di Ernesto Santovito
L’Italia è in Europa. Il Conte azzurro si sbatte e si scatena, abbraccia tutti, felice e vincente, come se fosse uno scudetto. Ora resta solo da regolare i conti con la Norvegia per vedere chi sarà la prima del girone. Missione compiuta, da Bakù si torna col visto per Francia 2016, impossibile chiedere di più.
L’Italia è squadra modesta, senza campioni ed eccellenze, c’è poco da stare allegri. Inutile farsi illusioni, ma è giusto far festa. L’obiettivo è raggiunto con un turno di anticipo. Certo le vittorie striminzite con Malta e Bulgaria hanno radiografato lo stato globale del nostro calcio.
Il più felice, come detto, è Conte. Il tecnico, che secondo Radiomercato, non rinnoverà il contratto con l’Italia ha mantenuto la promessa di portarci nell’élite europea del pallone, e questo era importante. Poi lui andrà dove lo porta il cuore (Roma o Milan, chi vivrà vedrà…). Su 13 partite, 8 vittorie, 4 pareggi ed una sconfitta. Il ruolino di marcia in fondo è sufficiente.
E’ finita 3-1, con gol di El Shaarawy, Pellè e Darmian (primo gol azzurro) ed è giusto così. Il divario con i dopolavoristi dell’Azerbagian è evidente, troppa netta la differenza dei valori in campo. Noi non abbiamo campioni, gli azeri non hanno neanche giocatori appena sufficienti. Loro hanno il petrolio. Ad ognuno il suo. A fine gara Conte appare sereno e soddisfatto. “Stiamo migliorando, il gruppo lentamente sta crescendo, ci conosciamo tutti di più, lo spirito di squadra è buono”. Bisogna accontentarsi.










