di Paolo Ariete
Se una band si trasforma in una banda (armata di bastoni) e se i centri sociali, sono anti sociali, che diavolo sta succedendo? La vicenda di Cremona, della band napoletana 99 Posse, del centro sociale Dordoni, del concerto negato dal sindaco Galimberti, ci fa capire il brivido che percorre il Paese.
Cerchiamo di capire che cosa è successo. Poco più di una settimana fa a Cremona un 49enne, Emilio Visigalli, è rimasto gravemente ferito da un colpo di spranga alla testa, finendo in coma. Dal centro sociale Dordoni, i militanti della sinistra hanno da subito attribuito la responsabilità dell’aggressione ai “fascisti di Casapound e a squadristi venuti da fuori.”
E così nei giorni scorsi la città lombarda è diventata un campo di battaglia, scontri e tafferugli tra estremisti delle opposte fazioni, schegge di violenze inaudita nei confronti con le forze dell’ordine. Oltre 500mila euro di danni: vetrine sfasciate, vetrate di banche abbattute e cartelli divelti. Una stima per difetto, perché vanno aggiunti i danni agli edifici privati e alle strutture pubbliche. Tra neofascisti e antagonisti, in tutto sono otto gli indagati per rissa aggravata e lesioni gravissime. Visigalli rimane ricoverato in prognosi riservata per via delle lesioni alla testa, ma le sue condizioni sarebbero stazionarie.
In questo perenne clima di guerriglia urbana ecco che il gruppo napoletano 99 Posse si è presentato a modo suo. “Onore a chi lotta. Più bastoni, meno tastiere”. Sorprendente. Delirante. Apologia della violenza. Se poi c’è anche la spiegazione di Luca ‘o Zulù, allora siamo a posto. “Siamo per il diritto alla difesa nei cortei, per l’autodifesa dalle violenze arbitrarie della polizia. C’è la necessità di mandare dei segnali di difesa all’estrema destra che si riorganizza e aggredisce impunemente. Se questi segnali non vengono dati dalla polizia e dalla magistratura, allora li deve dare la società civile. In dieci anni Casa Pound ha fatto centinaia di aggressioni con accoltellamenti, due ragazzi dei Centri sociali sono stati uccisi: Davide “Dax” Cesare a Milano e Renato Biagetti a Roma.” Per poi attirare in ballo anche Pertini, poveri noi. “Noi seguiamo le parole di Sandro Pertini che diceva che il fascismo va combattuto con tutti i mezzi senza porsi il problema di ciò che è legale o illegale”. E a chi ha sottolineato una città messa a terra e fuoco, l’attacco alla sede dei vigili urbani risponde così. “A Cremona non è stata sfasciata una città, sono state rotte due vetrine di banche. Poi nel momento in cui sei in corteo e dal Comando dei vigili ti caricano sparandoti in testa i lacrimogeni dal secondo piano è normale che la situazione possa sfuggire di mano”.
E poteva mancare il solito Erri De Luca sotto processo per istigazione alla violenza: “Le frasi sul sabotaggio della Tav? Le rivendico. A Cremona bisogna parlare del ragazzo picchiato, non dei bastoni dei 99 Posse…” Il vecchio animo da “servizio d’ordine” non invecchia.










