Valeria Valeniente

 di Gianpaolo Santoro

Si è presentata come l’amica del governo. Amministrare Napoli con la mancetta di Renzi, era questa la ricetta per risvegliare e rivitalizzare la città. Per un mese non ha detto altro. Una povertà non dico di progetti, mi rendo conto sarebbe chiedere troppo, ma anche di speranze. La paladina contro la città derenzizzata di De Magistris, la guardia papalina del Pontefice Matteo, il sangue per la croce, anzi per lo scudo crociato. L’ennesimo scontro del nulla. Valente, Valeniente. Ecco il Pd napoletano

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Valeria Valente

E pensare che Renzi è venuto più volte da queste parti, promettendo una valanga di soldi, la ripresa di Bagnoli, il patto del Sud, il rilancio di Pompei, il risveglio del tessuto culturale, la prospettiva di lavori e lavoro. Se n’è andato anche a mangiare la pizza in un dolce tet a tet con la sua candidata, in modo da far girare la foto da tutte le parti, sperando nell’effetto Matteo.

Solo il giro in auto con lui alla guida e la Valente al fianco, fiera e soddisfatta, non s’è fatto. Ma il Premier è scaramantico, soffre della sindrome del gufo e, vista l’esperienza fatta con ladylike nel Veneto alle regionali, questa volta se n’è guardato bene di spupazzare in giro la candidata di turno…

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Lo spot della pizza Renzi-Valente

Renzi, insomma, ha fatto di tutto e forse anche di più per aiutare la Valente, le ha dato una mano e qualcosa di più alle primarie dei voti comprati pur di far fuori Bassolino, l’unico piddino che ancora fa politica a Napoli, si è sorbito anche in prima fila il comizio finale (certo addormentandosi, ma non si possono pretendere miracoli) della sua candidata sindaco.

Napoli è una città di lunga tradizione di sinistra. Senza andare indietro al tempo della prima repubblica, quando in consiglio comunale si faceva politica e c’erano i politici, dal ’93 a oggi aveva governato sempre il Pd, due volte con Bassolino e due volte con la Russo Iervolino. E quando c’era Rosetta a Palazzo San Giacomo Bassolino stava alla Regione. Un centro di potere ramificato, esteso, capillare. E, naturalmente, clientelare.

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De Magistris,  zapatero zappatore

Ve la ricordate la famosa gioiosa macchina da guerra di Occhetto? Il Pd di queste parti ormai non è né gioioso né famoso e nemmeno una macchina da guerra. Per la seconda volta il candidato del Nazareno non riesce ad andare al ballottaggio. E questa seconda bocciatura ha qualcosa di impietosamente clamoroso se si tiene il contesto nel quale è maturata: cinque anni fa c’era l’ondata arancione, i sindaci antisistema, la voglia di novità, la sorpresa, il magistrato d’assalto. Tutti elementi suggestivi svaniti.

Napoli è una citta disastrata, dove non funziona assolutamente niente, dove neanche il lungomare è più quello di una volta, stravolto e sfregiato, dove la crisi azzanna i ceti produttivi, dove le partecipate rimangono un carrozzone costosissimo e inefficiente, dove sono falliti uno dietro l’altro tutti grandi progetti, finanche il Forum delle Culture, vergogna delle vergogne. Eppure in una citta agonizzante e governata con infantile demagogia forse dal peggior sindaco di sempre, il sindaco di strada, questo Pd inesistente e inconsistente non è riuscito a passare alla seconda fase del voto, nonostante lo sforzo rilevante del governo e della Regione, le promesse, le mani strette e gli occhiolini.

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Gianni Lettieri

C’è riuscito il modesto Lettieri, già sconfitto cinque anni, un imprenditore che non capisce di politica, senza avere alcun vero partito alle spalle, se non quel poco che è rimasto di Forza Italia. La mossa vincente di Lettieri? Non aver fatto niente, consiglio comunale come in città. Ma gli è bastato questo a superare la Valente.

Renzi ripete in continuazione che quando si fallisce si va a casa, che non è possibile farsi sbattere la porta in faccia dagli elettori, che se lui perderà il referendum farà la valigia e se ne tornerà a Rignano sull’Arno.

Ed allora ora il Renzi segretario del Pd che cosa aspetta a sbattere fuori tutti questi anonimi dirigenti campani e napoletani che hanno fallito due volte? Vecchi e giovani tromboni, una generazione di nominati nel nome del leader di turno. Incapaci di raccattare un voto anche in famiglia.

Nella conferenza stampa di analisi del votoRenzi ha annunciato il commissariamento del Pd napoletano. Chissà, forse manderà, di nuovo Carbone #ciaone…

 

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2 pensieri su “Valeria Valeniente

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