Le Pen all’arrabbiata

di Giuseppe Pasàn

Se la Francia fosse l’Italia, Marine Le Pen non avrebbe dovuto fare politica. La polemica sterile delle dinastie politiche è solo un dibattito italiano. O meglio antiberlusconiano.

destra

Marine Le Pen

Se volessimo raccontare il “potere familiare” dei  democratici (Kennedy, Clinton giusto per capirci..) dovremmo stare qui tutta la giornata. Ma non è questo il discorso. Torniamo a Marina Le Pen, al fronte popolare, alla misera figura di Hollande che ha ballato una sola estate, anche se cambiando più di una donna, all’affermazione diciamolo, chiaramente, degli euroscettici. E’ questo è il tema di fondo, il confine vero che divide la nuova vecchia Europa: andare avanti o meno con questo euro? Sarà questo il tema che caratterizzerà le prossime elezioni europee.
Ma chi è questa signora bionda, figlia d’arte, che incarna la rabbia del popolo francese, Le Penn all’arrabbiata, potremmo dire…Marine-Le-Pen-s
Alta, imponente e biondissima, occhi chiari e voce rauca (non fuma da due anni, è passata alle sigarette elettroniche) quarantasei anni, due divorzi alle spalle, tre figli, teoricamente il suo mestiere è quello di avvocato, ma in realtà ha preso in mano le redini dell’estrema destra francese, rifondata molto tempo fa da suo padre Jean-Marie, che malgrado i suoi ottant’anni passati, le sta accanto per rassicurare la “vecchia guardia” dei militanti del Front National. “Non esiste una dinastia Le Pen” ha affermato più volte Marine sottolineando come sia stata eletta dai membri del partito in una votazione aperta. Ma è pur sempre la figlia di colui che è stato il padre padrone del partito, volendo dire che non c’è da demonizzare se leadership passa da padre in figlio, ma non facendo finta di niente. Marine-Le-Pen-perche-questa-donna-fa-paura_h_partb

La “vague Bleu Marine”, l’onda blu Marina, giocando sul suo nome la Le Pen ha puntato tutto sull’ onda che travolgerà i mali di un’Europa che al di là delle enunciazioni di facciata continua a non convincere molti, ha sfrondato di ideologia la sua azione politica, ha puntato il dito contro il “mondialismo”, cioè globalizzazione, libero scambio, frontiere aperte, mescolanza delle etnie e l’islamizzazione rampante .“ Ora il pericolo – è andata ripetendo nei suoi tour elettorali – non deriva più dal comunismo, la minaccia arriva dal mondialismo di cui l’immigrazione è figlia. Sono stati instillati nella società francese ed europea profondi sensi di colpa. Se si era contrari all’immigrazione, si veniva automaticamente tacciati di razzismo. Il rifiuto dell’euro veniva equiparato a una bestemmia”.

Europee: incontro Salvini-Le Pen per strategia comune

Salvini e Le Pen

Madame Le Pen non è una che si nasconde dietro ad un dito. Cerca l’accordo con tutte le forze euroscettiche europee, quel fronte che in Italia è rappresentato da Lega, Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale e Movimento 5 Stelle. Lega e Fratelli d’Italia Alleanza nazionale sono già apertamente schierati. Se Salvini dice di voler fare un gruppo unico in Europa con il Fronte Popolare, Crosetto rilancia dicendo che “la Meloni è la Le Pen d’Italia..”
Rispedita al mittente ogni possibilità di collaborazione,invece, dal Movimento Cinque Stelle. “Francamente non capisco l’odio di Grillo nei miei confronti. In realtà, i nostri partiti sono d’accordo su molti temi, a partire dalla lotta contro l’euro” ha dichiarato la leader del Front National francese. La risposta di Grillo è arrivata via Twitter: “Nessuno odia Marine Le Pen. Ha però un’appartenenza politica diversa dalla nostra e per questo non sono possibili accordi. Rien d’autre. Adieu”.

Vedremo. Di certo la prossime elezioni europee assomigliano sempre più ad un referendum sull’euro.

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