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Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichelli

Giornalista. Ha lavorato con il Roma ed il Mattino. Ha seguito, tra l'altro, come inviato speciale cinque Mondiali, altrettanti Europei, nove finali di Campioni-Champions e l'Olimpiade di Sydney

Il campione perdente

 

di Adolfo Mollichelli

S’è conclusa la quarantaquattresima edizione della Copa America, il più antico torneo per Nazionali: novantanove anni di storia, e di storie infinite. Il Cile s’è laureato campione per la prima volta. Battuta ai rigori (4-1) l’Argentina, quattordici titoli in bacheca, uno in meno dell’Uruguay. Una finale, disputatasi nello stadio Nacional di Santiago tristemente famoso negli anni della dittatura di Pinochet. Per mesi, quello stadio divenne una prigione lager per migliaia di oppositori del regime. Continua a leggere

Sogno triplete

di Adolfo Mollichelli

La finale di Champions tra Juventus e Barcellona, all’Olympiastadion di Berlino, è un caleidoscopio di storie e di sfide. E’ molto di più di una partitissima tra due contendenti ricche di gloria, antica e recente. La coppa dalle grandi orecchie è la preda più ambita alla fine di una stagione trionfale per entrambe. Sia la Juve che il Barca aspirano al triplete dopo aver vinto i rispettivi campionati e le coppe nazionali. Continua a leggere

Il calcio impazzito
I cretini del tifo

di Adolfo Mollichelli

Ancora nove giornate e il campionato andrà in soffitta. Scudetto alla Juve anche se manca ancora la certezza aritmetica. Resta viva la lotta per entrare in Europa tra almeno cinque squadre. E intriga il duello per la permanenza nella massima serie tra il redivivo Cesena e l’Atalanta divise da quattro punti soltanto. Il Cagliari non appare in grado di sprintare, il Parma è in B da tempo. Continua a leggere

Il calcio spezzato

di Adolfo Mollichelli

Domenica una sola partita alle 15, lo chiamano il campionato spezzatino. Ma è la fine di un sogno. Pasolini (nella foto) che amava il calcio e non resisteva alla tentazione di tirare quattro calci ad un pallone diceva che “Il calcio è una rappresentazione sacra”. E si santificava, naturalmente, la domenica. Ma oggi non è più così: si comincia a giocare il venerdì e si finisce il lunedì, un campionato a puntate. Tutto per la televisione. Una fiction come un’altra. Continua a leggere