di Adolfo Mollichelli –
Il giorno della memoria, la memoria di quei giorni in cui l’Uomo si perse nei meandri oscuri della Disumanità. Non so in quanti hanno visto il film “Il figlio di Saul”, forse il documento più terribilmente vero delle atrocità del nazismo, l’eliminazione degli ebrei. Auschwitz, l’inferno sulla terra. Visitai, anni fa, in occasione di una partita dell’Italia a Cracovia, quel luogo dell’orrore. E non fui più lo stesso uomo di prima. Fu da quella volta che maledissi le violenze degli uomini su altri uomini. Tutte, indistintamente. La perfidia dei nazisti è tutta scritta lì, sul cancello d’ingresso di Auschwitz Birkenau, la porta che insegnava la strada: un binario morto, l’ultima fermata. Continua a leggere
