di Mino Cucciniello
Quando il glorioso cine teatro Augusteo di Napoli fu chiuso nel giugno 1988 il suo prossimo futuro apparve molto nebuloso perché sembrava che dovesse essere trasformato in un mega supermercato. Per fortuna proprio qualche giorno prima che si iniziassero i lavori di demolizione Francesco Caccavale rilevò la sala di piazzetta Augusteo concretizzando un mega progetto che consisteva nel fare diventare con i suoi mille e cinquecento posti uno dei maggiori teatri della città. Una offerta di salami e vermicelli in meno, un tanta cultura in più…
Francesco Caccavale da sempre si era interessato unitamente a Lucio Mirra, altro grande nome nell’ambito del teatro, alla gestione di alcune sale cinematografiche in varie cittadine vesuviane e non solo: a Napoli riaprì negli anni d’oro del cinema la vecchia Sala Roma trasformandola in Royal.
I lavori di restauro dell’Augusteo (che venne progettato dall’architetto Pierluigi Nervi e inaugurato nel 1929 e che subì le alterazioni della guerra) durarono alcuni anni perché si volle riportare la storica sala alle sue linee originarie: una contro soffittatura che copriva la grande cupola ed i palchi laterali e venne riproposto e riorganizzato il foyer che negli anni degli eventi bellici era stato usato dai napoletani come ricovero.
Finalmente il teatro fu pronto nel novembre 1992 e la data dell’inaugurazione fu fissata per l’undici di quel mese e per il grande evento Francesco Caccavale con la moglie Alba ed il socio Enzo Acampora organizzò una grande serata che addirittura vide la banda dei carabinieri partire da piazza Trieste e Trento e percorrere via Toledo tra due ali di folla plaudente per raggiungere festosamente il teatro. E fu subito festa poiché la serata proseguì con i recital di Raina Kabaivanska prima e poi con quello di Massimo Ranieri. Alla grande premier presenziarono tutte le autorità cittadine e tutti gli addetti ai lavori nonché i tantissimi vip che non vollero perdere la ghiotta occasione della grande mondanità. L’incasso della serata, come già aveva fatto Nino Taranto quando riaprì il suo Politeama, fu devoluto per intero alla Croce Rossa Italiana e con questo nobile gesto Francesco Caccavale fece subito capire quanto fosse sensibile verso le attività benefiche della città. L’Augusteo non si è mai tirato indietro in questi ventitré anni, quando è stato possibile ha sempre dato la sua disponibilità a quanti richiedevano il teatro per spettacoli a fine di beneficenza.
Ma torniamo a quella lontana sera del novembre 1992 quando le luci della ribalta si riaccesero sulla prima stagione teatrale nella quale era incluso per le festività natalizie lo spettacolo con Lino Banfi “Arcobaleno” una vera e propria rivista vecchia maniera con tanto di immancabile e sempre molto applaudita passerella situata intorno alla buca dell’orchestra essendo il teatro fornito di un grande golfo mistico oggi ricoperto per esigenze tecniche.
Ma lo spettacolo che veramente fece riscoprire a tutti i napoletani il ritrovato Augusteo fu “Bravo” con Enrico Montesano, da allora la sala di via Toledo divenne sia per numero di abbonati sia per la vendita dei singoli biglietti al botteghino uno dei teatri più importanti d’Italia e per questo più volte vincitore del biglietto d’argento, ambito premio tra i teatranti, tanto da paragonarlo al Sistina di Roma.
All’Augusteo hanno recitato i nomi più importanti del teatro: da Gassman ad Albertazzi, da Gaber a Christian de Sica, dalla Sastri a Proietti ed ancora Maurizio Micheli, Sabrina Ferilli, Luca De Filippo, Massimo Ghini e Mariangela Melato solo per citarne alcuni tra le centinaia di attori che hanno calcato le tavole del suo palcoscenico.
In tutti questi anni Francesco Caccavale ogni sera era nella hall del teatro vicino al botteghino a ricevere e salutare l’affezionato pubblico che riempiva la sua sala ed era contento quando vedeva che gli spettatori uscivano divertiti e lo ringraziavano perché aveva saputo scegliere un buon spettacolo. I complimenti per una bella serata trascorsa nel suo teatro gli facevano perdere per un attimo quell’aria burbera che lo contraddiceva: ma, e lo sa bene chi lo ha conosciuto, era un uomo buono, generoso. Chi ha avuto il privilegio di frequentarlo oggi sicuramente è più povero perché ha perso un vero amico semplice e disponibile ma, al di là di questo, è più povero soprattutto il teatro che ha perso un grande punto di riferimento, determinante e importantissimo proprio in un momento di grande crisi che vede tanti teatri cittadini penalizzati dalla nuova legge sui contributi statali.

Alba Caccavale, Annalisa De Paola,Francesco Caccavale Enzo De Paola e indietro il nostro Mino Cucciniello
Per ben ventitré anni l’Augusteo oltre ad essere il suo teatro è stato anche la sua casa perché la maggior parte della sua giornata, anche nei periodi di chiusura estiva, la trascorreva nel suo ufficio a studiare o a verificare nuove compagnie e nuovi spettacoli da poter scritturare. Spettacoli possibilmente sempre leggeri perché amava dire che il pubblico ha bisogno di divertimento per scrollarsi di dosso tutti i vari problemi della vita quotidiana.
E per concludere questo mio personale ricordo, non posso farlo che teatralmente, immaginando che gli amici che già si trovano in paradiso hanno aggiunto un posto a tavola perché da stasera c’è un amico in più!













