di Eduardo Palumbo
Tutto illegittimo. I matrimoni gay trascritti dal Comune di Napoli verranno cancellati. Così ha deciso il ministero degli Interni. Sono solo stati alimentati inutili sogni. La battaglia dei diritti civili non ha bisogno di fughe in avanti. Ma di nuove leggi.E meno spettacolarità
“Qualcuno ha cercato di mettermi in guardia dicendo che non è possibile. Ma il sindaco ha il diritto, anzi il dovere di trascrivere i matrimoni che purtroppo possono essere celebrati solo all’estero perché il legislatore non attua come dovrebbe la Costituzione. Non è solo un atto simbolico, la direttiva ha effetti concreti.” Così parlò il sindaco, ex sindaco, quello che ora sta per strada, De Magistris, insomma.
“Ho fatto una circolare che invierò ai prefetti per chiedere la cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso fatti all’estero. Queste trascrizioni fatte da alcuni sindaci non sono conformi alle leggi italiane. In Italia non è possibile che ci si sposi tra persone dello stesso sesso, quindi se ci si sposa tra persone dello stesso sesso, quei matrimoni non possono essere trascritti nei registri dello stato civile italiano, per il semplice motivo che non è consentito dalla legge. I prefetti si dovranno rivolgere ai sindaci rivolgendo loro un invito formale al ritiro di queste disposizioni e alla cancellazione, ove effettuate, delle trascrizioni, avvertendo anche che in caso di inerzia si procederà al successivo annullamento d’ufficio degli atti che sono stati illegittimamente adottati”. Così ha parlato il ministro degli Interni Angelino Alfano. Come dire, caro De Magistris la sua fuga in avanti sui diritti civili è illegittima.
Non vogliamo addentrarci nel tema dei diritti civili, un dibattito aperto da tempo. Come è giusto che sia. Articolato, complesso, difficile per i mille risvolti che comporta. Un dibattito di cui si deve occupare il legislatore. Il punto è un altro. Questa politica-spettacolo di amministratori che vogliono travalicare i confini di competenza, mettersi la coccarda di città all’avanguardia, accendere inutili aspettative e speranze. Stupidi, dannosi tentativi di forzare la mano, di conquistare un titolo o un pezzo di elettorato. Non si può governare a dispetto delle leggi.
Spiegava De Magistris “che il matrimonio eterosessuale ha pari valore al matrimonio omosessuale. E questa delibera vuole essere uno stimolo per un legislatore lento nell’attuazione dell’articolo 3 della Costituzione… Napoli ha scritto una pagina importante per l’affermazione che tutti i cittadini sono uguali e diversi allo stesso tempo.” Napoli ha scritto una pagina illegittima. Purtroppo questa è la verità. Le leggi si rispettano. Anche se farlo capire a certo magistrati a volte appare difficile. Questo il giudizio di De Magistris. ”Credo che sia un fatto negativo, in contrasto con la Costituzione repubblicana e le libertà civili in essa sancite.”









