di Emiddio Novi
Le due maggiori banche tedesche dovrebbero fallire come l’americana Lehman Brothers nel 2008. La Deutsche Bank e la Commerz-bank sono piene, zeppe di titoli tossici, di spazzatura finanziaria che fraudolentemente sono accreditati come risorse dei due giganti del credito tedesco
Invece di curare le loro piaghe purulente i tedeschi si stanno attrezzando per far pagare il conto delle loro crisi agli altri paesi europei. E siccome I titoli del loro debito pubblico sono molto solidi e richiesti, ecco che s’industriano per togliere I titoli di Stato italiani dall’attuale status di risk-free, per il quale possono essere dati anche in garanzia per ottenere in prestito dalla Bce moneta fresca di stampa.
I tedeschi per soffocare la nostra economia hanno pensato di vanificare il quantitative easing della Bce: le banche italiane comprano i titoli dello Stato contribuendo a tener bassi gli interessi del debito pubblico, depositano a garanzia nei forzieri della Bce i titoli italiani e ne hanno in cambio soldi freschi di stampa.
Che servono per comprare altri titoli del nostro debito pubblico e quindi liberarsi dal ricatto dello spread, degli interessi imposti dalla speculazione finanziaria.
La Germania sostiene che il nostro debito pubblico è a rischio default, quindi i titoli italiani sono rischiosi, e quindi le nostre banche non possono possederne più del 25 per cento nei loro portafogli.
Se passa la linea di Berlino le banche che hanno comprato i titoli del nostro debito pubblico verrebbero indebolite, se non spinte al fallimento.
Persino Renzi di fronte a tanta sfrontatezza e arroganza ha dato in escandescenze. E ha detto: “anziché’ preoccuparsi dei titoli di Stato italiani nelle banche, bisognava avere la forza di dire che in pancia a istituti di altri Paesi europei c’è un eccesso di titoli tossici”.
Manco a dirlo giornali e televisioni italiani sono tutti schierati dalla parte della Germania e contro il loro Paese. E su questa barricata combattono insieme a Monti, a tutti quelli verrebbero trasformare il loro Paese in un protettorato neocolonialista delle tecnocrazie europee. Tanta spudoratezza è esibita anche perché’ in Europa, scrive il quotidiano francese Liberation, “viviamo in un regime postdemocratico”. La politica è prigioniera di una spaventosa fabulazione economica che prevede poche migliaia di persone dominare su miliardi di uomini.
Eppure tante cose stanno cambiando. Grandi Paesi come la Russia e il Giappone rifiutano l’assetto turbofinanziario e postdemocratico delle loro società. Anche la rassegnata e ubbidiente Italia sembra ribellarsi. Renzi lo ha capito. La destra pur di avversarlo rischia di tagliarsi gli attributi e entrare a far parte del coro delle voci bianche dei neoschiavisti.









