di Adolfo Mollichelli
I sogni svaniscono all’alba di una contesa che è stata infinitamente lunga, vissuta con passione, orgoglio e delusione. Napoli fuori dalla Champions, eversore il Real dei galacticos, come trent’anni fa. I “quarti” della manifestazione europea che ti premia con la coppa con le orecchie restano un tabù. Vanno in fumo un bel po’ di soldini che non guastano mai. Pecunia non olet e figuratevi per Aurelio Primo che con accento romanesco si vuol far passare per napoletano nel salotto televisivo da lui trasformato in un cortometraggio (per fortuna) storico; da Masaniello a Cavour, magari sognando il prossimo cinepanettone dal titolo Natale nel Regno delle due Sicilie. Continua a leggere
