Se n’è andato un altro pezzo di Napoli. Se ne sono andati a distanza di poche ore, hanno approfittato per fare il viaggio insieme. Franco Rosi, (il cui ricordo di Valerio Caprara è in altra parte del giornale) l’ha aspettato. Gli ha “restituito” il favore più di cinquant’anni dopo. Gentiluomini d’altro tempo. Rosi gli aveva chiesto un cammeo in “Mani sulla città” e lui, Aurelio, non seppe dirgli di no.
Aurelio Buccafusca, Bubù per mezzo mondo. Il figlio del sole, l’ultimo sorriso di una città ormai spenta. Morta. Napoletano del mondo. Di quelli che non esistono più. Rivelò ad un Maurizio Costanzo Show Francesco Pupetto Caravita principe di Sirignano, lui conosciuto come Pupetto, che lo chiamavano Bubù non perché si chiamasse Buccafusca, ma “perché lui faceva abbaiare le donne…” Tombeur de femmes, seduttori con un altro stile che appartengono ad un altro mondo.
Noi siamo cresciuti con Aurelio. Ci portava da ragazzini a giocare a pallone alla Mostra d’Oltremare con la sua 600 verde chiara con guida a sinistra tettuccio aperto rigorosamente al sole o, a volte, al campo Signorini di Barra, ed, allora era festa grande, perché era un campo vero, con l’erba immaginate la gioia. E quando diventammo più grandi ci portò le prime volte a Montecarlo a vedere il Gran Premio, a conoscere il fascino della Formula1, le auto che ti sfrecciano sotto i piedi perchè si alloggiava al Loews (oggi Fairmont) quello della virage Loews, la curva lumaca.
Era una istituzione monsieur Buccafuscà, ovunque si andasse, l’accoglievano con un sorriso, brillavano gli occhi. Nella Montecarlo blindata dei giorni della corsa, tutti ricoperti di badge e riconoscimenti, divieto di qua, divieto di là, security e gendarmerie ovunque, noi avevamo il lasciapassare vivente, con lui si andava dappertutto, un sorriso, un saluto, un cenno e via: bastava andargli dietro…
Ci fece “conoscere” i primi Casinò, l’irresistibile fascino della roulette e l’immancabile “Otto e cavalli”, dodici numeri, un terzo del cilindro (33-16-24-5 – 10-23- 8-30-11-36-13–27) per te, tutti gli altri conto. I numeri di una vita.
Rien ne va plus, una pallina che saltella, saltellano le emozioni, abbiamo scritto l’anno scorso per il suo compleanno numero cento, una vita baciata dal sole, il sapore dell’acqua di mare sulla pelle: l’isolotto di San Martino, il Beach Plaza, la Canzone del Mare o la spiaggia di Karon a Phuket, è solo un dettaglio, perché l’importante è avere la voglia di vivere, perché l’importante è essere sempre pienamente a proprio agio in ogni situazione e con ogni compagnia.
Ed Aurelio lo è sempre stato. Giusto e credibile anche quando Vittoria Ottolenghi e Vittoria Cappelli lo vollero per interpretare il Cardinale Ruffo (il cardinale assassino, proprio lui che ha sempre inseguito il bello della vita ) in Festa, uno spettacolo su Rai 1 che andò in mondovisione ed ebbe un grande successo
Siamo cresciuti con Aurelio, i suoi racconti, gli aneddoti, spicchi di vita che avevano dell’incredibile e che ogni volta avevano un particolare , un dettaglio in più. Una favola infinita. Prendi, ad esempio, la storia dell’orologio sopra al polsino: un vezzo che ha fatto il giro del mondo. Gianni Agnelli ha copiato da Aurelio o viceversa? I due si erano conosciuti a Pinerolo, reggimento “Nizza Cavalleria” e da allora si sono frequentati assiduamente per una vita.

Tavolata Buccafusa, fra gli altri si riconoscono Francesco Caravita principe di Sirignano e Gianni Caracciolo
Siamo sicuri che ora lassù, riprenderanno le vecchie abitudini. E fra le nuvole ci sarà certamente il tavolo Buccafusca, quello che per una vita c’è stato al Borgo Marinari. Gianni Agnelli, Francesco Pupetto Caravita principe di Sirignano, il principe Giovanni Caracciolo, il marchese Giulio Puoti, il barone Mimmo De Luca Tamajo, Michele Principe, il presidente dell’Alitalia degli anni ’90… Tutti insieme allegramente, potete scommetterci. E da lassù sorrideranno anche per noi. Perché noi ormai non sappiamo più sorridere.
