Le scommesse di Renzi

di Giovanni Pasàn

Ricordate? La sfida viene lanciata la scorsa primavera quando Renzi nel salotto di Bruno Vespa lanciò la sua provocazione. “Facciamo un contratto serio. Se il 21 settembre noi abbiamo sbloccato gli annosi pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione lei va a Monte Senario a piedi da Firenze”. Vespa con la solita aria sorniona sorrise compiaciuto. “Se riuscite a pagare i debiti io vado in pellegrinaggio”.

Soltanto un paio di settimane fa l’ultimo bluff. “Caro Vespa si prepari a pagare la scommessa…” Sotto i riflettori della terza Camera di Porta a Porta il Premier ostentava sicurezza e baldanza. Le aziende avranno tutto quello che devono avere entro il 21 settembre, la fine dell’estate coinciderà anche con la fine dei debiti dello Stato con le imprese. Eppoi il 21 settembre, è anche San Matteo, “volete che faccia un autogol proprio nel giorno del mio onomastico”.

ansa - giacomo susca - Vespa, Renzi in tv sembra proprio il 'primo' Berlusconi

Renzi e Vespa a Porta a Porta

Cassa…! Ma neanche per sogno. Mancano appena appena 35 miliardi di euro, mica una sciocchezza. Trentacinque miliardi che per le moribonde aziende italiane rappresenterebbero non solo una vitale boccata d’ossigeno ma consentirebbero anche di riacquistare fiducia nei confronti del Sistema Italia, insomma per essere un Paese normale.  Di quelli, cioè in ottemperanza con i parametri europei che stabiliscono che ci vogliono 165 giorni per saldare il dovuto e dove la direttiva dell’Ue indica un periodo che oscilla fra i 30 e i 60 giorni per soddisfare le richieste dei creditori

Sia chiaro, qualcosa si è mosso, metà circa dei debiti è stata pagata. Ma siamo ben lontani dall’aver azzerato la “grande anomalia”.Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Economia, nel biennio 2013-2014 sono stati messi a disposizione 56,8 miliardi di euro: entro il 21 luglio 2014 (ultimo aggiornamento disponibile) ne sono stati pagati 26,1. In buona sostanza, l’incidenza dei pagamenti effettuati sul totale delle risorse stanziate si ferma al 46 per cento.

Pier Carlo Padoan

Pier Carlo Padoan

Per estinguere completamente le risorse a disposizione le aziende devono ricevere ancora 30,7 miliardi di euro. Stando alle dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa dal ministro Pier Carlo Padoan, dopo il 21 luglio sarebbero stati pagati altri 5/6 miliardi di euro. Pertanto, la cifra totale erogata sino ad oggi dovrebbe attestarsi attorno ai 31/32 miliardi di euro, pari al 56 per cento circa del totale stanziato. In termini assoluti alle imprese rimarrebbero da saldare altri 24/25 miliardi di euro.

PORTA A PORTA

Giuseppe Bortolussi

A fare i conti in tasca allo stato e alle imprese è la puntuale Cgia di Mestre che si è preoccupata di stabilire prima di tutto a quanto ammonta lo stock di debito accumulato dalla Pa nei confronti delle imprese? Purtroppo, attualmente non si dispone di dati ufficiali. Chi ha cercato di stimarne l’importo è la Banca d’Italia. Secondo i dati riportati nella “Relazione annuale 2013”, presentata a Roma il 30 maggio scorso, alla fine del 2013 i debiti commerciali della Pa ammonterebbero a poco più di 75 miliardi. Una cifra, che appare sottostimata. “Comunque se dallo stock dimensionato dalla Banca d’Italia- ha rilevato il segretario della Cgia  Giuseppe Bortolussi – togliamo 8,4 miliardi di euro che sono stati ceduti a intermediari finanziari con la clausola del pro soluto, lo stock di debito nei confronti delle imprese ammonterebbe a poco più di 66,5 miliardi di euro.”

Ma Renzi non ci sta. Per lui l’impegno è stato mantenuto. Insiste.”Tutti coloro che hanno avuto un debito e devono avere dei soldi possono averli iscrivendosi al sito del ministero dell’Economia. Chi va sul sito del governo trova la pratica per poter ricevere i denari. Intanto i soldi ci sono e quindi il 21 settembre l’impegno a pagare i debiti 2013 è mantenuto”. Insomma continua la storiella di creditori che non ci tengono ad incassare. “Gli unici non pagabili al momento sono” i debiti della P.A. su investimenti. “Non 60 mld, come abbiamo letto, ma una cifra che oscilla tra 2 e 3 mld, che rischiano di farci sforare il 3 per cento  vincolo europeo che intendiamo onorare e rispettare”, precisa Palazzo Chigi. “Le risorse ci sono – afferma -, ma rimane il problema di rispettare il patto di stabilità”. Anche accogliendo la tesi del Premier: ma 2-3 miliardi non sono nulla?

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Santuario di Montesenario

No caro Matteo, anche seguendo i tuoi “complicati” ragionamenti e calcoli hai perso la scommessa. Da buon boy scout, non ti sarà troppo ostica la passeggiata da Firenze al Santuario di Montesenario , fondato da sette nobili fiorentini, i Sette santi fondatori. Al convento, del resto, già tutto è in fermento, aspettano la grande giornata e sfoggeranno il loro speciale amaro. Scommessa persa quindi. Ma di questo passo, la cosa più grave, è che appare sempre più probabile che si perda la scommessa col Paese.

 

 

 

 

 

 

 

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