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Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichelli

Giornalista. Ha lavorato con il Roma ed il Mattino. Ha seguito, tra l'altro, come inviato speciale cinque Mondiali, altrettanti Europei, nove finali di Campioni-Champions e l'Olimpiade di Sydney

Champions League & Made in Sud

 di Adolfo Mollichelli

I sogni svaniscono all’alba di una contesa che è stata infinitamente lunga, vissuta con passione, orgoglio e delusione. Napoli fuori dalla Champions, eversore il Real dei galacticos, come trent’anni fa. I “quarti” della manifestazione europea che ti premia con la coppa con le orecchie restano un tabù. Vanno in fumo un bel po’ di soldini che non guastano mai. Pecunia non olet e figuratevi per Aurelio Primo che con accento romanesco si vuol far passare per napoletano nel salotto televisivo da lui trasformato in un cortometraggio (per fortuna) storico; da Masaniello a Cavour, magari sognando il prossimo cinepanettone dal titolo Natale nel Regno delle due Sicilie.  Continua a leggere

Dries, il postino suona sempre due volte

 di Adolfo Mollichelli

 Coro: Roma, Roma, Roma core de sta’ città… Naturalmente, la città è Napoli. Grazie Roma, che ci fai vivere e sognare ancora! E dài che Sarri l’ha cantata. In toscano ma l’ha cantata. Olimpico terra di conquista e non accadeva da tempo. Gli statistici ricordano che gli azzurri non segnavano a Roma da trecentouno minuti. Troppo. Lezione di calcio e poi quel maledetto limbo tra la voglia di strafare e il timore di cadere nello stagno specchiante della bellezza, come Narciso. Continua a leggere

Atalanta Calda(ra), Napoli freddo

di Adolfo Mollichelli

Era imbattuto da quattordici giornate il Napoli euclideo. Si ferma davanti alla giovin Atalanta guidata da Gasperini che fa rima con Mazzini (Giuseppe). Sconfitta senza se e senza ma. Pur avendo giocato un bel po’ di tempo in superiorità numerica per l’espulsione di Kessiè, il gigante d’ebano che viene dalla Costa d’Avorio. I due legni colpiti? Lasciate perdere. L’Atalanta passa con due gol del centrale difensivo Mattia Caldara che è già stato acquistato dalla Juve.  Continua a leggere

Beati i palloni
che hanno giocato con Baggio

di Adolfo Mollichelli

Auguri Robi per i tuoi primi cinquant’anni. Auguri, inimitabile campione e uomo di dolcezza infinita. Semplice, genuino, cordiale, gentile. E va bene, una volta andasti contro te stesso, quando Arrigo Sacchi ti sostituì nel catino del Yaints Stadium di New York e tu, uscendo, gli rivolgesti l’ormai celebre: “Ma questo è matto!”. Nulla al confronto con la durezza con la quale io – baggiano tutta la vita – ho apostrofato chiunque osasse mettere in dubbio la tua grandezza. Imperavi e dividevi, altroché se dividevi! Durante il mondiale americano, tra noi inviati al seguito della Nazionale, si formarono tre veri e propri clan: gli scettici, i baggiani, gli antibaggiani. Continua a leggere

Cazzate & cazzimma

 di Adolfo Mollichelli

Quant’è bella la cazzimma/che si fugge tuttavia/ce l’ha solo Lorenzo/tutti gli altri/l’han perduta/smarrendosi lungo la (Gran) via.

La gita fuori porta, la scampagnata madrilena è finita male. Sul campo è andata così così, con undici minuti di realtà sognante, quelli che sono intercorsi tra l’invenzione di Lorenzinho ed il pareggio di Benzema. Davanti alle telecamere è andata peggio. Con lo stupefacente (ehm!) Aurelio Primo a dire cazzate, zeta doppia come cazzimma. Duro e farneticante attacco a Sarri, senza ragione alcuna. Sfruttate poco le risorse della rosa? E chi avrebbe dovuto far giocare Sarri, il Pavoletti dei garretti perduti preso a peso d’oro per introitare il guadagno derivante dalla cessione di Gabbiadini già super bomber in Premier? Stop. Continua a leggere

Bersaglio immobile

 di Adolfo Mollichelli

Pronti via e i folletti schizzano in gol. Come al Meazza contro il Milan. Goleada azzurra e goduria massima. Attacco monstre (siamo già a 55 gol) ed Eupalla ci salvi dalla tentazione del “vero nueve”. Due triplette, Hamsik e Mertens e perla di Insigne. E’ la serata delle sette bellezze. Mai il Napoli aveva segnato, nella sua storia, sette reti in trasferta. Devastante. Bologna schiantato e deriso. Una vendetta servita fredda. L’anno scorso la sconfitta a Bologna segnò l’abbandono del sogno tricolore.  Continua a leggere

Il mio divino Roger

 di Adolfo Mollichelli

Ne ho visti di campioni nel tennis, da Rod Laver che disegnava traiettorie impensabili a Borg l’hippy ai ragazzi terribili Sampras ed Agassi, fino ai “mostri” degli ultimi tempi: Nadal, Djokovic, Murray, Wawrinka. Ma soltanto uno mi ha indotto al tifo sperticato mostrandosi ai miei occhi come il campione, direi fuoriclasse, forgiato nella palestra degli Dei: Roger Federer, lo svizzero gentile mai sopra le righe, capace di alternare tutti i colpi possibili – ed anche quelli impossibili – con la racchetta che impugna con soave dolcezza. Continua a leggere