie bianche, perché il rosso ormai è demodée, il nuovo socialismo rampante europeo, quello che Matteo Renzi riunì a Bologna in occasione della festa dell’Unità, i giovani leader che dovevano cancellare il ricordo di Berlinguer-Marchais-Carrillo o di Gonzales-Craxi-Mitterrand? Vi ricordate quelle facce giovani, accattivanti e sorridenti, la meglio gioventù europea socialista, il primo ministro francese Manuel Valls, il segretario del Partito socialista spagnolo Pedro Sanchez, il segretario generale del Pse Hakim Post ed il leader dei laburisti olandese Diederik Samson che volevano rivoltare l’Europa, perché c’era poco eurosocialismo in questo vecchio continente soffocato da politiche rigoriste e liberiste, di una destra sempre più cinica e xenofoba?
Sono passati poco più di nove mesi e dalla camicia bianca, siamo passati alla bandiera bianca, alla lotta di confine fra Italia e Francia. Ora a Parigi la sinistra ama definirsi “pragmatica, riformista, repubblicana”. Avanti non c’è posto. E non si passa. Sui binari della zona di confine di Punta San Ludovico, già in territorio francese, è stato collocato un rilevatore acustico per impedire il passaggio a piedi lungo la strada ferrata. Si tratta di una fotocellula che aziona un allarme quando vengono “ascoltati” i passi. Si può passare su dalla montagna dove c’è il vecchio sentiero dei contrabbandieri, quello che sale dalla frazione di Grimaldi Superiore. Ma bisogna attraversare un sentiero strettissimo, scivoloso su uno strapiombo. Il passo della morte, un nome non a caso…
Ed ecco allora alla porta di Ventimiglia la Gendarmerie e la Police Nationale da una parte e carabinieri e polizia italiana dall’altra, due nazioni a guida socialista l’un contro l’altra ed in mezzo un pugno di migranti, transitanti, profughi, clandestini, chissà. Questa è una storia di fantasmi. Una storia al buio, nera come la pelle dei protagonisti. Uomini, donne, bambini non identificati, non si sa chi siano, non si sa da dove vengono, non si sa dove vorrebbero andare. Poi dopo sette lunghi, drammatici giorni intervengono i vescovi di Parigi passandosi una mano sul cuore e sostenendo che bisogna “uscire dalle logiche di polizia”. Qualcuno sembra abbia chiuso un occhio, un pugno di migranti sarebbe passato. Chissà: si vedrà.
Per un anno sì è parlato, pensato, lavorato per la legge elettorale. O l’Italicum o la morte. Il semestre europeo è scivolato via senza che si discutesse dell’emergenza-migranti. Poi il mare si è calmato, l’estate si è avvicinata e il Mediterraneo si è trasformato in un cimitero. E l’angoscia è diventata un’onda gigante. Centomila, duecentomila, cinquecentomila, l’incubo di una invasione, crescono paura e terrore. Iniziative, promesse, incontri, proposte, tante chiacchiere e eurochiacchiere, anche un Consiglio Europeo straordinario. Compaiono le quote, poi scompaiono, sembra un gioco di prestigio. Questa vince, questa perde. La sensazione però è che l’Italia perda sempre.
I migranti non li vuole nessuno, quello che prima sentivi sussurrare ora lo senti gridare. Francia, Inghilterra, Austria, Germania, Spagna, presidiano le loro frontiere: non si passa. Rispettare l’accordo di Dublino, è l’unica parola d’ordine. Ma non cadete nell’inganno che in Italia sia tutto diverso. In Toscana, nella rossa e civile Toscana, il sindaco di piccolo paese sul mare San Vincenzo ha fatto un’ordinanza che prevede buttafuori al fianco dei bagnini sulle spiagge. Con quale compito? Allontanare i “vu cumprà” e mendicanti di ogni tipo. E sono molte le cittadine che seguiranno l’esempio.
E poi è esplosa anche quella storiaccia infame di Mafia Capitale, il mondo di mezzo, la mucca da mungere, la sporca industria dell’accoglienza. L’Italia è sempre più isolata.
“Vi invito tutti a chiedere perdono per le persone e le istituzioni che chiudono la porta a questa gente che cerca vita, una famiglia, che cerca di essere custodita, un rifugio lontano dalla loro terra”. Il Papa ha fatto sentire la voce della Chiesa con la giornata mondiali dei rifugiati e con Laudato sì, l’enciclica no global che racchiude i comandamenti verdi. Una profonda critica alle logiche di mercato che muove anche dal “salvataggio ad ogni costo delle banche compiuto facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema”.
Mia cara vecchia, nuova Europa. Nel nome del Padre, del figliolo e dello Spirito Santo la parola di papa Francesco. Ma poi scopri che nella città del Vaticano senza le indispensabili autorizzazioni si viene espulsi, se necessario anche con l’intervento della forza pubblica. E così sia.














