Tsipras-Merkel, luna di fiele

di Eduardo Palumbo

La domanda è una ed una sola, quella posta con semplicità e chiarezza dal tedesco Wolfgang Münchau editorialista di punta del Financial Times, proprio quello che “distrusse” per primo l’operato del governo Monti. “Pensate davvero che un programma di riforme imposto con minacce politiche, che in più è stato appena bocciato da un referendum, possa funzionare?”

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Già, davvero c’è qualcuno che possa credere che la povera, piccola, viziata, sregolata Grecia possa assorbire questa manovra, possa sopportare questo ennesimo, terribile giro di vite?

La sensazione, netta e chiara, è che siamo solo all’inizio della fine: possibile che l’eurozona tenga sotto scacco i più deboli, grazie ad un sistema sbagliato, certamente malato, che si poggia soltanto sulla moneta unica che, conti alla mano ha finito con favorire solo e soltanto la Germania?  Possibile che l’eutanasia finanziaria della Grecia veda tutti concordi, ad ogni costo e ad ogni prezzo,  possibile che non si capisca, per dirla sempre con Münchau che d’ora in poi “ogni nazione che in futuro sfiderà l’ortodossia economica tedesca andrà in contro agli stessi problemi della Grecia?”

Ma che aiuti sono se è stata messa l’ipoteca su mezza Grecia, se l’accordo prevede che vengano trasferiti asset per un totale di 50 miliardi in un fondo indipendente che cercherà di monetizzarli con la vendita?

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In alto il Pireo

A cominciare, ad esempio, dai porti del Pireo (sul quale hanno messo da tempo gli occhi i cinesi di Cosco ed il colosso mondiale danese Maersk), di Salonicco, i 14 aeroporti regionali per i collegamenti con le isole, così come alcune aziende statali di servizi greche dalla Admie, la compagnia di distribuzione dell’energia elettrica alla Ote, alla Hellenic petroleum.

Le due ultime amare settimane, in un’altalena sconcertante di questo braccio di ferro politico e finanziario, hanno emesso solo un verdetto: la schiacciante vittoria della finanza sulla politica e la definitiva morte del sogno che l’unione monetaria fosse un passo verso l’unione politica.

 

 

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