di Carlo Paolo Visconti
Chi non c’è stato, non sa che cosa si è perso. Il Moulin Rouge è Parigi, come la Tour Eiffel insomma qualcosa si può perdere, una cartolina. Del resto parlano le cifre: 600mila presenze all’anno, 65 milioni di euro, è ancora la metà preferita dei turisti, cinesi, americani e russi su tutti che voglio respirare l’aria del locale notturno forse più famoso del mondo ai piedi della collina di Montmartre nel quartiere di Pigalle, la Parigi di notte.
Nato sulla scia del successo del Moulin de la Galette, un vero mulino, che da bar divenne sala da ballo, ospitando feste e incontri della Belle époque parigina, il Moulin Rouge nacque 125 anni fa dall’idea dei proprietari dello storico teatro Olympia da Charles Zidler e Joseph Oller, che fecero costruire un finto mulino sulla sommità dell’entrata, per attirare i clienti.
E ben presto fece parlare tutto il mondo, come quando irruppe sulla scena il Bal des Quat’z’art ballerine nude, che ben presto divennero una leggenda. Un mito, fra piume e strass, ecco oggi come ieri le Doriss Girls, le ballerine del Moulin Rouge di 14 nazionalità diverse, per statuto, non più basse di 1.75 m (1.85 m è invece la statura minima dei Doriss Boy).
Per festeggiare i suoi 125 il Moulin Rouge ha deciso di festeggiare mettendo in scena una serie di speciali dedicati ai più famosi artisti che si sono esibiti nel locale: da “la Goulue”, la ballerina del can-can immortalata da Toulouse Lautec, a Mistinguett, fino a Edith Piaf, Frank Sinatra, Josephine Baker, Ella Fitzgerald e Yves Montand .
Per Jean Jacque Clérico, che dirige il Moulin “Il Moulin Rouge poggia le sue radici e la sua forza nella sua storia, quella della bohème della Belle époque, dal cancan francese, ha fatto la sua fortuna, quella dei pittori e degli artisti di tutte le epoche che l’hanno frequentato. Nel 2014, il Moulin celebra ancora la vita parigina e rinnova la storia, lanciando una nuova sfida nelle notti di piacere del mondo”.













