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Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichelli

Giornalista. Ha lavorato con il Roma ed il Mattino. Ha seguito, tra l'altro, come inviato speciale cinque Mondiali, altrettanti Europei, nove finali di Campioni-Champions e l'Olimpiade di Sydney

La rivoluzione “scarzimma”

di Adolfo Mollichelli

 Risale al mese delle rose, 28 maggio, l’unica vittoria dell’Italia nelle ultime nove partite. Mancini spezzò le reni all’Arabia Saudita: 2-1 e finale thrilling con Donnarumma a salvare il risultato. Era un’amichevole. Definire penosa l’esibizione in terra lusitana, è dir poco. Ma va detto e scritto. Tira aria di buonismo attorno a questa nazionale a brandelli. Continua a leggere

Portogallo, sostieni Mancini…

di Adolfo Mollichelli –

La prima Italia di Mancini detto il Mancio nella Bologna che lo battezzò campione di rara bellezza è stata ad un passo dall’essere deprimente. Forse incantata dalla superiorità  tecnica e tattica messa in mostra dai polacchi che sono pur sempre figli di Chopin. Nella città di Lucio Dalla, più di attenti al lupo altro non s’è ascoltato. Continua a leggere

Come prima, più di prima

di Adolfo Mollichelli –

 Due giornate da ricordare. E due recuperi da fare: Milan-Genoa e Sampdoria-Fiorentina. Con la viola capolista virtuale insieme con Juve, Napoli e Spal. Il nuovo campionato sa d’antico. Per ora, rinnovano il duello bianconeri e azzurri. Milano già attardata deve operare altrimenti nisba anche quest’anno. Roma capoccia abbassa la testa. Giallorossi bloccati in casa dall’Atalanta, vera Dea. Lazio ancora a zero punti.  Continua a leggere

Il Pappagallo

di Adolfo Mollichelli

Gennaro gli apparve in sogno e gli disse: c’è un ciucciariello che non ha più il padrone. E Lui entrò in un’aula di tribunale e lo fece suo per una manciata di fave. Nicola gli è apparso in sogno e gli ha detto: c’è un galletto che s’è smarrito fuori della stia. E Lui è andato e l’ha fatto suo per un pugno di riso cotto e l’ha regalato al figlio. Che è ‘nu piezz ‘e core. Arlecchino serviva due padroni. L’asinello ed il gallo ne hanno uno in comune. Una sorta di fattoria degli animali con Aurelio Primo al posto di Orwell. Continua a leggere

L’eroe dei due mondiali

 di Adolfo Mollichelli

 La conoscenza è antica. Fin dai primi passi suoi fuori campo, cioè da allenatore. Come secondo di Arrigo Sacchi detto Righetto e pure l’ayatollah di Fusignano. Ce lo trovammo accanto nella tribunette americane durante l’Usa Cup ’92. Era armato di registratore e “fissava” nella mente e nella bobina i movimenti dei calciatori in azione. Dati preziosi che avrebbe girato a Righetto che ne avrebbe fatto tesoro. Certo che era una radiografìa abbastanza pallosa, quella cui era costretto il buon Ancelotti, detto Carletto. Continua a leggere

La farfalla col mitra

di Adolfo Mollichelli –

E’ come il caveau della banca più ricca del mondo. Per nome ha scelto una sigla che sa di bus circolare: CR7. E’ bello, alto, impettito, muscoloso e si diverte a giocare al pallone come pochi. E’ tutto esageratamente extralarge nel mondo reale, che appare virtuale, di Cristiano Ronaldo da Funchal, santificata grotta dell’isola di Madeira. Dati scientifici alla mano dicono di lui che sia un fenomeno. Continua a leggere

Alé le Bleus, grazie Croazia. Dopo solo il diluvio

di Adolfo Mollichelli

 Tetelestai. Tutto è compiuto. La frase biblica ci sta tutta perché anche a Mosca il cielo s’è squarciato sui protagonisti del mondiale, detto di Putin. E infatti lo zar era l’unico ad essere protetto da un ombrello durante il diluvio che ha inzuppato Macron, la bella bionda presidentessa croata e tutti gli altri vip e meno vip durante la cerimonia di premiazione. Continua a leggere

La piccola & la grandeur

di Adolfo Mollichelli –

 Via l’Africa, via l’Oceania, via l’America del sud. E’ il mondiale dell’Europa. L’Ultima stella, ma direi stellina, il Neymar e il suo Brazil pentacampeòn. ‘O Ney non sarà mai ‘o Rey. Pelé finiva per le terre perché gli avversari non sapevano che cosa fare per fermarlo. ‘O Rey quando decideva di vincere da solo, ci riusciva. Neymar le botte pure le prende ma le sue sceneggiate sono superiori di gran lunga all’entità del danno subito. E poi, provoca il marcatore di turno. E buon per lui che non ha mai avuto a che fare con i muscoli tosti di un Gentile, di un Montero o di un Bruscolotti che metteva sull’avviso il fuoriclasse di turno: questa è la linea che ti consiglio di non superare, poi fai come credi, a Napoli ci sono ottimi medici. Continua a leggere

La caduta degli dei

di Adolfo Mollichelli

Vado controcorrente: questo mondiale mi sta divertendo e piacendo. Perché la caduta degli dei, lo sta rendendo finalmente umano. A casa i dieci palloni d’oro in due: Messi e Ronaldo. La pulga e il bus di linea CR7. Da palloni d’oro designati non necessariamente per i loro grandi meriti sul campo a palloni sgonfiati: gli sponsor, il merchandising, la pubblicità che è l’anima del commercio e tutto muove. E che palle! (chiedo venia). E adiòs Spagna mia. Dopo dieci anni di successi. E che lagna però ‘sto tiqui taca che mi faceva sbuffare anche quando lo praticava il Barcellona. Guardiolisti di tutto il mondo, convertitevi. Continua a leggere