di Carlo Alberto Paolino
Brutto è brutto. Diciamocela tutto: fa schifo. Sembra un casotto abusivo di un contrabbandiere di sigarette. E’ solo l’ultimo stupro alla Villa Comunale stravolta, deturpata, violata ormai più volte in questi ultimi anni. Basterebbe ricordare la vicenda travagliata e pasticciata della Cassa Armonica o la “potatura” selvaggia degli alberi
Ora è comparso da un giorno all’altro questo piccolo, terribile manufatto: dicono sia l’ascensore della linea sei della metropolitana. Ma non è tutto. Dicono che si debba fare per forza e si farà.
Protestare, rivolgersi alla soprintendenza? Ma è proprio il soprintendente ha chiudere ogni possibilità di trattativa. “Potremo ragionare sui materiali da utilizzare ma l’ascensore si farà. Stiamo studiando il modo migliore, quello meno invasivo per l’impatto ambientale. Il soprintendente Luciano Garella non sembra proprio lasciare possibilità, alternative.
Una piena sicurezza nella realizzazione dell’opera, beato lui. Cosa direbbe Vanvitelli del deturpamento di quella che prima era una Villa incantatrice piena di sculture e monumenti, dove alloggia l’acquario più antico d’Europa e dove in estate vari concerti all’interno della Cassa Armonica allietavano turisti e Napoletani per poi godersi uno dei Panorami più belli del Mondo? Cosa direbbe del suo “collega” Alessandro Mendini, che nel 1997 inizio il restauro del “Real Passeggio di Chiaia” con uno stile “moderno”, discostandosi con lo stile neoclassico preesistente e alterando l’aspetto botanico della storica villa ottocentesca. “Tratto gli oggetti come fossero esseri umani, li faccio sorridere“, diceva Mendini.
Ma la Storia ha un respiro diverso, non basta il sorriso, va rispettata e custodita. Celebrata e difesa. Dopo il “sacrilegio” della Cassa Armonica ecco l’ultima macchia della casupola di cemento, un pugno allo stomaco. Le associazioni di cittadini molto attive sul territorio, sempre in prima linea, naturalmente hanno fatto sentire forte, il loro dissenso. Bona Mustilli, una delle attiviste più presenti ha organizzato un sit in villa comunale contro l’ascensore. Si cerca di capire come siano andate le cose e soprattutto che cosa si possa fare. Si vedrà.










Ringrazio per essere citata nell’articolo, sono un’attività civica, ma questa organizzazione non è merito mio, questa manifestazione porta solo il nome dell’arch. Antonella Pane che ha organizzato tutto a tempo di record, solo cinque giorni, stavolta il mio apporto è stato marginale. Io amo la verità e non potrei prendermi un merito non giusto. Fin quando esisteranno persone come noi che amano la propria città forse non morirà la speranza. Insistiamo e non molliamo mai.
Grazie di cuore
Bona Mustilli