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Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichelli

Giornalista. Ha lavorato con il Roma ed il Mattino. Ha seguito, tra l'altro, come inviato speciale cinque Mondiali, altrettanti Europei, nove finali di Campioni-Champions e l'Olimpiade di Sydney

Il Parco dei Principi azzurri

di Adolfo Mollichelli –

 L’uomo che sussurra ai cavalli – beh, in effetti li compra – li ha presi per mano e li ha portati al Parco dei Principi, si sa che i francesi sono fissati per la grandeur, con l’assicurazione che si sarebbero divertiti. I ragazzi in azzurro con risvolti giallini hanno fatto giri sulla ruota panoramica, sulle macchine tozzi-tozzi, hanno sparato al tiro a segno e si sono divertiti da matti. Hanno pure giocato al calcio e in maniera divina ed alla fine non volevano più tornare a casa ed avrebbero preferito scorrazzare ancora. Continua a leggere

Il campionato batte in testa

di Adolfo Mollichelli 

 Si va verso la Champions che è già intrigante di suo dopo una giornata di campionato che ha fornito alla platea scene e scorci di interesse unico. Nel senso che sono stati smentiti i critici che hanno certezze logore, quelli che declinano in netto anticipo l’evangelico tutto è compiuto. Uno di questi lo salvai dalla furia di un gigante in tribuna stampa in occasione di un Salernitana-Fiorentina. Prima regola: il giornalista tifoso è un mezzo giornalista. Va be’, finita la digressione. Continua a leggere

Il movimiento del Mancio

 di Adolfo Mollichelli

Dagli arabi ai polacchi, trecentosettanta giorni dopo l’Italia torna a vincere. E soprattutto a convincere. Non c’è bluff e non c’è inganno. C’è un pizzico di eleganza come nelle corde del ct che ha sarto a Napoli in via Calabritto e che Sarri omaccione offese dandogli del frocio. Si resta teste di serie per i prossimi Europei. Un gran bel dono per la Figc che compie gli anni: centoventi. Ne aveva perso di tempo, con l’elezione di un signore improponibile di nome Tavecchio che a sua volta aveva scelto un ct improponibile, quel Ventura dalle smorfie panciute e curiose del viso che a Napoli in terza serie fu cacciato dopo pochi mesi. Continua a leggere

Gol, autogol e Chievo Ventura

di Adolfo Mollichelli –

Proprio sul più bello ci si ferma. Spazio alle Nazionali e beate quelle che hanno fior di giocatori. Noi no, non abbiamo neppure un centravanti vero e forse toccherà ad Insigne fare il falso (mica tanto) nueve anche nell’azzurro più cupo. Tempo verrà che ci godremo il derby della Madunina. E sì che nella Milano che opera operano due numeri nove sacrosanti: Icardi ed Higuain argentini con l’argento del gol addosso. Autentiche gioie anche in senso economico di Spalletti il filosofo e di Gattuso l’umile. Beneamata e Diavolo, sarà sfida all’ultimo gol. Continua a leggere

Poker, l’Italia s’è desta…

di Adolfo Mollichelli –

Ma allora è allenante il campionato italiano, diamine. Se in Europa, non quella economica, caliamo le nostre ricette anticrisi. Le quattro sorelle tutte vincenti. E pure belle. La Juve di sivorino Dybala, la Roma di gigante Dzeko, l’Inter del pirata Nainggolan. E il Napoli di tutti i titolari possibili, guidati da Sopracciglio Alzato gran capo e totem di una tribù di indiani metropolitani. Continua a leggere

Non c’è rosa senza Ospina

di Adolfo Mollichelli

Stavolta Sopracciglio Alzato non ha mandato i guerrieri migliori all’assalto del castello di Madama. E’ questa la vera ragione del fallimento del blitz. Inutile cercarne il motivo nella livornesità del conte Max e dell’arbitro Banti, questione di triglie. La tribù tatuata d’azzurro ha pagato una dolce illusione, quella di poter vincere affidandosi all’insostenibile leggerezza dell’essere belli, piccoletti e manovrieri. E che sarebbe bastato ad intimorire gli avversari il rumore del palo (Zielinski) e lo sberleffo dello scugnizzo belga a conclusione di un erroraccio in disimpegno di Bonucci da cui proviene il termine “bonucciata”, equivalente di cazzata. Continua a leggere

Juve-Napoli, dove eravamo rimasti?

di Adolfo Mollichelli –

Ed ora, chissà come lo trascorreremo questo cooling break innaturale che durerà fino alle 6 della sera del sabato del villaggio, espressione della teoria del piacere leopardiana. E sì perché la pausa di raffreddamento (cioè il cooling break) sarà tutto un fuoco che coverà sotto la cenere dei desideri. Quello del conte Max che medita l’allungo. Quello di Sopracciglio Alzato che desidera sedersi sulle rive del Po e veder passare il cadavere della sua nemica. Insomma Juve-Napoli, da qualche anno le più belle del campionato ed anche le più forti, le contendenti per antonomasia. Continua a leggere

A est di Lorenzino

di Adolfo Mollichelli –

 L’uomo che sussurrava ai cavalli ha sussurrato l’idea al pony express di Frattamaggiore. Dall’amica geniale della Ferrante all’idea geniale di Sopracciglio Alzato. Dalla cavalla acquistata per 75mila euro e che presto sarà reginetta di Chantilly – luogo che rimanda ai moschettieri di Dumas – al cavallino che se continua così varrà una barca di soldi in più e Aurelio Primo si fregherà le mani. E magari acquisterà una barca più grande per il prossimo tuffo estivo di Carletto, a cufaniello. Continua a leggere

‘A Stella rossa me parla ‘e te…

‘di Adolfo Mollichelli

Che botti nelle prime notti. E’ la Champions, bellezza. Il City di Guardiola, mesto nella tribuna della squalifica, che cade in casa al cospetto del Lione. La tripletta di Messi agli olandesi del Psv che non volano più. L’Inter che rimonta il Tottenham. Il Liverpool che piega il Psg. Pogba che da solo schiaccia i Boys svizzerotti, rendendo inutile la presenza di Mourinho il tenebroso in panchina. Il Real che ridicolizza la Roma senza CR7. La Juve che sbanca Valencia, anch’essa senza CR7. Il Napoli che non segna neppure lo straccio di un gol nel Marakàna serbo e immalinconisce gli ottimisti, sicuri dell’adagio modificato: Stella Rossa di sera, buon tempo si spera. Diversi gli arbitri tristemente (volutamente?) incapaci.  Continua a leggere

Uno sputo di campionato

 di Adolfo Mollichelli –

Eravamo quattro amici al Var e tra un bicchier di coca e di caffè tiravi fuori i tuoi perché. Già, perché tanti, troppi errori non vengono sanati? Ah, saperlo. Quattro giornate e fin troppe macchie. Piange l’Inter, piange il Torino. Non piange la Juve perché per mandare fuori Douglas Costa c’è voluto l’ultimo atto da romanzo criminale: lo scaracchio indecente. E la gomitata e la testata di prima? Niente. Social scatenati con ognuno degli scriventi a tirare acqua al proprio mulino del tifo. Continua a leggere