di Eduardo Palumbo
Appuntamento a sinistra. Sabato, il giorno di San Valentino, può nascere un grande amore, il nuovo partito della sinistra italiana antiliberista, quello che ha ritrovato forza, gioia e convinzione dopo la vittoria di Tsipras in Grecia.
Tutta quell’aria politico-intellettuale contrassegnata oggi in Italia da, “L’Altra Europa con Tsipras”, Rifondazione Comunista, Sel e, probabilmente, alcuni , se non tutti, della minoranza Dem che nonostante l’elezione di Mattarella e la fine del Patto del Nazareno, sa di contare sempre poco o nulla all’interno del Partito democratico, che ormai è il partito di Renzi.
E poi insieme a questi partiti e cespugli di sinistra, ecco la “corazzata”, Fiom, il cuore indomabile del sindacato, l’ala dura della Cgil, le felpe rosse di Landini, il leader, l’uomo che va fiero di avere solo due tessere in tasca, quella della Cgil e quella dell’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani, e che in tanti vorrebbero alla guida di questa Syriza all’italiana: un bel po’ di sangue operaio, di ideologia, di bandiere e giubbe rosse, di rabbia e un bel po’ di antirenzismo: perché ormai il nemico è lui, Berlusconi e la sua destra non esistono più, non contano niente. Una diatriba tutta a sinistra, anche se in molti faticano di vedere il Partito del Premier come un partito di sinistra, sempre più al centro, sempre più puntellato da ex democristiani nei ruoli importanti e decisionali.
Eppoi c’è lui, il cinese che ha incassato lo sgarbo di Genova dal partito che fondato e se ne andato via sbattendo la porta. Sergio Cofferati in campo, ma anche lui, non sbilancia come giusto che sia. “Lo spazio per una sinistra anti liberista c’è anche in Italia. Ma una sinistra di governo deve ribaltare il metodo: prima i valori, poi i programmi e solo alla fine la leadership. Altrimenti il partito nuovo non andrà da nessuna parte”.
Alla testa di un movimento per il cambiamento, sono in molti a vederlo. A cominciare proprio da Maurizio Landini. “Un personaggio del carisma di Cofferati, con le sue grandi qualità etiche e morali, può certamente contribuire ad accelerare un percorso simile anche qui. Dove pure è necessario andare oltre l’idea di sinistra classica
Siamo ancora in prove tecniche di sinistra, c’è da capire dove collocarsi, come riuscire a coagulare sogni, sofferenze, disagi di una classe operaia che ormai da anni non va più in paradiso. Al momento il nemico numero uno è la politica di austerità, la Troika e, naturalmente la Merkel, un senso di ribellione che in Grecia con Syriza ed in Spagna con Podemos ha già trovato una forma di coesione e di organizzazione. E in Italia? “Noi di Rifondazione Comunista -dice Paolo Ferrero segretario Rc- ci stiamo adoperando per costruire anche in Italia un forte soggetto anti-austerity in grado di rimettere al centro del dibattito le questioni dei diritti, dell’occupazione, del welfare e dello sviluppo, stiamo lavorando alla costruzione di un’unità della Sinistra in un soggetto politico plurale da mettere in piedi in primavera.”











