di Ernesto Santovito
Il Napoli sembra di stare al Luna Park allo stand del tiro a bersaglio. Prende nel primo tempo a pallonate il Catania ed ogni tiro è un gol.
Come un allenamento, meglio di un allenamento. La partita dura poco più di venti minuti, il Napoli fa due gol il Catania due traverse. Poi si gioca per onor di firma.
Doppietta Zapata (in una settimana due partite, tre reti: torna il sorriso al gigante triste) uno Enrique (traiettoria magica da posizione molto angolata) uno Callejon lanciato in porta da Andujar e Le Grottaglie autori di uno scontro comico. Tutto troppo facile. La stentata vittoria della Juve di domenica sui siciliani faceva pensare ad una trasferta difficile per la squadra di Benitez ma alla resa dei conti è stata una formalità.
Il Catania si è dimostrato quello che dice impietosamente la classifica: un solo punto nelle ultime sei sfide di campionato, una sola vittoria nelle ultime 12 giornate. Reattivi in attacco, imbarazzanti in difesa i siciliani hanno dimostrato di essere ormai praticamente con due piedi in serie B.
Andujar, che l’anno prossimo giocherà col Napoli, ha lasciato quanto meno perplessi. Cosi come il secondo tempo della squadra di Benitez, decisamente inguardabile. Il Catania va in rete due volte con Monzón e Gyömbér, entrambi al battesimo del primo gol in campionato (ed è stato così anche per Zapata ed Enrique). Ed ora c’è la Juve.







