di Eduardo Palumbo
Questa volta Giuseppe Vegas, presidente della Consob, ha risparmiato quella citazione del filosofo greco Epitteto che ama tanto. “Quel che turba gli uomini non sono le cose, bensì i giudizi che essi formulano intorno alle cose”. Ma il senso della tesi sostenute è lo stesso, quello di sempre. Noi abbiamo la coscienza pulita.
“I prospetti dei bond subordinati delle banche fallite (Carichieti, Banca Marche, Banca Etruria e Cariferrara) sono stati redatti nel rispetto delle regole di trasparenza previste dalle norme sul prospetto informativo e hanno dato massima evidenza a tutti i fattori di rischio connessi alla complessità degli strumenti e alla situazione in cui versavano le banche, specificando anche il rischio di perdere l’intero capitale investito.” Nessuna autocritica, il senso è sempre lo stesso. Se qualcuno ha perso dei soldi deve prendersela come se stesso. Ha sbagliato investimento, ha giocato male i suoi soldi. Altro che Vegas, Las Vegas…
Lo stesso atteggiamento che tenne anche con la drammatica vicenda del MontePaschi di Siena. Aveva annunciato una volta alla Consob che “ avrebbe concentrato l’azione repressiva sulle condotte illecite più rilevanti e riconsiderata l’entità delle sanzioni per le violazioni di minore gravità” ma poi si come è andata a finire. La verità è che la Consob pare abbia, chiunque sia al timone, sempre lo stesso vizio di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati da un pezzo. E’ un elenco infinito. È successo con la Parmalat. Poi con la Popolare Lodi di Gianpiero Fiorani. Monte Paschi di Siena, sino a banca Etruria e tutto il resto.
Ma torniamo al discorso di Vegas al mercato finanziario. “Le vicende relative alla liquidazione delle quattro banche non mettono in discussione la validità di fondo dei modelli di vigilanza sulla prestazione dei servizi d’investimento: il nostro modello di vigilanza è stato esaminato e positivamente valutato sia dal Fondo monetario internazionale, in occasione del Financial Assessment Program condotto sull’Italia nel 2013, sia dall’Esma, in occasione delle prassi di vigilanza sull’applicazione della Mifid (la direttiva europea sui servizi finanziari)”.
Vegas ha ricordato anche che dal 2007, anno di introduzione della Mifid, la Consob ha realizzato circa mille interventi di vigilanza in materia di servizi di investimento con una copertura di circa il 90 per cento del risparmio investito in strumenti finanziari riconducibili a clientela retail, mentre le verifiche ispettive hanno riguardato il 55 per cento circa del mercato.
Il presidente della Consob ha anche ribadito, come aveva fatto in audizione davanti al Senato, come il fenomeno delle famigerate obbligazioni subordinate diventate “carta straccia” sia stato circoscritto: “l’importo in possesso della clientela retail, al 30 giugno 2015, era di 374 milioni di euro, pari all’1,17 per cento del totale. dei bond subordinati emessi da banche e detenuti”. Davvero un successo, non c’è dire visto come sono andate le cose.










