di Alberto Toro
Il Redditometro ci guarda e ci studia. Ma vista la situazione degli italiani, siamo sicuri che non era meglio lanciare il Debitometro?
Poche chiacchiere, siamo entrati nell’era del redditometro. Anche se da più parti si cerca di procedere a luci spente, la verità è questa. All’Agenzia delle entrate hanno voglia di definirlo ancora un test ma siamo al grande Fratello fiscale, tutto è in discussione d’ora in poi. Si attiva la radiografia dei consumi degli italiani. C’è un po’ di tutto e anche di più oltre cento voci di spesa appartenenti al paniere. Dall’antiquariato alle bevande, da gioielli e imbarcazioni alle pay tv e alle bollette delle utenze, dai viaggi alle visite mediche passando anche per le polizze previdenziali e le spese di condominio ( La tabella consumi ).
Tutti nudi davanti al Fisco. E’ con questo strumento nuovo che verranno verificate le dichiarazioni dei redditi a partire dal 2009 cioè dalle dichiarazioni fatte nel 2010. Un passo avanti e quattro dietro.
Sulla base di quanto precisato dall’Agenzia delle entrate, i tassi più significativi di irregolarità emergono nelle categorie dei redditi d’impresa e del lavoro autonomo, sebbene le irregolarità siano presenti anche in fenomeni riconducibili a redditi da locazione omessi e a redditi di lavoro dipendente percepiti “in nero”.
Agenzia delle entrate? Si tratta di contribuenti per i quali sia è rilevato uno scostamento superiore al 20 per cento tra reddito dichiarato e spese effettivamente sostenute nel corso dello stesso anno. Il fisco cercherà di dedurre in maniera diretta quelle che sono state le spese sostenute da ogni singola famiglia Quando però questo sarà impossibile, farà riferimento a valori medi di un determinato bene, che saranno calcolati tenendo conto ovviamente delle tipologie di famiglia undici in tutto, della zona geografica in cui si vive e del proprio tenore di vita ( La tabella nuclei familiari ). In generale si terrà conto dei valori medi calcolati e stimati dall’Anagrafe tributaria o rilevati dall’Istat. Nel caso però mancassero anche questi riferimenti, il fisco si riserva anche la possibilità di commissionare specifici studi o analisi di settore.
Ma in un Paese sottosopra, anche il Redditometro non si discosta da una sorta di degenerazione ormai costante. E già perché, toccherà al cittadino nel caso scatti un accertamento, dimostrare che l’eventuale livello dei consumi che è stato giudicato incongruo è, invece, possibile e spiegabile. Si tratterà quindi di dimostrare che il finanziamento delle spese in questione è avvenuto cioè con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo di imposta considerato, o con redditi esenti, e quindi non dichiarati, o ancora perché c’è stato il contributo di una terza persona, ad esempio di un genitore che ha elargito al proprio figlio una certa somma per sostenere appunto determinate spese.
L’accertamento col Redditometro avrà di due fasi distinte: una fase iniziale (e quindi preventiva) e una successiva all’emissione dell’avviso di accertamento. Nella fase iniziale verrà chiesto al contribuente di fornire chiarimenti in ordine allo scostamento evidenziato. In questa fase il contribuente potrà giustificare l’”incongruenza” rilevata con la presenza di redditi non assoggettati a tassazione, di redditi soggetti a ritenuta alla fonte, di finanziamento da parte di familiari o da parte di terzi per il sostenimento delle spese o con la presenza di altri mezzi giustificativi purché di tipo documentale. Attenzione, d’ora in poi conservate tutto. Soprattutto per le spese di maggiore consistenza (come le spese per viaggi o per scuole private), sarà essenziale conservare le ricevute o le tracce bancarie dei pagamenti effettuati.
Nella seconda fase, invece, il contraddittorio avverrà in sede di accertamento con adesione e sarà finalizzato “a ricostruire il reddito complessivo del nucleo familiare nell’ottica di una definizione dello stesso”.









