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Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichelli

Giornalista. Ha lavorato con il Roma ed il Mattino. Ha seguito, tra l'altro, come inviato speciale cinque Mondiali, altrettanti Europei, nove finali di Campioni-Champions e l'Olimpiade di Sydney

Scuffia Scuffet, e il Napoli va

di Adolfo Mollichelli

Di nuovo lassù. Spalletti che canta amico war non sarà contento, E’ il calcio bellezza. Che a volte ha aspetti comici. Ma sì, ridere fa bene alla salute. Come il rigore provocato da Angella su Maggio che è stato un incrocio di sgambetti. Come la parata goffa di Scuffet sull’esecuzione floscia di Jorginho. E però, il brasiliano-italiano stando a Napoli ha imparato l’arte di arrangiarsi e allora ha tramutato in gol l’assist del portiere udinese, lento come una lumaca.

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Certezze in bilico

di Adolfo Mollichelli

L’Europa che conta ha detto che le certezze riflesse nel campionato appartengono soltanto al Napoli. Perché è stata l’unica a vincere. Mentre la Juve ha continuato a soffrire anche se ha rischiato di battere il Barcellona nel finale. La Roma, forse troppo impettita (lassatece passà, semo romani), è franata nel catino del Wanda (la signora Icardi non c’entra) Metropolitano, infilata dal biondo Griezmann che reclamizza una lama da barba. Nell’Europa cosiddetta minore, è stata grande Italia con Milan, Lazio e soprattutto Atalanta, prima delle nostre squadre a vincere al Goodison Park che è la casa dell’Everton. Liverpool oh cara.   Continua a leggere

Il petisso e l’omaccione, la favola è finita

di Adolfo Mollichelli

Et voilà, la ripresa del campionato, la prima dopo il flop nazional popolare – la figuraccia internazionale rimediata contro i figli dell’Ikea – rilancia le legittime ambizioni del Napoli che stende il Milan cinese farlocco in quanto zeppo di italiani (vorrà dire qualcosa?). Avrebbe voluto volare sul San Paolo, l’aeroplanino, Come quelli che una volta pubblicizzavano o minacciavano.

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La sventura del calcio stravecchio

di Adolfo Mollichelli

La farsa dopo la tragedia sportiva. L’omino caccia l’omaccione. L’omino ha ragionato pro domo sua. Non per niente è ragioniere. L’omaccione s’era rifugiato in casa dei suoceri che l’hanno consolato con un piatto di strescineti. Lui ha promesso: cara mamma e caro papà, con il milioncino (di euro) che avrò dal vecchio Ta vi porto in Svezia per il Natale. E pare che De Laurentiis ci giri un film: sVentura di Natale. Uscirà il milioncino, il ragioniere ha fatto di conti e se dovesse mancare qualche centinaio di migliaia di euro ricorrerà ai compaesani di Ponte Lambro non troppo lontano da quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno tra due catene non interrotte di monti.  Continua a leggere

Svezia in Russia, Ventura in Siberia

di Adolfo Mollichelli

L’omone che sbuffa e l’omino delle banane. Chissà dove sono, che cosa staranno facendo. Che cosa staranno pensando, sarebbe pretendere troppo. Mentre i figli di Ikea, pippe stratosferiche, festeggiano e pare che siano decisi a mandare dalle nostre parti pezzi di legno in meno e vitarelle spanate. Viva il mondiale a 32 squadre e senza la nazionale quattro volte campione del mondo, sessant’anni dopo. Continua a leggere

Leopoldo & Cicciobello

di Adolfo Mollichelli

Il leopoldo salì sul treno e si accorse che mancava tanto alla destinazione finale. E che andava lento perché la locomotiva era imbronciata. Aveva saputo che sarebbe stata rottamata e allora sbuffava. Va bene, mi arrangerò a piedi. Non ci saranno poi tanti boschi prima del luogo dello scontro. L’importante è rimanere sereno. Sereno? A chi lo dissi “stai sereno” neanche lo ricordo più. Eppure l’ho letta ‘sta cosa, osa.  Continua a leggere

Una fuga da sfiga

di Adolfo Mollichelli

S’impunta il Ciuccio. Frena la Beneamata. Vede le streghe la Vecchia Signora, ma vince. Famelica la Lupa sui Lungarni. In vetta si accorcia la classifica. Ci si ferma sul più bello. Qui comincia l’avventura dell’Italia del signor Ventura. Due sfide alla Svezia che ha lungagnoni tosti e biondi ma non ha più mago Ibra. In palio il visto per il viaggio in Russia per il mondiale di Putin. Continua a leggere

‘O triplete

di Adolfo Mollichelli

Troppo forte il City. Bello a metà il Ciuccio. Pep è Pep e zio Maurizio è zio Maurizio. Il maestro è più giovane dell’allievo e solo nel calcio può accadere. Sarrismo e guardiolismo filosofie contigue. Finché reggono, azzurri all’altezza. Ma non reggono e prendono la scoppola che non meritano. Mai il Napoli negli ultimi tempi belli e di concretezza era stato preso a pallonate (2-4) in maniera così netta. Ed  ora la qualificazione è appesa al classico filo Continua a leggere