De Luca, questi fantasmi
“Il mio regno per un cavillo”

Una fantasma alla regione. Caldoro se ne va, De Luca non arriva. Alleluya. E’ la nuova governabilità. I dirigenti del Pd che hanno creato questo guazzabuglio indecente sono scomparsi. Non parla nessuno. Qualcuno ha voglia anche di fare lo spiritoso. “Il mio regno per cavillo”. La seconda regione d’Italia non merita queste barzellette.Perché riproporre vecchi articoli, reportage, interviste? Volando alto con Giorgio Manganelli, scrittore, giornalista potremmo dire che “una civiltà letteraria non è fatta di letture, è fatta di riletture”. Più semplicemente il ripresentare alcuni articoli rappresenta una grande opportunità. Un modo per scoprire giornalisti o protagonisti di un’altra generazione, di conoscere o ricordare fatti, dimenticati. Per riproporre interviste e reportage dei giorni nostri.

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Caldoro esce dal Palazzo perché ha perso le elezioni, De Luca si guarda bene dall’entrarvi per evitare la sospensione dalla carica. Il risultato è un clamoroso vuoto di potere. Vuoto reale, non metaforico. Il che vuol dire che se ci fosse un provvedimento urgente da firmare o un’emergenza da fronteggiare, l’usciere di turno presso la Regione Campania non saprebbe a quale porta bussare. Di metaforico c’è però tutto il resto, perché se questo è l’inizio, figuriamoci il seguito.

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Gli esperti dicono che nell’Italia delle istituzioni democratiche non si ha memoria di un garbuglio simile. Ma prima non c’erano De Luca, la legge Severino, Renzi 1 segretario del Pd e Renzi 2 presidente del Consiglio. Come finirà l’affare De Luca? Ah, saperlo! Nel frattempo si va avanti a forza di «fughe», ricorsi, rinvii, diffide, appelli e colpi di scena. Che Caldoro dovesse togliere il disturbo era scontato.

 

Quello che nessuno aveva previsto è stato l’improvviso dileguarsi del vincitore, sfuggito addirittura alla proclamazione della propria vittoria: come un multato inconciliante davanti alla notifica dell’atto. E quel vuoto da colmare? Pazienza. «Tutto il mio regno per un cavillo» ha twittato più sconsolato che divertito un dirigente campano del Pd. Appunto.

 (Marco Demarco, Corriere della Sera)

 

 

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