Isso, essa e ‘o malamente

di Giovanni Pasàn

Isso, essa e Benevento. Umberto del Basso de Caro, Nunzia De Girolamo e la città delle Streghe. E’ una storia che abbiamo già raccontato. E come tutte le vicende di Paese, non ce ne vogliano i beneventani, sono storie che non finiscono mai. Ed allora siamo alla seconda puntata. E questa volta, a rendere tutto più malizioso, c’è una seconda donna in ballo, anche se è una vecchia Signora, più o meno aristocratica dipende dai punti di vista: la Juve.

NUNZIA DE GIROLAMO ED UMBERTO DEL BASSO

De Girolamo e Basso de Caro (Gazzetta di Benevento)

E che si può pretendere di più per l’ennesimo feuilleton, la continuazione di Peppone e Don Camillo in Campania, anziché in Emilia e Romagna, a Benevento invece che Brescello, se di mezzo l’incontenibile passione per il calcio, la palla che rotola, la rete che si ingrossa e l’arbitro che fischia? Ma andiamo per ordine, altrimenti non si capisce. Vediamo prima di tutto chi sono i duellanti.

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Umberto del Basso de Caro

Isso, come detto, è Umberto del Basso de Caro, più caro che basso, ex craxiano di ferro, oggi deputato del Pd, sottosegretario alle Infrastrutture, avvocato penalista (difensore di Nicola Mancino nel processo sulla trattativa Stato-mafia) famoso nel panorama politico per essere nato lo stesso giorno (il 29 settembre) di Berlusconi e Bersani, peccato non se ne sia accorto però nessuno, l’uomo  di punta del centrosinistra nel Sannio. Umberto del Basso de Caro nella prima Repubblica sedeva in Parlamento e ricopriva il delicato ruolo di vicepresidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere in giudizio e del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa. Firmò 25 proposte di legge, di cui nessuna convertita in legge, in poche parole, non si ebbero tracce della sua presenza. De Caro dopo Tangentopoli prima parcheggiò nei Liberal Riformisti poi va nella Margherita e quindi dopo l’unificazione nel Pd.

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Nunzia De Girolamo

Essa è Nunzia De Girolamo, ex ministro dell’agricoltura, ex capogruppo del Nuovo Centro destra, ex amica di Angelino Alfano, ex Forza Italia e pupilla del Cavaliere, nonché avvocato che ama sciare e le immersioni subacquee, tanto per non smentire le contraddizioni che evidentemente la contraddistinguono. E così se il suo cuore in Parlamento batte a destra (anche se il suo partito governa con la sinistra, misteri della politica italiana, come il compromesso storico, la solidarietà nazionale, le larghe intese, le convergenze parallele, e ci fermiamo qui…), fuori da Montecitorio cominciò a battere tutto a sinistra sino al matrimonio con Francesco Boccia, piddino ma di matrice Margherita, lettiano, presidente della commissione Bilancio e, soprattutto, presidente dello Juve Club del Parlamento, non so se mi spiego, gruppo trasversale, correntone calcistico.

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Paniz, Boccia e Agnelli

L’antefatto. Bisogna fare due passi indietro. Una storia di potere e di influenza politica (Del Basso de Caro contro la De Gerolamo) e di appalti che girano intorno all’ospedale Fatebenefratelli di Benevento ribattezzato malignamente ”bancomat”  per gli amici degli amici: tutti contro tutti, dai leader politici a manager di paese, giornalisti e portaborse, padri e fratelli coltelli, una vicenda piena di registrazioni rubate, complotti veri o presunti, accuse reciproche e avvocati che mollano il mandato, un susseguirsi di colpi di scena che chi vivrà vedrà come sarà risolta del tribunale.

Juventus v Real Madrid - UEFA Champions League

I fatti. Bisogna fare un passo indietro, con la Juve di Allegri che pareggia a Madrid e si conquista la finale della Champions League di Barcellona. Subito lo Juventus club di Montecitorio organizza un viaggio per la finale di Berlino, potevano mai i nostri parlamentari bianconeri mancare ad una passerella del genere? Arrivano centinaia di richieste. Nessun privilegio da casta, lavoro da normale tour operator. Organizzare il volo, prenotare i biglietti, predisporre il trasporto allo stadio. Costo cadauno: 750 euro.

politica

Il sottosegretario comunica la propria adesione (due quote, anche la figlia) il giorno di apertura delle sottoscrizioni (il 14 maggio scorso), manda via fax i documenti ben prima della scadenza prevista (il 20 maggio) e contatta poi la segreteria organizzativa per procedere al pagamento. Ma, colpo di scena, i suoi due biglietti non sono nella lista. Che cosa è successo: un disguido, un errore, una dimenticanza, un overbooking? Niente di tutto questo. La risoluzione del giallo, vista da del basso de Caro, è velenosa.

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“Il presidente Boccia – attacca del Basso De Caro – non intrattiene con me buoni rapporti personali a cagione di eventi verificatisi nel gennaio del 2014 ed a tutti troppo noti per essere qui riassunti (la spy story dell’ospedale Fatebenefratelli di Benevento ndr).   Ma i rapporti personali o quelli politici credo siano ininfluenti rispetto ad un sodalizio sportivo del quale il predetto Boccia è presidente e non certo proprietario. Ritengo l’episodio nauseante e insuscettibile di commento. Tuttavia esso è utile a tracciare il profilo della persona e la meschinità assoluta del gesto che mi obbliga a rassegnare le dimissioni dal sodalizio al quale mi sono iscritto con grande entusiasmo all’inizio del mandato parlamentare”.

Nunzia De Girolamo e Francesco Boccia

Nunzia, Francesco e il calcio

E Boccia, mister De Girolamo? ” Le dichiarazioni di Del Basso de Caro non merita risposta. C’è stato un lavoro di organizzazione immane, fatto da una persona non pagata dalla Camera. Abbiamo ricevuto centinaia di richieste, un viaggio organizzato in maniera amichevole tra persone che condividono la stessa passione”. Accuse, antipatie, dispetti, niente di tutto questo? “Ma no, è successo che alcune richieste sono state perse. Guardi, è capitato al collega Di Gioia. È stato fra i primi a mandare l’adesione, due giorni prima ci siamo accorti che non era in lista. L’ho chiamato e ci siamo spiegati con una telefonata. Ci siamo fatti una risata”. Eppure qualcosa ci dice che fra la De Girolamo  e Umberto del Basso de Caro non è finita qui. I duellanti non alcuna voglia di deporre le armi, tutt’altro. Ed allora vedremo…Riderà bene chi riderà per ultimo.

 

 

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