(g.p.s.)











ho avuto il privilegio e la gioia di conoscere Aurelio nel 1966 quando sono venuto ad abitare bel palazzo di parco Grifeo, inquilino della suocera Donna Caterina Vozza, vedova dell’ammiraglio Franzoni; e conservo un ricordo indimenticabile di questo bellissimo Signore elegante, affabile, spumeggiante, spiritoso che, sulla terrazza panoramica di casa Vozza, ci rendeva piacevoli le serate estive con i racconti delle sue avventure ( la presenza della moglie Beby gli impediva di accennare a quelle galanti ); a Beby e ai figli Otto, Roberto e Alessio, che ho visto crescere, esprimo il mio dolore per la scomparsa di Aurelio, un napoletano d’ altri tempi di cui sentiamo vivissima la mancanza.
È il comune sentire ciò che scrivi e se è vero che ognuno di noi prepara con il proprio stile di vita la propria fine lui ne è un esempio … sorriso nella vita nella buona e cattiva sorte ,leggerezza che non è superficialità ma consapevolezza dei doni ricevuti e capacità nel dispensarli a chiunque sia sul proprio cammino. Grazie zio bubu’
un bacio Angela
caro Gianpaolo , grazie per aver ricordato Aurelio con la tua spontanea sincerità , si vede che è scritto dal tuo grande cuore …..
ho avuto l’onore di conoscere Aurelio,essendo stato da sempre amico di Alessio,Roberto e Otto,e insieme a lui e ad Alessio abbiamo condiviso molti viaggi a Phuket e a Montecarlo.Aurelio e’ sempre stato il nostro punto di riferimento e noi tutti gli chiedevamo sempre di raccontarci le sue mille imprese ed avventure,era un uomo amato e stimato da tutti,ovunque andasse riscuoteva successo e stima,ci manchera’ moltissimo,grazie Aurelio per averci insegnato le cose belle della vita ed una grande moralita’. Giancarlo
Caro Alessio, l’unica cosa che mi viene da dirti, non avendo avuto la fortuna di conoscere cotanto splendore se non per quanto letto di lui, è che si muore solo se nessuno si ricorda più di chi ci lascia….altrimenti ci si distacca solo fisicamente !!
D’altronde proprio Gesù disse “dove sono due o tre che parlano di me, io sono in mezzo a loro” !
Aurelio vivrà in eterno nel cuore dei tantissimi che lo hanno amato perchè hanno avuto la fortuna di conoscerlo e ai quali ha lasciato un patrimonio inestimabile di sentimenti, valori e grande moralità, che sono stati la base del suo felice vissuto !!
Ti abbraccio forte e partecipo alla tua grande perdita !!
Con affetto. Anna
solo oggi di rientro dall’estero,ho appreso ,con mio grande dolore,che la persona a me più cara,la persona che in ogni momento dava il consiglio giusto,che riusciva -con il suo sorriso ed allegria- con il suo charme a farti vedere sempre il bello della vita anche dove non c’era,ci ha lasciato. Grande amico dei miei genitori,l’ho conosciuto da ragazza ed ho sempre apprezzato e stimato la sua gioia di vivere.La vodka imperiale lo accompagnava sempre in tutte le ricorrenze ed in ogni festa era sempre il numero uno,con i racconti della sua vita passata,racconti divertenti ed interessanti.Voleva raggiungere il traguardo dei ” 100″ e ci è riuscito! Mi mancherai ” Bubù” ,mi mancherà la tua allegria e mi mancherà la tua frase ” una spaghettata in tuo onore…” hai lasciato un grande vuoto in chi ti voleva bene.
Ho conosciuto aurelio buccafusca da piccola, ma l’ ho rivisto ed avuto contatti anche da adulta. Sono la figlia del suo socio e grande amico avv. Vincenzo Menichini . Penso che mio padre spentosi tanti anni fa avrebbe avuto piacere che io scrivessi ,che Aurelio è stata una bella persona, amico presente ,e persona con cui mio padre si é divertito tanto ,si sono goduti insieme la vita divertendosi molti anni. Cosa invidiabile. Mi dispiace non poter più ricordare con lui il bel passato,che oggi é la nostra ricchezza. Colgo l ‘occasione per invitare qualcuno che ricorda mio padre a contattarmi per unire i ricordi.Mio padre è star socio di aurelio fino al68 , erano un inno alla vita.
giuseppina manichini
menichini.giuseppina@gmail. com